- La
Scienza dello Spirito costituisce il centro della vita di
Massimo Scaligero, che come affermato giornalista si procura
la base per vivere.
- Il
dono della poesia è presente in lui sin dalla fanciullezza
e lo accompagnerà tutta la vita, permeando anche le sue
opere di carattere scientifico-spirituale.
- Scaligero
è il poeta della Luce. Le sue poesie d’amore (La
Pietra e la Folgore) ricordano per il loro contenuto le
poesie di antichi poeti, che cantano il loro amore per la
donna ideale.
- Antonio
Massimo Scabelloni, che scrive sotto lo pseudonimo Massimo
Scaligero, cresce privo di madre, che muore quando egli è
ancora bambino. Il padre, un uomo d’affari spesso in
viaggio, affida il figlio al fratello, il giornalista e
umanista Pietro Scabelloni.
- Questa
decisione avrà delle conseguenze marcanti per la formazione
esoterica di Scaligero. Nella casa di Pietro Scabelloni il
giovinetto conoscerà diverse personalità, che là
incontrandosi regolarmente si comunicano le loro esperienze
esoteriche ed occulte. In questa cerchia pullulano fonti di
diversi orientamenti spirituali: l’antroposofia è
rappresentata da Alessandro Bracciani.
- A
questa cerchia appartengono anche personalità di grande
rilievo e letterati come il poeta Gabriele D’Annunzio.
- Il
giovane quindicenne è avido di sapere: egli completa la sua
formazione umanistica in un ginnasio cattolico e con autori
presi dalla biblioteca privata dello zio; le opere di
Feuchtersleben, Ramacharaka, Pascal, Aurobindo, Stirner e
Nietzsche si rivelano per lui fondamentali.
- A
vent’anni decide di conoscere personalmente Julius Evola:
profondamente colpito dalla sua forte personalità e dalla
sua dottrina dello Yoga, diventa suo discepolo.
- Esperienze
spirituali incalzano: lo sperimentatore Scaligero ha bisogno
di orientamento, che non trova in Evola. Ha inizio cosí una
fase di isolamento spirituale, che termina con il libro Scienza
occulta di Rudolf Steiner: là egli trova finalmente l’orientamento
affannosamente cercato.
- A
Roma vive Giovanni Colazza, medico e antroposofo, che
Scaligero conosce grazie ad una indicazione di Evola.
Colazza, che è in stretto rapporto con lo Steiner,
costituirà il contatto vivente tra l’Antroposofia e
Scaligero.
- La
svolta dallo Yoga alla Rosacroce è compiuta. Scaligero
riconosce nello Steiner “il Maestro dei nuovi tempi”,
essendo l’Antroposofia la nuova forma in cui si riversa
vivente la tradizione antica, la “Tradizione perenne”.
- Fino
alla fine della sua vita Scaligero sarà membro della
Società Antroposofica.
- Molte
delusioni dovrà affrontare Scaligero nei circoli esoterici:
la sapiente erudizione, intesa come forma discorsiva di temi
esoterici ed occulti, si sostituisce ad ogni ascesi sul
sentiero della conoscenza. La “dialettica”, il simulacro
della reale esperienza spirituale, domina ovunque. Scaligero
diviene acerrimo antagonista di questa “dialettica”.
- Nel
1959 inizia a scrivere testi, che si riferiscono
decisivamente alla concreta realizzazione della “Filosofia
della libertà” di Steiner: essa sola fornisce la
condizione necessaria per un’esperienza individuale e
autonoma del mondo spirituale. Scaligero, forzando la sua
natura mite e buona, lotta nei suoi scritti come La
logica contro l’uomo e Il trattato del pensiero
vivente senza compromessi contro l’inganno di un’ascesi,
che non si occupi seriamente della esperienza del “pensiero
vivente”, vale a dire del pensiero pensante se stesso.
- Proprio
in un momento di totale assenza di libertà, sei mesi di
prigionia, Scaligero si immerge profondamente ne La
filosofia della libertà: era stato infatti arrestato
dagli americani nel giugno 1944, sebbene non fosse mai stato
attivo politicamente.
- Massimo
Scaligero ha pubblicato articoli per il Feuilletton di
alcuni dei piú importanti giornali italiani. Dal 1932 ha
lavorato come capo redattore per il giornale «L’Italia
Marinara», un organo della Lega Navale italiana.
- La
sua stanza di redazione fungeva da stanza di lavoro e di
incontri esoterici, ma anche da piccolo “ufficio per
assistenza sociale”, dove persone bisognose d’aiuto
potevano a lui rivolgersi.
- Fu
cosí, ad esempio, che gli riuscí di liberare nella seconda
guerra mondiale, con l’aiuto dell’Ambasciata tedesca,
due antroposofi che erano stati arrestati.
- Proprio
questo indusse gli americani ad avere sospetti su di lui,
con conseguente arresto. Anche questo movimentato periodo
della sua vita si trova documentato nella sua autobiografia Dallo
Yoga alla Rosacroce, il libro che rappresenta il cammino
iniziatico di un uomo moderno, in tensione tra le dottrine
dell’Est e dell’Ovest.
- Scaligero
è stato Redattore della rivista «East and West» dell’Istituto
Italiano per il Medio ed Estremo Oriente dal 1950 al 1978.
Il rinomato orientalista Giuseppe Tucci era un suo amico, ed
aveva per lui molta stima.
- Grazie alla sua vena umoristica era anche autore di
innumerevoli testi satirici.
- Già
da fanciullo era predestinato ad essere un orientatore e a
riunire intorno a sé discepoli.
- La
sua figura sportiva, anche se non troppo alta, e il suo
passo agile formavano, in età matura, un certo contrasto
con la sua testa e la sua imponente fronte.
- Nel
bel volto pregnante, occhi profondi e severi guardavano in
due mondi: il mondo sovrasensibile, come fondamento del
sensibile, essendogli fin dall’inizio presente.
- Era
molto amato come amico:
la
sua fedeltà era compenetrata da profondo amore cristiano e
da compassione. La consolazione che il Christo è una
realtà, emanava direttamente dalla sua persona.
- Il
suo libro uscito postumo, Iside Sofia, la dea ignota
è il suo testamento alla fine della vita: è la Iside-Sofia
che prepara la via al Christo.