Costume

Questa la dotazione del guerriero:
disporrà del fucile multiuso,
l’Xm29 potenziato,
col quale lancerà sugli avversari
granate, bombe, grappoli esplosivi,
proiettili all’uranio e micidiali
capsule contenenti gas nervino.
Ma dovendo vedersela con altri
combattenti muniti di congegni
altrettanto implacabili di offesa,
indosserà la tuta impenetrabile
a ogni colpo venuto dall’esterno,
grazie alle componenti realizzate
con procedure nanotecnologiche:
oltre a mimetizzarsi con l’ambiente
adattando il colore al territorio,
in caso di fratture riportate
dal fante cibernetico, non solo
questa uniforme d’alta concezione
rimane intatta, ma s’irrigidisce
come un’imbracatura d’emergenza:
un milite a tocchetti dentro il gesso.
Quanto all’elmetto, poi, è una stazione
radio, con telecamera, microfono,
Gps, visore a raggio laser
per accertare senza alcun errore
se chi gli sta di fronte è un suo nemico
o un membro del suo stesso battaglione,
sperando che sia rapido l’esame.
E che dire di guanti e gambaletti:
dotati di esomuscoli cinetici,
sollecitati da un impulso elettrico

 

scattano consentendo al gladiatore
iperprotetto salti prodigiosi
fino a sei metri in alto, e all’occorrenza
di sollevare pesi di un quintale
come fossero piume di fringuello.
La scienza ha fatto passi da gigante
e questa catafratta lo conferma
nella maniera piú stupefacente.
Ma il constatarlo pone due domande:
come si salveranno quelli che
non potendo permettersi un siffatto
portento tecnologico dovranno
affrontare disagi e ostilità
vulnerabili e nudi, già sconfitti
in partenza e votati allo sterminio?
Se ne deduce che se non è l’oro
a regalare la felicità,
serve per certo a garantire all’uopo
una parvenza d’incolumità.
L’altra questione, la piú categorica,
riguarda l’uomo nella sua sostanza
costitutiva, fatta di precarie
capacità biologiche ed animiche:
a tale indistruttibile armatura
potrà un soggetto tanto vulnerabile
adeguare una fragile natura?
Per evitare quindi che il colosso
con i piedi di argilla si distrugga
nella funesta corsa agli armamenti,
ecco la ragionevole proposta:
gli converrà alla fine rassegnarsi
a coltivare gigli e disarmarsi.

Il cronista