Mail da Furbonia

Dedicato a C.S. Lewis

Proseguo nel mettere a disposizione dei lettori la corrispondenza via email, capitatami accidentalmente tra le mani, che il giovane diavolo Giunior Dabliu Berlicche, studente iscritto alla perversamente prestigiosa Furbonia University, invia a suo zio Malacoda all’indirizzo elettronico Malacoda@redimendi.pur.

Andrea di Furia

Carissimo zio Malacoda,
sto sbavando veleno alla sola idea di dover ritrovarmi faccia a faccia con il Master Truffator. Non solo idolatra l’oro e l’economia speculativa su politica e religione, ma tende a promuovere chi si vota al dottorato per diventare tentatore diabolicus œconomicus. Ma io odio la speculazione e bramo la politica. Che fare? Certo, so che questo mio atteggiamento di fondo ti dà un sottile piacere: è insito nella nostra natura infernale, ma qui, per me, è un dilemma a due corna. Miravo all’encomio. Avrei potuto farcela con uno come Draghignazzo: lo conosci, è impetuoso; non è glaciale come il Master Truffator, ma è il responsabile di un altro corso. Entrambi fanno parte del Collegio dei docenti, ma questo al momento non mi fa né caldo, né freddo. Ebbene? Odio l’economia, perché è il mezzo piú facile per tentare quelle spregevoli cavie umane: le logiche speculative sono certo infernali, ma banali. Vuoi mettere l’arte di legiferare, nel senso di rendere legale l’inganno, la menzogna? Ricordi la ferina e bramosa pulsazione che ci prese quando venimmo a sapere di come quel collega della Fanatic University aveva contrapposto al decaogo del Nemico l’idolatria di essere al di sopra delle leggi? Che feroce forma di autoperdizione! O di quando sapemmo del collega che, durante la Rivoluzione francese, aveva contrastato gli agenti del Nemico, il quale era ad un passo dall’ottenere una reale indipendenza tra i tre poteri dello stato democratico (parlamento, magistratura e governo), convincendo i membri del potere esecutivo e legislativo di come fosse preferibile che il potere giudiziario non potesse essere sindacato che da se stesso (rendendolo di fatto irresponsabile dei propri errori, sia in buona che in cattiva fede). E di come avesse, quella perfida matricola, suscitato per converso, nei vertici di quest’ultimo potere, il pensiero che sí, dagli altri due poteri dello Stato si deve essere largamente indipendenti, ma d’altra parte che nessuno vieta di essere quanto piú strettamente dipendenti dal proprio partito politico dell’epoca: girondini e giacobini, socialisti e anarchici, comunisti e liberisti, destri e sinistri, e cosí via. Basta infatti il suggerimento maligno di un nuovo nome, ed il gioco separatore dell’avversione è fatto! Ha voglia il Nemico a tentare di far invocare il rispetto reciproco, di rimetterli insieme tramite la tolleranza e con i suoi proverbiali sgambetti, tipo: “Tra i due litiganti il terzo gode”. Tanto non gli passerà mai per la mente che il terzo… siamo noi. I poveri meschinelli lo immaginano come uno dei loro, ma con le nostre migliori caratteristiche: furbo, deciso, rapace. È singolare, poi, come questo povero essere umano non riesca ancora a capire che il detto La legge è uguale per tutti, un altro degli antidoti propalati inopportunamente dagli agenti del Nemico, possa essere cosí facilmente pervertito col semplice cambiamento del punto di vista principale. Ci basta appena suggerire mentalmente un semplice noi, ossia La legge è uguale per tutti “noi” ed ecco che siamo progrediti fino a legittimare il suo contrario, ossia l’interpretazione della legge piú favorevole alla propria parte politica (noi) e piú sfavorevole a quella avversa (voi), senza dimenticare il relativo corollario malefico susseguente ed inevitabile: ciò che è capace di eliminare l’oppositore esterno è tanto piú efficace con l’oppositore interno (per chi lo elimina è pur sempre, mentalmente, un voi), il quale proprio non se lo aspetta (perché mentalmente, il meschino, si sente un noi). E questo al Master Truffator sembra troppo complicato! Per me invece, questa è poesia sopraffina, arte, sulfurea quanto basta. Una venefica artigliata alle spalle. E a questo punto mi chiedo: saprò essere degno allievo di tanto malefico ingegno e puntare all’encomio, o dovrò accontentarmi della sufficienza per evitare di contrariare il Master Truffator? Non è un dilemma cornuto, zio?
Il tuo velenosissimo nipote

Giunior Dabliu