Tripartizione

Dopo il Kamaloca, l’opinione pubblica non ha piú alcuna importanza. Per la condizione dopo la morte non ha veramente alcun valore se gli uomini hanno differenze di opinione, come quella di liberale o conservatore, radicale o reazionario. Esse sono qualcosa che per l’articolazione dei diversi raggruppamenti umani non ha alcuna importanza, qualcosa che sulla terra viene creato solamente per trattenere gli uomini dal progresso che essi devono fare per illuminare la coscienza, quella coscienza che agisce dopo la morte. Le entità che stanno dietro l’opinione pubblica vollero rimanere indietro nei confronti del progresso che è intervenuto mediante il mistero del Golgota.

Rudolf Steiner

Da Vita da morte a nuova nascita in relazione ad eventi cosmici,
O.O. n° 141, Editrice Antroposofica, Milano 1967, p. 132.

La vera soluzione del problema, rinvia alla Tripartizione dell’organismo sociale del Dottor Steiner, in cui viene annunciato che l’era della politica è finita!

Massimo Scaligero

Da Seminario Solare, 20 dicembre 1978, in «Graal» n° 59/60, p. 104.

L’opinione pubblica ha infatti un valore minore dell’opinione che il singolo può formarsi, quando egli progredisca. L’opinione pubblica è subumana. A tale subumanità si contrappone la corrente del Buddha che l’uomo sperimenta fra morte e nuova nascita. È straordinariamente importante tener presente queste cose nell’evoluzione.

Rudolf Steiner

op.cit., p. 135.

A quel tempo si iniziò a comprendere che l’evoluzione del mondo passa attraverso l’influenza di pochi uomini e solo in un secondo momento si riverbera nelle società. Si iniziò a capire che il corso della Storia, non è tracciato dalle opinioni pubbliche dei diversi Paesi attraverso la democrazia di delega. Infatti gli uomini potenti che nel corso del tempo presero le piú svariate decisioni pratiche, quasi mai furono consapevoli d’essere l’arto che compie un gesto maturato altrove. Spessissimo, chi detenne il potere si dimostrò essere ben poco libero in quanto dovette rendersi “recettore”di un karma collettivo. Vero è che nel mondo, ancor oggi saltuariamente emergono figure luminose che assumono in sé in modo visibile il progresso di un popolo, ma è altrettanto vero che il mondo contrasta tali personalità in modo violento o tragico. Dobbiamo ricordare che purtroppo, all’inizio del Terzo Millennio, esistevano anche delle logge negromantiche imperiali che facevano un lavoro inverso a quello degli Spiriti Solari, influenzando, quando possibile, le opinioni pubbliche. Malgrado ciò, l’Europa stava crescendo. Ad esempio, il cosiddetto pacifismo politico basato su un sordo rancore delle tribú Sinistre verso lo Stato Guida, improvvisamente iniziò lentamente ad illuminarsi d’una luce nuova, che lo fece evolvere in un sentimento d’identità spirituale e culturale europea. Si sentivano tre necessità: che l’Economia fosse libera da condizionamenti politici e divenisse solidale, che la Giustizia vedesse gli uomini posti in condizione di eguaglianza, e che la Spiritualità, la cultura e l’informazione potessero divenire liberi affrancandosi dall’economia e dalla politica.
Noi posteri, che conosciamo la Storia Occulta e leggiamo con maggior vigore i messaggi spirituali, sappiamo però che già nel 2004 stava iniziando la grande trasformazione verso un nuovo periodo di Civiltà. Evidentemente, uomini portatori di progresso spirituale, che per decenni erano maturati silenziosamente, stavano finalmente facendo emergere disposizioni interiori che tendevano a liberare le opinioni pubbliche dalla loro prigionia. Questa trasformazione riverberava sulla terra forze profonde maturate fra morte e nuova nascita che, come aveva fatto notare Rudolf Steiner, erano anche legate alla benefica influenza spirituale della figura del Buddha sull’umanità. Molti uomini non comprendevano il motivo per cui l’Impero d’Occidente e il dominio anglofono sul mondo stessero declinando dopo solo mezzo secolo. Costoro dimenticavano che le quattro generazioni del Novecento avevano vissuto un progresso bruciante della Scienza e della Tecnica, un progresso evolutivo (materiale e tecnologico) che nessun altro impero millenario del passato aveva potuto sperimentare.

La seconda Guerra di Babilonia

Dal 1945 d.C. in poi, all’interno dell’Impero d’Occidente fu ritenuto politicamente scorretto non riconoscere nominalmente l’importante ruolo decisionale alle “masse”. A quei tempi si doveva dire, comunque e sempre, che la democrazia fosse il male minore, la panacea ai mali dell’uomo, il motore dell’evoluzione del mondo, e che essa andava esportata ovunque. All’epoca la democrazia si imponeva anche con la guerra. Basti pensare a quante campagne furono scatenate con il pretesto d’esportarla presso popoli che non avevano affatto questo tipo d’esigenza. Un esempio in tal senso: quando l’imperatore d’Occidente Busci II ed i Falchi della corte imperiale, dello Stato Guida, scatenarono la seconda guerra di Babilonia, nel 2003, asserivano di agire in nome e per conto della democrazia.
Bastò un anno dalla caduta della grande statua di re Saddamus nella piazza di Bagdad, per far rimpiangere a tutto il mondo il regime sanguinario del monarca che riusciva a stabilizzare con i suoi metodi crudeli la regione che si estende fra il Tigria e l’Eufratis. Sciti, Sunniti, Curdi, terroristi della mezzaluna di sangue ed avidi interessi legati alla produzione dei pozzi petroliferi potevano coesistere ad una sola condizione: essere dominati da un satrapo come Saddamus. Poi in quelle terre e fra quelle genti, dopo la campagna imperiale contro Bagdad, si scatenarono orrori d’ogni genere. Evidentemente un karma funesto era imbrigliato dal regime Saddamita. La Storia e l’evoluzione umana contengono in sé questi tragici aspetti, che sono veri anche se tutt’altro che politically correct.
In concomitanza con la Seconda Guerra di Babilonia, in qualche modo nelle opinioni pubbliche europee si affacciò timidamente l’idea che disporre di strumenti elettivi democratici non fosse sufficiente per dirsi veramente liberi. I politici eletti in fondo erano proconsoli e non potevano ribellarsi all’Impero. I popoli dell’Europa comprendevano sempre meglio queste semplici verità, la Terra di Mezzo si allontanava dal materialismo corruttore dell’Occidente cosí come dalle minoranze dell’Oriente fanatico e suicida.

La tragedia di Madridis

Nel marzo 2004 d.C., durante la seconda Guerra di Babilonia, la capitale della provincia ispanica di Madridis venne sconvolta da una terribile e vigliacca strage. La carneficina, prima addebitata maldestramente alla tribú Iber-Bascorum, fu poi imputata a qualche seguace della mezzaluna di sangue. La reazione popolare immediatamente successiva all’evento terroristico con un voto imprevisto scombinò totalmente i piani degli imperiali. Gli ispanici, infatti, al voto il giorno seguente favorirono il candidato proconsole che aveva promesso il ritiro della Legione Iberica dalla coalizione imperiale che occupava le terre comprese fra il Tigris e l’Eufratis.
La strage di Madridis non produsse il previsto fenomeno di repulsione e odio verso tutte le tribú islamiche. Si disse che in quell’occasione negli iberici avesse prevalso la paura. Non era cosí: semplicemente le opinioni pubbliche europee non erano piú totalmente condizionate dalle logge negromantiche imperiali. Si noti che nel 2004 la provincia franca e quella alemanna si erano già dissociate dalla politica occidentale. Perfino re Riccardo Blairis di Bretagna (fedelissimo di Busci II) era in forte difficoltà e perdeva consensi popolari nel Regnum Unitus Britannicus. Poco dopo, altre legioni europee iniziarono a ripiegare da Bagdad. L’Europa iniziava a ribellarsi. Qualcosa stava cambiando nell’opinione pubblica. Tutto ciò fu esemplare: ciò che stava avvenendo era ancora impensabile dieci anni prima.

Le reazioni in Esperia

In un corsivo giornalistico del 21 aprile 2004 il cronista italico (e filoimperiale) del Corriere Serotinus, tal Ernestus Gallus Loggiaticus, sulla prima pagina del quotidiano ammoniva i politici esperidi. Vogliamo ricordare un frammento del suo intervento che al di là delle posizioni filoimperialistiche dell’autore era assolutamente preveggente, in cui affermava che le classi dirigenti europee avrebbero dovuto rendersi conto che questo e nient’altro era in gioco: e cioè se l’Europa degli anni successivi dovesse continuare ad avere con l’altra riva dell’Atlantico quel rapporto di solidarietà politica, di cooperazione strategica e di consonanza culturale che era esistito dal 1945 in poi… Bisognava averlo chiaro: in quei giorni, in quelle ore, tra il Tigris e l’Eufratis non si giocava solo l’impero di Busci II (e quello della fazione imperiale dei Falchi dello Stato Guida), si giocava e forse anche di piúil destino storico del continente Europa e degli europei. Effettivamente, Ernestus Gallus Loggiaticus non si sbagliava, l’Europa stava determinando il proprio destino, ma lo stava determinando in una direzione opposta a quella auspicata dallo Stato Guida.

Una guerra mortale tra le fazioni dominanti

I proconsoli ed i politici imperiali che governavano le province europee erano atterriti per la piega che stavano prendendo gli eventi. Non si era mai visto nell’ultimo mezzo secolo un cosí diffuso sentimento popolare di contrarietà verso la corte imperiale d’Occidente. Si è già detto negli Annali che tale sentimento era inoltre presente anche all’interno dello Stato Guida. Perfino cineasti e uomini di spettacolo, propendevano per una feroce critica a Busci II. Questa ostilità popolare preoccupava terribilmente l’Impero e l’Aristocrazia degli Eletti, che per la prima volta avvertiva la possibilità di perdere il controllo (negromantico) delle opinioni pubbliche Occidentali. All’interno della corte le diverse fazioni si combattevano tra loro. Era in corso una mortale guerra occulta nei vertici dell’Impero d’Occidente. Ad un certo punto venne a mancare quella linea precisa di comportamento che i vertici imperiali avevano sempre imposto ai mezzi di comunicazione delle province fin dal 1945 d.C. I lacchè della carta stampata erano in preda al panico in quanto mancavano di ordini e comprendevano lo stato di caos che regnava ormai nelle altissime sfere della corte imperiale: tutti contro tutti.

I problemi di Busci II

In linea teorica, di fronte ad una aperta ribellione popolare antimperiale, nella storia antecedente si sarebbero istituiti dei regimi proconsolari tirannici e polizieschi, ma l’abolizione delle libertà democratiche (sbandierate sempre dallo Stato Guida come la vera discriminante fra civiltà e barbarie) sarebbe stata di difficile applicazione nel Terzo Millennio. Una possibile ipotesi di rafforzamento tirannico dell’Impero, pur sempre possibile, avrebbe comunque avuto alcune due fortissime controindicazioni:
a) la limitazione delle libertà civili, in un’Europa di 450 milioni di abitanti, avrebbe catalizzato immediatamente il dissenso in una coscienza politica nazionale europea. Era l’ultima cosa che l’Impero auspicava. C’era quindi la possibilità che limitando le libertà civili gli europei sentissero l’avversione allo Stato Guida e rivalutassero improvvisamente una coscienza europea;
b) in secondo luogo, la tecnica e la diffusione di tecnologie informatiche permettevano il dilagare del dissenso anti-occidentale. L’avvento della Retem di Internetis rendeva ogni cosa terribilmente complicata per l’impero d’Occidente (L’Archetipo, dicembre 2003): tutti potevano comunicare, il dissenso si affermava in virtú della forza delle idee. Non sarebbe stato peraltro economicamente possibile limitare l’uso di tecnologie informatiche in Europa. Si sarebbe paralizzata ogni forza produttiva, ogni contatto commerciale. La corte di Busci II si vide imprigionata in una morsa letale. Prima che la fazione delle Colombe imperiali, capitanate dal pretendente al trono Cherri il Democraticus prendesse il potere, Busci II giocò una terribile carta.

La strategia imperiale

Si decise che qualora le opinioni pubbliche delle province europee non si fossero fatte abbindolare dalla propaganda imperiale, si sarebbero condizionate le ben piú ingenue opinioni pubbliche mediorientali. La strategia messa in atto fu quella di aumentare in ogni frangente l’impatto emotivo dello scontro in atto fra l’Occidente ed il mondo islamico tout court, in modo che l’Europa sentisse la propria appartenenza Occidentale e nel contempo la Mezzaluna dilatasse il proprio odio a dismisura contro gli occidentali uniti. Portare allo scontro piú violento con la Mezzaluna, identificare l’Islam con il terrorismo, aumentare il numero dei suicidi e delle bombe umane, dilatare l’odio fra ricchi e poveri. Questo era l’obiettivo. Come fare? I negromanti-psicologi della CIAM studiarono a tavolino gli elementi che avrebbero fatto impazzire di furore i popoli della Mezzaluna. Queste conoscenze di psicologia sociale erano in possesso dei pubblicitari occidentali, i quali le usavano per reclamizzare e vendere meglio i prodotti. Questa volta le conoscenze delle pubbliche opinioni furono utilizzate per scatenare l’odio. Si giunse cosí ad evidenziare alcuni gesti ed alcune immagini che avrebbero veramente attizzato l’avversione nei confronti dell’Occidente presso tutti gli islamici del mondo:
a) innanzitutto, di fronte ad ogni nefandezza imperiale si sarebbe assunto un atteggiamento falso ed ipocrita. Negare l’evidenza e, quando non fosse possibile negare i fatti, asserire che solo la democrazia permetteva una divulgazione della verità e la punizione dei colpevoli. I colpevoli dovevano apparire come folli isolati;
b) in secondo luogo si sarebbero dovuti intensificare le tensioni e gli scontri in Palestina;
c) come terza cosa si sarebbero dovute profanare le zone sacre delle moschee soprattutto nel venerdí festivo. Si sarebbe dovuto far abiurare i prigionieri della mezzaluna e far loro ingurgitare forzatamente carne di porco ed alcolici;
d) si sarebbe poi dovuto bombardare e mitragliare gratuitamente donne e bambini delle zone occupate, magari centrando qualche banchetto nuziale in modo che si avvertisse la profanazione del gruppo familiare;
e) non basta: si sarebbe dovuta deridere la figura maschile araba con scherni e denigrazioni sessuali da parte di esseri femminili occidentali. In tal modo la sicurezza mascolina della cultura islamica sarebbe stata umiliata di fronte agli occhi di milioni di donne arrendevoli della Mezzaluna;
f) l’orrore avrebbe dovuto proseguire: si sarebbe dovuto torturare ed umiliare i prigionieri della Mezzaluna con ogni mezzo, usando perversioni ed anche animali;
g) infine si sarebbero dovuti deridere persino i cadaveri di coloro che si era opposti all’Impero d’Occidente e si sarebbero dovuti diffondere ovunque i documenti di tali aberrazioni.
I metodi adottati dallo Stato Guida appartenevano ormai chiaramente alla magia nera ed erano ispirati dalla Bestia (L’Archetipo, aprile 2004). Questo orribile piano ebbe precisa attuazione. Dal maggio 2004, le reti televisive ipnotiche ebbero il compito di diffondere a tutto il mondo della Mezzaluna questi orrori costruiti da CIAM e dal Pentagonus Nigris. Il risultato desiderato venne raggiunto in modo inequivocabile con gli islamici, che impazzirono letteralmente dallo sdegno. L’Impero d’Occidente non tenne conto però del fatto che i popoli delle province europee e di tutto il mondo si stavano discostando dallo Stato Guida in modo sempre piú evidente. Purtroppo l’odio antimperiale avvelenò politicamente anche la protesta dei pacifisti europei. Ciò non era affatto un bene, in quanto era comunque necessario allontanarsi e non alimentare ogni forma di violenza politica. Busci II voleva entrare a Roma da trionfatore…

Salvino Ruoli