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Io
non credo nella Morte. Credo nella Vita affermazione potente di
una forza che viene da Dio e non può perire senza che perisca una
parte del pensiero divino. La legge della Vita è per me segnata
nelle sue aspirazioni universali, perenni; indizio della sua
virtualità e dell’intento che deve raggiungere, esse ci parlano
d’immortalità, di progresso indefinito, d’uno sviluppo di
facoltà e di potenza che il breve corso dell’esistenza
terrestre non può compiere; deve dunque compirsi altrove! Dall’intelletto
scientifico, che non conosce morte, ma solamente trasformazioni;
dal grido di tutta quanta l’umanità; dall’istinto del cuore
ch’è intuizione dell’individuo; dal culto che noi, credenti o
no, tributiamo alle tombe; dalle forme accennanti tutte ad
eternità, che il nostro linguaggio assume spontaneo quando noi,
fatti migliori e più prossimi al Vero, versiamo in momenti
supremi d’amore o di virtù; dall’ultime parole del Genio
morente; dal raggio di fede che illumina la fronte del Martire;
dalla pace serena che io ho spesso veduto assidersi su quel volto
degli esseri ai quali lo spegnersi costò più dolori; dall’impossibilità
di credere gli affetti più santi un’amara ironia, i più santi
sacrifici una delusione, l’onnipotenza del genio una fiamma
fatua che il primo fenomeno di materia può spegnere, da ogni
contemplazione, da ogni studio, da ogni presentimento, ho raccolto
che noi siamo immortali, che la legge della vita è una... Ho
raccolto che l’amore è promessa da compirsi altrove, la
speranza un frutto in germoglio, il feretro una culla di nuova
vita.
Giuseppe Mazzini
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Da una lettera a Elisa Ferrari del 29 agosto 1855.
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