Redazione

…Mi ritengo un giovane ben inserito nell’epoca attuale. Leggo molto – letteratura italiana e nord-americana, filosofie orientali e anche qualcosa di antroposofia – ma poi, soprattutto, sperimento attraverso la droga quegli stati di coscienza che voi suggerite di tentare attraverso lunghi esercizi preparatori. Oggi si va veloci e non si possono perdere mesi o anni appresso a risultati che forse non verranno mai. Esistono sostanze che facilitano l’uscita dal fisico e non vedo perché insistete su tecniche superate e che sinceramente considero piuttosto inutili…

“Aquila Libera”

Il superamento del limitato spazio fisico e l’entrata nello sconfinato eterico possono in effetti essere ottenuti anche attraverso l’assunzione di sostanze stupefacenti. Naturalmente quella è una porta d’entrata “clandestina”, che mai un seguace della Scienza dello Spirito adotterebbe per accedere alla dimensione sovrasensibile. Sappiamo infatti che quando si entra in quella dimensione senza il necessario bagaglio di preparazione animico-fisica, è come se si penetrasse sprovveduti in un territorio di cui non si percepiscono pericoli e tranelli. Solo la conoscenza spirituale può guidare e sostenere quella esperienza: coraggio, purezza e conoscenza fanno camminare indenni in un territorio infestato da serpenti. Ma coloro che vi arrivano impreparati, rischiano di cadere preda di quei serpenti, ovvero delle entità ostacolatrici dell’uomo. Essi diverranno allora dei posseduti anche nella vita normale. Per loro la realtà inizierà a deformarsi, fino alla perdita dell’equilibrio psichico. E l’Aquila Libera finirà col diventare un pollo allo spiedo.

Per un mio disturbo alquanto fastidioso mi è stata consigliata dal medico una cura a base di zolfo. Sono però molto preoccupata, perché so che lo zolfo è simbolo del demonio. Non vorrei curare il fisico e nuocere in qualche modo all’anima…

Annalisa Canterno 

Lo zolfo non è simbolo del demonio, anche se il suo sgradevole odore sembra suggerirlo. Anzi, come tutto ciò che brucia rapidamente, che s’infiamma, è simbolo dello Spirito. In particolare, lo zolfo è il simbolo del pensiero che s’avviva, del pensiero creante. Unito al mercurio, lo zolfo dà, secondo l’alchimia, il cinabro, conosciuto anche nelle discipline orientali. Si parla del “sentiero del cinabro” come percorso iniziatico dell’astrale superiore dell’uomo che si manifesta attraverso il pensiero liberato. Nella medicina omeopatica steineriana, ad esempio, un ottimo preparato è lo Zinnober, consigliato per le affezioni della gola. Importante è comunque rendersi conto che non può essere un medicinale a base di zolfo a nuocere all’anima, piuttosto il nostro agire “sulfureo”, nel senso piú deleterio del termine.

Come possiamo considerare fondamentale il pensiero, se lo utilizziamo in massima parte per motivi pratici o banali e solo raramente per rivolgerci ad alti temi filosofici o spirituali, e quando lo facciamo non cogliamo granché di quella realtà che ci sfugge?

Fabrizio Guerrieri

Non è importante l’oggetto del pensiero, quanto il pensiero stesso, che, ritrovato nella sua forza iniziale, si ricongiunge con il pensiero del mondo, il pensiero con il quale gli dèi operano sulla Terra. Il pensiero che pensa la filosofia, invece, o anche i temi dello Spirito, viene spesso utilizzato in maniera dialettica, estinguendo se stesso in tale espressione. Solo l’ascesi del pensiero, il risalire cioè attraverso l’esercizio della concentrazione la forza pensante fino all’originario pensiero predialettico, rende l’uomo capace di penetrare il fondamento di quella che nella domanda viene definita “la realtà che ci sfugge”.

Vorrei sapere se in un lontano futuro conserveremo il nostro aspetto fisico attuale o saremo trasformati piú o meno come vediamo nei film di fantascienza. 

Livio Sarandrea

Certo che ci trasformeremo, e molto, anche se i film di fantascienza è difficile che possano prevedere in quale modo. Dovremo farlo, per esprimere al meglio i raggiungimenti della nostra mutata interiorità. Una delle prime caratteristiche a sparire sarà il sesso, che è anche stato l’ultimo a comparire. Steiner ci dice che il futuro organo riproduttivo sarà la laringe, quando l’uomo giungerà a possedere il potere evocatore del Verbo. Molti altri saranno i mutamenti che accompagneranno la vita dell’uomo, come ad esempio lo sviluppo dell’organo del volo, attualmente atrofizzato. Ma prima che tutto ciò avvenga nel nostro fisico, dovremo trasformarci interiormente. Scopo della disciplina che seguiamo è permettere un sano e armonioso sviluppo di tutte le nostre facoltà: dallo spirituale all’animico sino al fisico.

Leggendo l’articolo “Low Cost” di Leonida I. Elliot, ho trovato riscontro anch’io alla domanda come fosse possibile tenere su una compagnia aerea con quei prezzi! …Rimane il fatto che per me la tecnologia deve essere costruita a misura d’uomo, non trasformare l’uomo per la tecnologia. Lasciando queste considerazioni, volevo aggiungere che a fianco dell’Airbus 380 contenente 800 persone ce ne è un altro di produzione americana e che si giocherà con questo Airbus il mercato aereo futuro. …Altro: dal Giappone una casa produttrice di robot aveva messo in prova un giocattolo robot a forma di cane che, istruito verbalmente piano piano portava il cucciolo a essere ammaestrato e compagno di giochi. Evito qualunque considerazione sull’impatto psicologico che un’invenzione del genere possa avere su un bambino… Mi domando come una generazione di ragazzi avvezzi a questa tecnologia in futuro possa affrontare situazioni di disagio o sacrificio… 

Marco De Berardinis

Abbiamo girato la domanda al redattore dell’articolo, che ha cosí risposto:

Agli interrogativi della lunga lettera, qui sintetizzata, è difficile rispondere in maniera ultimativa, essendo tutto lo scenario del mondo globalizzato un labirinto di specchi dal quale neppure Arianna col suo filo potrebbe uscire indenne. Politica, economia, strategie militari e diplomatiche obbediscono ormai a meccanismi e princípi connotati da estrema aleatorietà e indefinitezza. Chi riesce a cogliere, ad esempio, la vera ragione che induce all’esasperato utilizzo delle tecnologie avanzate e dell’automazione spinta? E qual è, ci si chiede, il recondito fine di certe munificenze tariffarie offerte da alcune compagnie telefoniche, o gli illusori profitti su maxi bond e obbligazioni garantiti da broker e bancari senza scrupoli, o ancora la finta Bengodi delle rate senza anticipo a tasso zero? La truffa è dietro l’angolo, ma difficile è scoprirla, e soprattutto evitarla. Smarrimento, sospetto, inibizione, ecco quanto ciascuno di noi è in grado di ricavare dalla situazione di disagio sociale, culturale e morale nella quale vengono a trovarsi gli individui di ogni latitudine e condizione. L’Archetipo lavora per stigmatizzare tale disagio e ricondurlo al nucleo dal quale esso, come ogni male che affligge l’uomo, origina: la perdita della conoscenza spirituale. Ritrovata questa, le pareti del labirinto cadranno e cosí gli inganni, spesso surrettizi e grossolani, che tuttora ci illudono e deludono. Occorre lavorare per questo fine senza farci incantare dai low cost, dai gadget omaggio e dai fantastici sconti. In questa vita nulla si costruisce di serio e duraturo fidando negli ambigui suggerimenti degli Ostacolatori, che “sedurranno molti” ma non coloro che vigilano con libertà di pensiero e purezza di cuore.

Leonida I. Elliot

Soffro karmicamente l’Università. …Vi sarei grato per un’iniezione di Positività. Università: solo Mefistofele ti può ben illuminare. …È meglio meditare sulla Rosacroce o sui temi della Tripartizione?

FdA

Il patimento karmico derivante dagli studi universitari ben si comprende alla luce della visione scaligeriana che descrive tali studi come atti a divenire blocco mentale, a causa del sistema di stivaggio delle nozioni in scatole e griglie, da cui risulta in seguito difficile liberarle. Ma sembra che oggi la società questo chieda... Si tratta, certo, di un periodo transitorio, ed è forse necessaria una condivisione degli errori per aiutare gli altri a comprenderli, oltre che noi stessi a superarli. Avanzano a passi da gigante le conoscenze tecniche, come nella medicina, nell’ingegneria, nella biologia, non però in senso goethiano, ovvero del vivente, bensí dell’astratta razionalità. Una caduta cioè nel materialismo dialettico, che cura la malattia e non il malato, che psicanalizza il paziente incasellandolo secondo schemi predeterminati che non tengono conto dell’unicità dell’individuo, che filosofeggia sulla “palingenetica obliterazione dell’io cosciente che s’infutura nell’archetipo trascendentale ecc. ecc.” (una frase di Scaligero che proseguiva ancora a lungo), nulla afferrando di quanto afferma. Se poi la sofferenza dell’Università è cosí insopportabile, si può sempre decidere d’imparare un mestiere e “andare a bottega”! Passando al tema della meditazione, senza tralasciare uno studio attivo sui temi della Tripartizione, è meglio insistere sulla Rosacroce: si tratta di un potente aiuto donatoci da Rudolf Steiner, il quale lo spiega in maniera talmente precisa e approfondita da farci compiere, seguendo le sue indicazioni, già metà dell’opera.

 


Floriana Scalabrini «L’incontro»

Ricordo di un poeta

Il pensiero della morte m’accompagna
tra i due muri di questa via che sale
e pena lungo i suoi tornanti. Il freddo
di primavera irrita i colori,
stranisce l’erba, il glicine, fa aspra
la selce; sotto cappe e impermeabili
punge le mani secche, mette un brivido.
 
Tempo che soffre e fa soffrire, tempo
che in un turbine chiaro porta fiori
misti a crudeli apparizioni, e ognuna
mentre ti chiedi che cos’è sparisce
rapida nella polvere e nel vento.
 
Il cammino è per luoghi noti
se non che fatti irreali
prefigurano l’esilio e la morte.
Tu che sei, io che sono divenuto
che m’aggiro in cosí ventoso spazio,
uomo dietro una traccia fine e debole

È incredibile ch’io ti cerchi in questo
o in altro luogo della terra dove
è molto se possiamo riconoscerci.
Ma è ancora un’età, la mia,
che s’aspetta dagli altri
quello che è in noi
oppure non esiste.
 
L’amore aiuta a vivere, a durare,
l’amore annulla e dà principio. E quando
chi soffre o langue spera, se anche spera
che un soccorso s’annunci di lontano,
è in lui, un soffio basta a suscitarlo.
 
Questo ho imparato
e dimenticato mille volte,
ora da te mi torna fatto chiaro,
ora prende vivezza e verità.
La mia pena
è durare oltre quest’attimo.

Mario Luzi