Antroposofia

Questo conoscere direttamente la Morte, è la piú alta carica di vita che possa ricevere l’anima. I tempi moderni possono essere riconosciuti come quelli in cui l’uomo compie direttamente l’esperienza della morte nell’anima. Soggiogato, fortificato nel soggiogamento da Ahrimane, l’uomo può identificare il proprio esistere con tale morte dell’anima. Ma la vera forza dell’uomo non viene da Ahrimane, anche se Ahrimane può dare l’illusione della forza correlata alla Morte. V’è ormai sulla Terra chi in nome dell’Io-Logos, può riconoscere la morte dell’anima come ciò che egli deve attraversare e superare, perché l’anima risorga.

Massimo Scaligero, Iside Sophia, Ed. Mediterranee, pag. 82

Complessità e fragilità del sistema
 
All’inizio del Terzo Millennio, il mondo era segnato da una grande complessità, i sistemi di trasporto ed approvvigionamento energeticus erano interdipendenti e vulnerabili.
Quanto piú elevato diveniva il rapporto con le tecnologie, tanto piú le società erano sottomesse ad una precaria complessità. La totale ed inevitabile subordinazione alle tecnologie era la forza e nel contempo la debolezza di quel mondo. Ben poco era stato fatto per sviluppare dei metodi di autonomia energetica. Tutto dipendeva da immense reti distributive e queste immense reti erano vulnerabili. I gangli vitali dell’energia e dell’informazione potevano quindi essere colpiti facilmente.
I nemici violenti dell’Impero d’Occidente (ovvero coloro che non avevano ancora maturato la lezione della non-violenza e della fiducia nel Mondo Spirituale), erano sempre piú consapevoli di questo tallone d’Achille della modernità. Qualsiasi attacco terroristico o un incidente fortuito alla rete energeticus-comunicativa poteva essere devastante ed avere ripercussioni terribili, come nell’antico gioco del domino, dove la caduta di una tessera travolgeva le altre.
I “blackoutis” nelle città si erano dimostrati devastanti: spesso scatenavano i peggiori istinti. In condizioni di paralisi energetica, alcuni soggetti piú deboli ed emarginati potevano perdere la coscienza ed abbandonarsi a barbarie, saccheggi, violenze e furti.
 
Apparati polizieschi
 
Si doveva quindi proteggere il delicatissimo equilibrio di una società progredita tecnologicamente (ma non altrettanto socialmente). Solo un apparato poliziesco terribilmente coercitivo poteva ambire ad un controllo di questo genere. Tale apparato stava mescolando la tecnologia informatica a quella biotecnologica. Tutto ciò era ingiusto e pericoloso. La debolezza sistemica si ripercosse in modo negativo sulle libertà individuali e collettive. Quanto piú il mondo diventava dipendente dalle tecnologie centralizzate, tanto piú doveva essere difeso in modo invasivo della libertà individuale.
 
Il bisogno di sicurezza esistenziale
 
Le moltitudini che vivevano in un tessuto economico e tecnologico tanto precario ed instabile desideravano innanzi ad ogni cosa delle sicurezze. Sicurezza del posto di lavoro, sicurezza personale, sicurezza di approvvigionamento alimentare ed energeticus e stabilità sociale. I dispensatori di sicurezza erano i padroni dell’opinione pubblica.
I Nemici, ovvero gli untori, additati alle pubbliche opinioni dalla propaganda imperiale, divenivano quindi coloro che minavano le sicurezze: sovversivi, idealisti utopici e, naturalmente, terroristi. La tecnica era di aggregare in un unicum indistinto pazzi, delinquenti, saggi e visionari.
 
Demonizzazione degli avversari
 
In tale maniera, coloro che giustamente aspiravano ad una mutazione di segno, ad una opzione ideale diversa vennero demonizzati agli occhi delle moltitudini che versavano in uno stato di fragilità psicologica. Questo era un vero punto di forza dell’Impero: mantenere le plebi in stato di ansia ed insicurezza.
Cosí, all’inizio del Terzo Millennio, ogni opzione sociale diversa dal modello di capitalismo finanziario dominato dallo Stato Guida e dall’aristocrazia degli eletti, ogni progetto alternativo a quello del dominio della Tripartizione Inversa, iniziò ad essere tacciato d’irresponsabilità e sovversivismo. Semplicemente pensare un cambiamento strutturale dello Stato (con questa accezione gli antichi chiamavano le Province dell’Impero Occidentale), stava diventando improponibile. Per questo motivo, con il terzo Millennio erano ormai scomparse le opzioni “forti” di Destra e Sinistra.
 
Destra e Sinistra, parole ormai vuote di senso
 
Ma allora, perché persisteva la dicotomia Destra/Sinistra? Poteva una Destra italiana all’inizio del Terzo Millennio pensare di trovare un Partito Fascista che riportasse l’Italia all’autarchia, o alla conquista di un Impero chiamando Mare Nostrum il Mediterraneo?
Avrebbe potuto una Sinistra francese aspirare ad una sovietizzazione dell’economia gallica, la stesura di piani quinquennali, la rappresentazione della falce e del martello sul tricolore della Marsigliese, la cessazione della proprietà privata?
Avrebbe potuto una Estrema Destra alemanna aspirare al ritorno delle croci di fuoco, alle rappresentazioni neopagane di Norimberga ed a una guerra mondiale di conquista per instaurare il nazionalsocialismo con relativa deportazione a Madagascar delle cosiddette razze inferiori? Qualsiasi persona di buonsenso si rendeva conto che, dopo il duemila d.C. il ritorno al passato era ormai improponibile! E che le parole Destra e Sinistra avevano perso il significato assegnato loro dalla storia, ovvero concrete possibilità di contrastare politicamente e concretamente il modello liberalcapitalistico.
Era evidente: la politica non poteva piú cambiare la società, al massimo poteva tentare di lenirne i disastri peggiori.
 
Opzioni elettorali inesistenti
 
Infatti chi si diceva elettoralmente di Destra dopo il 2000 D.C. era ormai costretto ad essere un liberale conservatore assoggettato allo Stato Guida. Chi si diceva di Sinistra doveva essere elettoralmente uno statalista conservatore assoggettato anch’esso allo Stato Guida con il permesso di parteggiare per la fazione imperiale delle colombe. Chi si diceva di Centro, poi, generalmente era un’anima spaventata che implorava sicurezza per sé e per gli altri, o un opportunista.
Allora ci si domanda: perché esisteva l’odio fra queste categorie politiche? Perché si continuava a fomentare lo scontro fra Destra e Sinistra?
La risposta è semplice: per l’Impero d’Occidente era necessario evitare in ogni maniera una coesione sociale all’interno dei popoli delle varie province.
 
Superamento della dicotomia Destra-Sinistra
 
A quel tempo, l’Impero d’Occidente respingeva il superamento degli odi politici di parte nati e cresciuti nel Novecento.
Infatti l’Impero Occidentale si legittimava su due premesse storiche:
a) dall’aver distrutto il potere delle croci di fuoco nazionalsociali alemanne, e con esse le rivoluzioni nazionali e fasciste in Europa; b) dall’aver sconfitto economicamente e fatto cadere (per implosione) l’illiberale Impero russo dei Sovieti.
Erano questi gli spettri che dovevano risuonare perennemente nella dialettica politica. In effetti, tali antiche realtà novecentesche erano esaurite. Si doveva nascondere agli europei una verità essenziale, il fatto cioè che nazioni coese si ritrovavano affratellate intorno alla Tavola dove gli Spiriti di Popolo preparavano l’incontro fra Europa e Russia.
 
Ritrovamento della verità essenziale: l’incontro armonioso fra Europa e Russia
 
Chi rivelò per primo la Verità essenziale dell’importanza di un incontro armonioso fra Europa e Russia, fra Ovest ed Est, fu Rudolf Steiner all’inizio del Novecento:
a) una verità essenziale di natura spirituale, perché chiedeva una trasformazione interiore in senso scientifico-spirituale delle nuove classi dirigenti d’Europa;
b) una verità essenziale di natura giuridico-geopolitica, in quanto richiedeva una unione degli spiriti di popolo europei, ponendo le premesse di un’amicizia duratura fra Europei e Russi;
c) una verità essenziale di natura economica, in quanto compito degli europei era di porre le basi di un’area di libero e fraterno scambio che andasse dal Portogallo alle estremità orientali della Siberia, evitando che l’Est si trasformasse in luogo di sfruttamento.

Tutta la storia del Novecento andava letta in questo senso: nell’opposizione forsennata che gli anglofoni attuarono per evitare questa prospettiva di avvicinamento fra Europa e Russia. Difficile trovare negli Annali del Terzo Millennio una pagina geopolitica meno importante di questa. Washintonus temeva piú d’ogni altra cosa l’incontro fra Russi ed Europei. Tutta la politica imperialista dello Stato Guida mirava a questo: evitare l’avvicinamento fra Ovest ed Est.
Il problema di fondo per le nefaste entità che reggevano la corte dell’Impero d’Occidente riguardava il rapporto dell’Europa con la Russia, ovvero la cristianità di ieri e la cristianità di domani.
Tutto il Novecento va letto in questa direzione. Si mediti su alcuni di questi lontani fatti passati, apparentemente non correlati, assolutamente rivelatori delle mene imperiali, e si cerchi di comprendere il legame profondo che li accomuna:
a) la rivoluzione Russa di Leninus fu alimentata economicamente da Occidente e da banchieri dell’Aristocrazia degli eletti;
b) l’affermarsi del materialismo storico e la persecuzione di generazioni di cristiani nei paesi comunisti fu una importante conseguenza della rivoluzione bolscevica;
c) osserviamo poi il prevalere della componente piú arcaica, pagana e reazionaria del nazionalsocialismus. Anche questa componente oscura fu finanziata economicamente dall’aristocrazia degli eletti e dai banchieri;
d) il piano di avvicinamento fra Inghilterra e Germania, voluto da Rudolf Hess con il volo in Inghilterra, fallí. La componente oscura del nazionalsocialismo portò alla campagna militare denominata Barbarossa;
e) l’odio che la campagna militare di Hitler produsse in Russia e le atroci vendette e violenze dei russi nell’Alemagna sconfitta, divisero ulteriormente gli europei dagli slavi;
f) il comportamento politico di Inglesi e Americani, alimentò anche l’odio fra Slavi e Italiani sul confine orientale in Istria e Dalmazia;
g) i disastri prodotti dal comunismo sovietico, la divisione fra comunisti e democratici nelle opinioni pubbliche europee del dopoguerra si accompagnò ad una mitizzazione del sovietismus contro lo Stato Guida. Cadendo il sovietismus, le masse si persuasero d’aver riposto malamente la propria fiducia “in quegli straccioni dei Russi”;
h) la guerra della NATUS contro la Serbia ed il Kossovo del 1989 dipinse gli slavi cristiani come assassini e gli albanesi mussulmani come eroi. Non andò cosí;
i) la presa di potere della nuova classe dirigente in Ucraina del 2005 mostrò, in tutte le scatole ipnotiche, dei pan-slavisti poveri, antidemocratici, avvelenatori con la diossina e primitivi e dei filoamericani belli, d’arancio vestiti, con una leader elegantissima dalle trecce bionde raccolte alla maniera Ucraina.
Potremmo continuare a lungo.
Evidentemente queste vicende erano inestricabilmente legate a scongiurare il paventato possibile avvicinamento, una salda relazione tra Europa e Russia: lo scenario peggiore per le mire dello Stato Guida. Al fine di scongiurare questa possibilità furono messe in atto terribili trame e guerre sanguinarie.
La corte dell’Impero d’Occidente comprendeva che il dominio del mondo sarebbe stato impossibile se ci fosse stata un’area politica omogenea dall’Atlantico a Valdivostok. Il superamento della dicotomia Destra-Sinistra, congiunto ad una visione spirituale nuova di un’Europa Cristiana, avrebbe rasserenato gli animi, tolto il senso di precarietà e causato il superamento di queste ferite all’interno dei popoli. Infatti fu proprio il superamento dell’odio fra slavi ed europei la chiave di volta, l’alimento geopolitico, della Tripartizione.

Salvino Ruoli