Personaggi

All’inizio degli anni ’90 colsi l’occasione di visitare in Francia luoghi di rilevante interesse personale. Il “campo base” delle spedizioni era l’accogliente dimora del Conte Willan-Nazzari di Calabiano, situata al margine del bosco di Fontainebleau. Il padrone di casa è un amico discreto ed un antroposofo grosso e incontenibile, attivo membro della Christengemeinschaft e, a quel che sembra, benefico tormento per l’attuale Vorstand dell’Edificio di Dornach. Da lui appresi qualcosa che riguardava la vita e la personalità di Daniel Dunlop, importante discepolo di Rudolf Steiner. Il ritratto fotografico e le vicende di Dunlop si fusero in me come una profonda e duratura impressione interiore.
Per quello che mi è dato di sapere, nel nostro Paese la sua personalità è pressoché sconosciuta. Non confidando nel rigore della memoria, lasciai in sospeso l’impulso di dire qualcosa su Dunlop finché un amico che lavora a Chicago, il dott. Federico Simone, mi confermò che poteva trasmettermi elementi biografici precisi. Simone ha fatto molto di piú: è riuscito a condensare in poche pagine diverse caratterizzazioni importanti. Pur sacrificando molto, l’articolo che volevo scrivere per l’Archetipo lo ha fatto lui. Io mi sono limitato a revisionare lo scritto, cancellando qualche riga ed aggiungendo qualcosa.
Sono intimamente convinto che anche la minima connessione (in sostanza pochi pensieri) con vere Personalità capaci di sperimentare direttamente lo Spirito, sia importante e benefica per chiunque. D.N. Dunlop è inoltre un chiaro esempio di come il veggente dello Spirito possa essere anche un capace protagonista della vita e dei problemi che la vicenda terrena pone all’uomo.

Franco Giovi

Daniel Nicol Dunlop, occultista, teosofo, antroposofo, fondatore della World Power Conference, amico di William Butler Yeats e discepolo di Rudolf Steiner, nacque a Kilmarnock, in Scozia, il 28 dicembre 1868, unico figlio di Alexander e Catherine Dunlop. Kilmarnock oggi conta circa 50.000 abitanti e si trova a circa 30 miglia da Glasgow.
La madre Catherine, nata Nicol, morí a 26 anni, quando Daniel ne aveva 5, ed egli fu mandato a stare col nonno sull’isola di Arran. Fu cosí che mise piede sulla terra che per i successivi sette od otto anni avrebbe formato lo scenario principale della piú importante esperienza della sua giovinezza. Arran è un luogo speciale. L’isola, ha quasi la forma di un uovo, e si può girare in auto in due ore. Era già abitata nel Neolitico, come testimoniato dai numerosi tumuli, circoli di pietre e menhir che vi si incontrano, particolarmente nella metà meridionale dell’isola. Il clima è mite grazie alla corrente del Golfo e le montagne dell’isola si levano fino ad una altezza di duemila piedi sul livello del mare. Il nonno, nella cui casa era cresciuta anche la madre di Daniel, era un pescatore di lingua Gaelica, che viveva a Kildonan, uno dei piccoli villaggi nei dintorni di Lamlash. Il nome di questo villaggio deriva da San Donan, che nel sesto secolo venne ad Arran per evangelizzare gli abitanti pagani.
Durante la sua giovinezza Dunlop ebbe un’importante esperienza, di cui egli parlò soltanto ad una ristretta cerchia di amici. Era l’estate del 1882. Un giorno, c’era un forte temporale, pioveva e gli abiti di Daniel erano tutti bagnati. Verso sera il temporale aumentò d’intensità e lui e suo nonno abitavano in una piccola casa lontana da altri esseri umani. Mentre se ne stava nel suo lettino, un inquietante senso di timore si insinuò in lui, e cosí chiese al nonno di lasciarlo venire nel suo letto. Lí si addormentò tra le braccia del nonno. Ma quella notte il vecchio morí, e quando il ragazzo si svegliò si ritrovò a giacere in una pozza di sangue. Una delle vene sulla fronte del nonno era scoppiata. Daniel era in stato di shock, ma non spaventato. Si alzò, riattizzò il fuoco, asciugò i vestiti bagnati e stette seduto su una piccola panca davanti alla finestra a guardare il mare. Mangiò un’aringa fritta e dopo questo leggero pasto cominciò a pensare. «Ero pienamente consapevole che mio nonno era morto e che ero solo, ma non provavo nessuna fretta, cosí mi misi a pensare e i miei pensieri si trasformarono in sogni e i sogni in visioni».
Da quell’esperienza di morte, libero com’era da qualsiasi senso di paura, sorse una stella che illuminò talune zone dell’umana esperienza che devono altresí rimanere celate all’ordinaria coscienza di veglia legata ai sensi e all’intelletto. Fu come se il devoto attaccamento del ragazzo al nonno – senza dubbio di natura simile a quello che portava per la madre – gli aprisse un occhio interiore. Cosí la cortina sulla quale sono di solito tracciate le forme del mondo dei sensi, e che pure ci appaiono cosí vicine e reali che quasi mai sospettiamo o riconosciamo la presenza di un velo, si aprí nel momento in cui suo nonno scomparve dietro di esso. Allora, colui che era passato oltre cominciò ad apparire in forma metamorfosata, innanzi all’occhio della mente di quello che lo cercava, in retrospettiva, in una serie di immagini che portarono il loro osservatore ancora piú addentro al loro tessuto. «Potei vedere me stesso cavalcare un cammello e altri unirsi a noi e vidi mio nonno, ma con un volto diverso, a dorso di un cavallo. Indossava un prezioso abito bianco». Alla domanda se fosse stato un abito arabo egli replicò: «No, era molto piú prezioso, forse egiziano». Poi le immagini arrivarono e cambiarono costantemente, come in un caleidoscopio. Ne descrisse un’altra. Vide se stesso come un giovane ufficiale che ammirava uno piú anziano e di gran bell’aspetto, che cavalcava accanto a lui attraverso il deserto. Poi si vide come un giovane greco, con indosso un abito bianco e con una cintura dorata: se ne stava appoggiato al pilastro di un tempio, osservando la processione che vi entrava. Si trovava in uno dei boschi sacri dedicati al culto dei Misteri Orfici e provava grande dolore poiché la donna che amava era stata portata via da lui per l’iniziazione nel tempio. Si sentiva del tutto desolato. Quest’ultima immagine e l’esperienza connessa ad essa rievocano stranamente qualcosa d’altro: è come se rappresentasse una sorta di capovolgimento di una delle scene del quarto Dramma Mistero di Rudolf Steiner, la scena della donna egiziana appoggiata contro un pilastro del tempio, lo sguardo pieno di desiderio che segue l’amato “neofita” che le è stato strappato via dal tempio… «Non sapevo nulla di reincarnazione allora, sperimentai solo le mie vite passate, ma senza alcuna conoscenza teorica sull’argomento». Cosí Dunlop caratterizzò piú tardi queste esperienze interiori.
Il ragazzo rimase nella casupola isolata per alcuni giorni. Mentre il cadavere del vecchio giaceva sul letto, Daniel sbrigava quanto era necessario per sopravvivere in quella completa solitudine, seguendo i consigli della vivente entità spirituale del nonno. Dopo che le visioni gradualmente svanirono, Daniel andò all’unico ufficio postale sull’isola, che era attrezzato con un telegrafo. Si trovava in un negozio a Brodick, a circa tre ore di marcia. Quando Daniel chiese all’addetto di spedire un telegramma a suo padre sulla terraferma per informarlo della morte del nonno, l’uomo non poteva, dapprima, credergli – forse a causa del modo del tutto normale e tranquillo con cui aveva formulato la sua richiesta. «Ma dopo tutto, gli dissi, era affar mio; lui era obbligato a spedire il telegramma anche se era tutto falso. Cosí, allora, lo spedí». Suo padre arrivò sull’isola e con un pony e un carro. Lui e suo figlio trasportarono il nonno al luogo di sepoltura, un semplice appezzamento di terra lontano dai cimiteri. Non ci fu nessun pastore né accompagnatori, né impresari di pompe funebri, né pubblico. Dunlop finisce la descrizione di queste scene ed esperienze che lo segnarono cosí profondamente, con l’osservazione: «Da quel momento io mi svegliai. Ebbi una specie di visione del futuro, e tutte le mie idee si rifanno a quella».
Dopo la morte del nonno, dovette lottare per sopravvivere materialmente, mentre nel frattempo si dedicava con dedizione allo studio della letteratura occultistica. Spostatosi a Dublino, Dunlop scoprí La Dottrina Segreta di H.P. Blavatsky e divenne attivo nei circoli teosofici. Era da poco diventato amico di W.B. Yeats e del poeta veggente George William Russel, noto al pubblico con lo pseudonimo di A.E. Tenne numerose conferenze presso la Società Teosofica e pubblicò un periodico mensile, «The Irish Teosophist».
Nel 1906, Dunlop vide Rudolf Steiner da lontano durante un’affollata Convention della Società Teosofica. «Il suo volto e il suo portamento mi lasciarono un’impressione indimenticabile».
A fianco dei suoi studi esoterici, Dunlop, laureatosi brillantemente in ingegneria, ebbe un ruolo guida nell’industria elettrica Britannica, fondando nel 1911 la B.E.A.M.A. (British Electrical and Allied Manifacturers’ Association), di cui divenne Direttore nel 1917, e come pioniere di iniziative quali la prima Conferenza Mondiale dell’Energia (World Power Conference, oggi chiamata World Energy Congress, o WEC) allo scopo di «promuovere lo sviluppo e l’uso pacifico delle risorse energetiche per il piú vasto beneficio di tutti, sia a livello nazionale che internazionale». Il 30 giugno 1924 la prima Conferenza fu inaugurata dall’allora Principe di Galles, sotto gli auspici della British Empire Exhibition, alla presenza di oltre duemila delegati da circa quaranta Paesi. La Conferenza ebbe luogo esclusivamente su iniziativa personale di Dunlop, e fu la prima conferenza internazionale del dopoguerra a cui parteciparono, su invito, delegazioni non solo russe, ma anche tedesche. L’invito alla Germania fu esteso sulla base di un senso di realtà e di giustizia.
Dunlop incontrò Rudolf Steiner nel 1922, e tale incontro giocò un ruolo significativo nella concezione della Conferenza, che fu di fatto presentata da Dunlop proprio nello stesso anno. Due anni dopo, al termine della Scuola Estiva a Torquay, Steiner visitò la British Empire Exhibition a Wembley, dove un mese prima era stata inaugurata la World Power Conference, e ne discusse i fini con Dunlop. Nelle intenzioni di Dunlop vi era la fondazione di una Conferenza Mondiale per l’Economia ed in connessione a ciò una volta disse: «Mi era chiaro che era impossibile mettere assieme i politici, e siccome tutte le decisioni economiche importanti sono nelle mani dei politici, non c’era speranza di fondare un corpo economico internazionale come primo passo. Ma era possibile mettere assieme esseri umani nel settore delle questioni tecniche, e cosí cominciai da lí. Ma nella mia testa è sempre stata presente l’idea di allargare tale corpo di ingegneri ad un corpo di esperti di tutte le branche dell’industria e dell’agricoltura. Volevo includere non solo i produttori e i distributori, ma anche i consumatori, e considerare il loro punto di vista».
Nel 1920 Dunlop aveva fatto domanda per diventare membro della Società Antroposofica e l’incontro con Rudolf Steiner avvenne il 14 aprile 1922, durante la sua prima visita in Inghilterra dopo il 1913. L’industriale Josef van Leer cominciò un lungo discorso per introdurre Dunlop a Rudolf Steiner, visto che questi conosceva poco l’inglese e Dunlop conosceva poco il tedesco. Ma sembra che Rudolf Steiner si fosse già formato un’idea su chi gli stava dinanzi. Ad un tratto – apparentemente, senza che van Leer se ne accorgesse – Rudolf Steiner afferrò la mano di Dunlop sotto il tavolo e la strinse per diversi minuti. Dunlop scrisse: «Il primo incontro recò immediato il riconoscimento: ecco colui che sa, l’Iniziato, il portatore dello Spirito della sua Era. L’incontro umano fu stabilito immediatamente: una stretta di mano che durò dei minuti; una conversazione che sebbene avvenisse in lingua ordinaria, sembrò avvenire in un ambito infinitamente piú profondo di comprensione, e fu riempito da un’indescrivibile dolcezza e calore. Sentii come se l’incontro fosse stato – come una volta Rudolf Steiner stesso vi accennò – della natura di un rincontrarsi dopo anni, forse vite, di vagabondaggio e ricerca. Lasciai quell’incontro col cuore infiammato di riconoscenza che la mia ricerca avesse trovato il suo compimento».
L’8 maggio del 1922, Dunlop uscí dalla Società Teosofica. Nell’agosto del 1923, Rudolf Steiner tornò in Inghilterra e tenne un nuovo ciclo di conferenze (pubblicato col titolo Conoscenza iniziatica) a Penmaenmawr, dove Dunlop aveva organizzato la Scuola Estiva Internazionale. Nelle parole di introduzione Rudolf Steiner espresse la sua «particolare gioia e soddisfazione per la scelta del tema effettuata dal signor Dunlop, in quanto mi dà l’opportunità di connettere quanto l’Antroposofia ha da dire sul presente e sul prossimo futuro con la piú vecchia saggezza e la piú antica vita spirituale dell’umanità».
L’11 agosto 1924, nel municipio di Torquay, Rudolf Steiner poté iniziare un nuovo ciclo di conferenze (poi pubblicato con il titolo di Coscienza d’Iniziato), all’apertura della seconda Scuola Estiva Internazionale. Dunlop raggiunse Torquay immediatamente dopo la conclusione della prima World Power Conference. Rudolf Steiner osservò che «in queste Scuole Estive è stato possibile per la prima volta sviluppare cose che necessitavano di un certo terreno per essere preparate in un certo modo. La questione può essere posta cosí: entrambe le Scuole Estive sono state organizzate in modo tale che, in senso occulto, uno si sentiva “a casa”». Dunlop, in seguito al suo ingresso nell’Antroposofia, non poté piú scrivere libri o tenere conferenze. Quando gli fu chiesta la ragione di ciò, rispose: «L’Antroposofia ha formato un nuovo organo in me. Altri devono tenere conferenze, ma io devo parlare dopo. Alla gente non piace che io parli dopo una conferenza, credono sia superfluo; ma io devo farlo». Dunlop in tali occasioni dava un quadro piú vasto, in modo tale che diveniva piú vivo, ma con i piedi per terra. A Dunlop non piaceva che le cose venissero lasciate in aria. «Da quando sono diventato un discepolo di Rudolf Steiner, ho sentito molto profondamente e chiaramente che non dovevo parlare o scrivere, ma dare alle persone adatte la giusta opportunità di scrivere e parlare. Cosí ho limitato il mio lavoro a cose come l’organizzazione di scuole estive, a stampare riviste e a parlare come moderatore dopo che qualcun altro ha dato la sua conoscenza».
Nel 1927 organizzò una terza Scuola Estiva antroposofica a Gairloch, in Scozia, vicino alle leggendarie isole Ebridi. Nel 1923, a Penmaenmawr, aveva discusso con Rudolf Steiner l’organizzazione di una Conferenza Mondiale Antroposofica. Questa si tenne, finalmente, nel 1928, dopo oltre due anni di pianificazione. Rimase, però, l’unica conferenza di questo genere.
Dunlop si ammalò gravemente nella prima metà del 1930, dopo essere stato eletto Segretario Generale della Società Antroposofica in Gran Bretagna. La malattia lo porterà alla soglia della morte. Un’amica stretta scrisse: «Quando, dopo un giorno o due, emerse dallo stupore della sua terribile lotta con la morte, sembrò completamente cambiato. Non dimenticherò mai la possente impressione che mi fece. Il suo volto era terribilmente sottile, e coperto da una barba scura. I suoi occhi bruciavano con un fuoco sacro e meraviglioso. Mi disse che egli non era lo stesso Daniel Nicol Dunlop che avevo conosciuto… che aveva contemplato la Luce del Cristo. Poi disse: “Io sono Cristo”. Intendeva che aveva ricevuto la Vita da Lui. Continuò parlando della necessità di fondare un nuovo Ordine dei Misteri, un Ordine dei Dodici. Dovevano essere i nuovi Misteri di re Artú. Giorni dopo, richiesto su tale argomento, disse che aveva visto nel futuro, ma che i tempi non erano ancora maturi».
Dopo la malattia non fu piú lo stesso, non poteva lavorare a lungo e divenne per lui sempre piú difficile incarnarsi al mattino.
Nel giugno del 1930 si tenne a Berlino il secondo meeting plenario della World Power Conference, a cui Dunlop non poté partecipare a causa del suo stato di salute. Il 27 marzo 1932, a Birmingham, Dunlop fondò la World Economic Association, costituita in modo tale che in ogni momento la nuova Società Antroposofica potesse emergere da essa, anche se ciò poi non avvenne.
Daniel Nicol Dunlop morí a Londra il 30 maggio 1935. Il World Energy Congress è ampiamente riconosciuto come il piú importante evento globale del tutto centrato sull’energia. Il ventesimo congresso della Conferenza Mondiale dell’Energia si terrà a Roma nel novembre 2007.

Federico Simone

Bibliografia: T.H. Meyer, D.N. Dunlop – A Man of our Time, Temple Lodge, 1992.