Tripartizione

Tra il 1940 e il 2010 Lucifero trasferirà sulla terra il suo duca. E sulla terra dominerà la gerarchia satanica, guidata da un demone che parlerà la lingua di Attila, ma indosserà le vesti di Cesare. …Il duca Weighor sarà senza tempo. Il suo volto sarà il volto di un angelo sul corpo di un elefante. Avrà su una guancia il segno della legione satanica e porterà il bastone del comando. La corte del duca segnato dominerà trionfalmente sulla terra per 6.666 giorni. Sarà questo il regno della pestilenza. Sarà questa la foresta dell’iniquità. Ma infine tutta la corte satanica verrà gettata nel fuoco e degli ultimi demoni non rimarrà che la cenere velenosa.

Lettera profetica della Monaca di Dresda 1680-1708
Renzo Baschera, Le Profezie della Monaca di Dresda, MEB, Padova 1986.

 

Per evitare il soffocamento dell’uomo, per impedire il rinnovarsi delle ingiustizie, per fermare il prorompere del caos economico, è necessario iniziare ad assumere come ipotesi la Tripartizione dell’organismo sociale.

Argo Villella, Crisi delle ideologie e impegno sociale nuovo, Tilopa 1996

 

L’inversione meticolosa della propria missione europea

Verso la fine del 2004 d.C., il cosiddetto parlamento d’Europa venne esteso a venticinque province, che si ritrovarono a legiferare nell’emiciclo di Starsburgus. L’Impero d’Occidente non aveva affatto ostacolato l’aggregazione rapidissima di nuove province europee, in quanto riteneva che il numero degli associati avrebbe aumentato la debolezza e la confusione dell’Unione: divide et impera!
Questo parlamento conteneva un germe futuro della propria missione, ma esso emergeva per contrasto. Il parlamento europeo esaltava infatti i propri errori in un modo talmente preciso da risultare esemplare nell’inversione di ciò che in realtà gli sarebbe stato richiesto. Ad esempio, nell’anno in cui fu varata la nuova Costituzione europea, avvennero tre eventi molto significativi per far comprendere che l’operato dei politici dell’Unione era il contrario di ciò di cui l’Europa avrebbe avuto bisogno. Per prima cosa, questo parlamento ritenne opportuno non sottolineare nella Carta le radici cristiane dell’Europa. In secondo luogo, le Province europee subirono il diktat della NATUS per accettare la Mezzaluna Ottomana nell’Unione(1). In terzo luogo, un commissario europeo seguace della Chiesa di Pietro venne defenestrato dalla lobby relativista-etica (attivissima in quella sede): aveva ingenuamente osato asserire – a bassa voce e con mille cautele filosofiche – alcuni inoppugnabili princípi morali. Ora, guardando a questi tre fatti, ci rendiamo conto che il Parlamento di Strasburgus avrebbe dovuto invece fare esattamente il contrario, comprendere cioè che:
1. L’essenza stessa della sua missione non era politica ed economica ma quella di aspirare ad un’autorità sovraconfessionale cristiana in difesa della Libertà dell’Europa.
2. che la difesa della propria identità richiedeva una presa di distanza dallo Stato Guida ma altrettanto una presa di distanza dall’Oriente antico. La centralità cruciale d’Europa fra due princípi metafisici avversi (come Rudolf Steiner aveva a suo tempo con precisione indicato) era richiesta dall’evoluzione cristiana del mondo;
3. che in un momento in cui nello Stato Guida si affermava definitivamente la corrente imperiale dei Falchi Repubblicani (vedi L’Archetipo mese di ottobre 2003) era necessario proteggere le province dell’Europa in difesa della propria libertà spirituale. L’integralismo Evangelico era infatti il nefasto tentacolo spirituale dell’Imperatore al servizio della Tripartizione Inversa.

Nuovi culti imperiali d’Occidente

Nei primi anni del Terzo Millennio, si era raggiunta una inestricabile unità fra la sfera Economica e quella Politica. Il mondo finanziario, l’Aristocrazia degli Eletti e la Corte imperiale interagivano impunemente: politica, strategie di guerra ed affari multinazionali, venivano decisi negli ambienti di Corte. Ciò che ancora mancava all’Impero era l’integrazione con la sfera spirituale, il Terzo caposaldo sociale per completare il diabolico disegno imperiale di interdipendenza fra Economia, Politica e Spiritualità. A Washintonus mancava quindi un ultimo elemento: la spiritualità. A colmare quella lacuna pensarono i telepredicatori della scatola ipnotica, che iniziarono a deificare la figura dell’Imperatore. Busci II fu infatti definito dai telepredicatori dello Stato Guida come “Il messaggero di Jahwé”. Nel 2004 d.C. egli fu cosí incoronato imperatore per la seconda volta. Lo Stato Guida assunse la responsabilità di una simile scelta. Nel cuore dell’Impero erano 80 milioni i devoti dell’orientamento religioso in cui si riconosceva anche Busci II, e nella consacratio imperialis del 2004 pesò molto la loro convinzione che Busci II fosse il messaggero del Signore, anche se i suoi bombardieri lo rendevano piú simile ad Attila che a Cesare.

Inversione delle scritture

Di quale Signore egli fosse messaggero, era ormai evidente: l’Impero era al servizio del “Principe di questo mondo”, che per mimetizzarsi meglio agli occhi dei cristiani aveva assunto nomi cari ai culti in voga all’epoca (parliamo di culti, in quanto un certo sincretismo regnava in epoca tardo-imperiale). La storia di quegli anni testimonia in modo inequivocabile che il suddetto Principe proponeva una sua lettura delle Scritture, giungendo a far ritenere che la Guerra contro il re Saddamus scatenata da Busci II fosse la realizzazione della profezia biblica su Babilonia. Re Saddamus era infatti considerato l’Anticristo e Bagdad la moderna Babilonia. Le profezie contenute nella Apocalisse si realizzavano dunque proprio a Bagdad. In realtà questa perversa lettura delle Scritture non rappresentava affatto la Verità, ma era un verbo anticristiano.

Seconda elezione di Busci II, detto “W”

In quell’epoca regnava ancora un certo materialismo scetticistico, per cui gli intellettuali dell’epoca, soprattutto quelli delle province d’Europa, non si resero conto che l’impero d’Occidente si reggeva anche su premesse spirituali demoniache. Eppure Busci II, come un antico imperatore, riteneva di essere stato elevato da Dio alla soglia imperiale e dichiarava l’unicità storica dello Stato Guida, un Paese scelto da Dio per redimere il mondo. Busci II definí questa sua fede con un nome: “teologia della libertà”. Qualcosa di molto vago, che lui spiegava con la volontà divina di liberare l’intero genere umano da oppressione e schiavitú. In quell’epoca si riversò quindi nel mondo la peggiore menzogna capace di utilizzare le parole delle Sacre Scritture e dell’Apocalisse. Ciò fu causa della fine di questi corruttori. Nella visione di Busci II, le truppe imperiali erano uno strumento per promuovere la libertà voluta da Dio. Ogni piú sacra scrittura apocalittica venne cosí ribaltata dai telepredicatori dello Stato Guida con blasfema impudenza. Ecco il motivo per cui Busci II venne definito dai sacerdoti imperiali come messaggero di salvezza, ovvero Anghelos, ma il suo corpo elettorale non era mistico ed aveva l’elefantiaca organizzazione dei partiti dell’epoca.

Un’Autorità Spirituale europea

In quei decenni, stavano incarnandosi in Europa le anime di coloro che avrebbero portato i germi della Tripartizione e che avrebbero liberato le Terre di Mezzo dal dominio imperiale. Costoro ebbero la forza di divulgare ai loro popoli che un’opera sociale di questo genere non apparteneva piú al piano politico economico o militare, ma alla realizzazione di una concatenazione di eventi trascendenti. Quando fra la gente comune dilagò questa consapevolezza metafisica legata agli eventi della vita sociale, furono superate d’incanto le illusioni partitiche. Nacque allora la coscienza che l’Europa avrebbe dovuto rinunciare al relativismo etico che le era stato inoculato dagli imperiali nella seconda metà del 1900. Ma questo superamento richiedeva un’autorità spirituale che si ponesse al di sopra dei diversi culti, dei diversi spiriti nazionali e che rispettasse il principio della Libertà e dignità dell’uomo. Che rispettasse inoltre le diverse correnti ideali e religiose d’Europa (L’Archetipo, settembre 2004). La figura umana non poteva piú essere prostituita al servizio della propaganda politica o della pubblicità commerciale, il corpo della donna non poteva essere degradato dalla pornografia, le giovani generazioni non potevano essere ipnotizzate da spettacoli di depravazione legalizzata. Serviva un’Autorità che decretasse la fine di queste degenerazioni. Tutto ciò appariva sempre piú chiaro agli europei, ma era evidente che le Chiese non avevano piú la forza, e soprattutto la legittimità, di imporre queste semplici verità. Soltanto un Ordine Scientifico-Spirituale esterno al Pubblico Potere elettivo degli Stati nazionali e svincolato dal mondo economico avrebbe potuto sostenere il peso di queste scelte morali. Tale Ordine, privo di potere politico e senza ricchezze materiali, avrebbe avuto nell’assoluta moralità dei propri adepti e nella rinuncia ad ogni opulenza e dominio politico i propri punti di forza. Era una riproposizione trasfigurata della cavalleria medievale. Naturalmente i materialisti e gli scettici all’inizio risero di simili prospettive ma poi, con l’arrivo di Vinsdex le cose cambiarono…

Salvino Ruoli

(1) Quasi che non fossero mai esistiti il pensiero di Novalis, l’arte di Giotto o le battaglie di Lissa e di Vienna.
(2) Busci II veniva rappresentato araldicamente dalla doppia W, come il Weighor della Profezia della Monaca di Dresda.