Miti e Misteri

Alla mietitura del grano, i Greci celebravano solennemente il ritorno di Persefone dagli Inferi, dove regnava insieme ad Ades – Plutone per i Romani – che l’aveva rapita. Sei mesi la fanciulla restava con lui e sei mesi ritornava da sua madre Demetra, alla luce del sole. Nel mito è riscontrabile il ciclo della trasformazione del chicco di grano in spiga matura. Ed era un fascio di spighe che nel Telesterio, la vasta sala del santuario di Eleusi, lo ierofante mostrava ai fedeli, pronunciando con voce alta e solenne l’epiteto «Brito!» riferito alla Madre della Terra e delle mèssi, tornata a gioire per il ritorno della figlia. All’interpretazione naturalistica del mito, Rudolf Steiner aggiunge quella esoterica.

Persefone è la figlia di Demetra. Questa è la reggitrice delle piú grandi meraviglie della natura, una figura ancestrale del sentire, del pensare e del volere umani. …Demetra è la figura ancestrale che rimanda ai tempi in cui la vita cerebrale degli uomini ancora non era separata dalla vita corporea generale; in cui, per cosí dire, non erano ancora funzioni separate la nutrizione attraverso le sostanze esterne e il pensare attraverso lo strumento del cervello. A quei tempi, si percepiva ancora che il pensiero vive nel mondo esterno quando il seme prospera nei campi e davvero la speranza si diffonde su di essi, compenetrando il meraviglioso operare della natura allo stesso modo del canto dell’allodola. Si sentiva ancora che la vita spirituale attraversava quella materiale, immergendosi nel corpo umano e purificandosi per divenire Spirito nella forma della Madre originaria, dalla quale in modo elementare viene generata Persefone nella stessa entità umana. Il nome di Demetra ci rimanda ai primordi dell’evoluzione, allorché la natura umana operava ancora in modo cosí unitario che tutta la vita corporea era al contempo spirituale, e tutta l’attività elaborativa corporea era intimamente unita al processo di elaborazione spirituale del pensiero. Soltanto la cronaca dell’Akasha può oggi insegnarci come apparivano le cose a quel tempo.
…Un’immagine del Mistero di Eleusi ci rimanda a un’importante meraviglia della natura. Che cosa accade infatti come evento fondamentale in quel Mistero? Persefone, la rappresentante delle antiche forze di chiaroveggenza dell’anima umana, viene rapita da Plutone, il dio degli Inferi. …Che cosa significa, se applicato alla natura umana, quel che la mitologia greca e il mistero di Eleusi intendono dire? Che cosa è accaduto nel senso della Scienza dello Spirito, all’antica facoltà di chiaroveggenza dell’anima umana? Certo possiamo dire che il ratto di Persefone si è compiuto dai tempi piú antichi fino ai nostri, e che l’antica cultura chiaroveggente è scomparsa. In verità però nel mondo non scompare niente; le cose si trasformano soltanto. Dov’è dunque finita Persefone? Che cosa fa oggi nella natura umana, come reggente delle antiche forze di chiaroveggenza? …Le forze di Persefone sono davvero scese negli Inferi dell’anima umana e sono avvinte da ciò che riposa nelle profondità di essa; in un certo senso, sono rapite dalle profondità dell’anima umana.
Cosí, nel corso del divenire storico dell’umanità, si è compiuto il ratto di Persefone ad opera delle forze animiche umane piú profonde, rappresentate esternamente nella natura da Plutone. Secondo la dottrina greca degli dèi, egli è il signore di quanto è sotto la terra. Il Greco era però consapevole che le stesse forze attive nelle profondità terrestri, operavano anche nelle profondità dell’anima umana. Come Persefone viene rapita da Plutone, cosí per opera sua, nel corso del divenire umano, venne rapita all’interno dell’anima l’antica capacità di chiaroveggenza. Persefone è però la figlia di Demetra e da questo veniamo condotti all’idea di riconoscere in Demetra la reggitrice ancora piú antica tanto delle forze della natura esterna quanto di quelle dell’anima umana. …La grande Demetra governa quel che esse sono all’esterno e invia le forze nell’anima umana dove vengono elaborate, detto grossolanamente, con la digestione, che era spirituale, e trasformate in capacità di chiaroveggenza. Nell’organizzazione umana viene generata tale capacità, rappresentata da Persefone, grazie alle forze di Demetra, la dea fecondante che agisce in tutto il mondo circostante. In tal modo l’uomo si sentiva inserito nelle meraviglie della natura; sentiva come nascita di Persefone il nascere dentro di sé della capacità di chiaroveggenza e sentiva di doverne ringraziare Demetra, che sviluppava le forze diffuse nel gran tutto evolventesi poi in forza chiaroveggente nell’uomo. L’umanità antica sollevava quindi lo sguardo alla grande Demetra, e nella Grecia di un tempo se ne aveva ancora una consapevolezza».

Rudolf Steiner

Da Meraviglie del creato, prove dell’anima, manifestazioni dello Spirito,
O.O. N. 129, Editrice Antroposofica, Milano 1993, pp. 17-31