Poesia


Scura officina di tempeste il cielo,
batti e ribatti, nuvole saettano
bagliori sull’incudine remota
delle montagne. Con umori arborei
reca pollini il vento, migratori
lungo aeree invisibili correnti,
verso un baluginare di marine.
La terra č un calmo approdo, vi convergono
alternanti maree, tessono ai raggi
ore intrecciate a ore, e il tempo passa.
Giŕ pronta a farsi dono in fiori accesi,
clandestina selvatica, la rosa
scioglie di ramo in ramo il suo fervore,
che punge le tue dita mentre cerchi
di cogliere dolcezza nell’intrico
umbratile del bosco. La tua vita:
ardore, pania tattile, connubio
del cuore che si unisce a mille oggetti.
Topografia volubile il tuo volto,
regione inesplorata, mondo alieno,
alla distanza gravita, rivolve,
orbitando riluce, si fa eclisse.
Sotto leggiadri involucri il tuo corpo
č un groviglio di vene, a ogni richiamo
pulsano sviluppando nuova febbre.
Cosí risplende primavera, nasce
nell’acerba passione il divenire.

Fulvio Di Lieto