Costume

Impariamo il mestiere della vita,
ogni giorno un segreto che ci renda
abili al gioco e ricchi di sapienza.
E quando avremo letto libri e tomi,
scalato monti, scandagliato abissi,
decifrato le stelle per conoscere
i futuri destini, ci alzeremo
un bel mattino diventati allegri
burattini di legno: la Fatina
color turchino, provvida e amorosa,
buona madrina, ci darà confetti
e panini imburrati. Poi contenta
ci abbraccerà dicendo: «Bravi, adesso
dopo tanta fatica ad esser uomini
e visti i risultati disastrosi
di tanta scienza volta a far del male,
l’uso perverso dell’economia
e quello anche peggiore della fede,
sarete marionette senza fili.
Vi conviene, credetemi, è un affare.
Andrete in guerra e tornerete vivi,
ché i conflitti saranno scampagnate,
starete in pace e non vi annoierete.
Non vi consumeranno le passioni,
le tresche, i tradimenti, gli abbandoni.
Galleggerete in barba agli tsunami.
Al piú sarete vittime plagiate
dal Gatto e dalla Volpe, ma che importa?
Non vi potranno togliere che un vecchio
abbecedario, al massimo una mela,
mentre agli uomini veri in carne ed ossa,
se non hanno zecchini d’oro e beni

per onorare debiti e scadenze,
levano casa, macchina e tivú.
Botte, rapine, colpi di pugnale,
pallottole vaganti, investimenti
sulle strisce, vendette trasversali
non vi danneggeranno piú di tanto.
Ridotti in pezzi vi rincolleranno
in qualunque bottega d’artigiano:
un chiodo, una piallata e tornerete
piú scattanti di prima, senza i rischi
che correte da umani se finite
malati nelle mani di un chirurgo,
che invece di asportarvi l’appendice
vi amputerà una gamba o qualcos’altro
cui tenete moltissimo. Fantocci
d’ordine vegetale, voi soltanto
vi salverete dagli eventi pazzi
di questa scombinata civiltà
che chiama intraprendenza la rapina
e l’oltraggio al pudore libertà».
Cosí rassicurati sortiremo
per vivere in un mondo iperprotetto,
senza cloni, OGM e kamikaze,
OPA ruffiane come le tre carte,
niente consultazioni elettorali,
caro-petrolio e bombe intelligenti.
Un sogno questo, è vero, ma chissà,
forse quei cervelloni che si affannano
a ricreare l’uomo artificiale
da una cellula madre staminale,
opereranno l’ultimo prodigio,
trasformandoci in pupi di ciliegio.

Il cronista