Poesia

Portava spada e fuoco, ma il suo corpo
era un aspro fardello doloroso.
Cosí infatti è l’amore: brucia e vibra
sotto l’umana scorza, un espediente
per ingannare il male e sublimarlo
in offerta di sé. Muta dolcezza,
il suo sguardo era un vigile scandaglio
a rilevare Cristo in ogni piaga,
putredine e bassezza. Poi d’un tratto
quel gridare dell’anima: «Ti ho visto!»
a un’elusiva forma luminosa
seguita oltre la soglia di un dominio
dove tutto risplende. Ricompensa
l’estrema solitudine per vivere
l’esclusivo connubio, l’abbandono
nell’ebbrezza del cuore, un levitare
della carne leggera volta in estasi,
e un profumo di rose mai sfiorite.

Fulvio Di Lieto