Tripartizione

Si può fare il bene con l’esempio. Purché una o due persone possano mettere a profitto ciò che è stato loro mostrato, è sufficiente; gli altri avranno il tempo di farlo in seguito, poiché ciò che è stato loro mostrato non può andare perduto. C’è sempre qualcuno che trae profitto dai buoni esempi.

Alfred Hael, Vita e parole di Maître Philippe, Edel Roma 1988, p. 223

Non va dimenticato che investire del capitale in un’impresa ha un significato economico sostanzialmente diverso che il non averlo nell’impresa stessa...

Rudolf Steiner, Seminario di economia, O.O. 341, p.75

Della forbice economica

A quel tempo il supercapitalismo finanziario aveva ridotto in povertà buona parte del Terzo Mondo ed iniziava a depauperare visibilmente anche i Paesi piú evoluti. Nello Stato Guida dell’Impero Occidentale una insostenibile divaricazione economica regnava sovrana: i poveri erano sempre piú poveri ed i ricchi sempre piú ricchi. Si calcola che i poveri dello Stato Guida fossero allora oltre quarantacinque milioni. Qualcuno disse che l’Impero ospitasse ormai il Terzo Mondo in casa. Questo processo di divaricazione economica contagiava anche le province dell’Europa. Dopo il 1989 le nuove mafie supercapitalistiche regnavano nell’Europa Orientale su una miseria non temperata da servizi sociali. Franconia, Allemannia, Esperia e le altre province ad Occidente iniziavano ad avere difficoltà nel mantenere i propri servizi pensionistici, assistenziali e sanitari. Si stavano “adeguando” al modello dello Stato Guida.

Natura vampirica del supercapitalismo finanziario

L’Impero Occidentale era una creatura abnorme e vampirica, che chiedeva voracemente sempre nuovi capitali da gettare nel vuoto della speculazione finanziaria. Dopo il primo quinquennio del nuovo secolo, l’unica economia trainante ad un certo punto fu quella del Rossoceleste Impero. Non è un caso che la ricchezza prodotta all’interno della Grande Muraglia fosse reinvestita in imprese economiche piuttosto che in speculazioni finanziarie. Per questo la Cina cresceva senza particolari investimenti in Borsa, e ciò diventava intollerabile per lo Stato Guida. Ma il Rossoceleste Impero, fintantoché comprava dollari fu lasciato in pace.
Il supercapitalismo uccideva la libera iniziativa del singolo costruttore di ricchezza e alimentava i mostri finanziari multinazionali. Per mantenersi in vita, il mondo finanziario necessitava di risorse economiche esagerate, al di sopra di quanto gli uomini sulla terra, pur lavorando anche troppo, potessero realizzare.

Moneta a scadenza o decumulo monetario

La miseria si insinuò in Europa dopo il giro di boa del nuovo Millennio, e si mostrò specialmente dopo l’avvento della nuova moneta: l’Euro. Cosí la corte di Washingtonus riuscí ad instillare il dubbio che la drammatica situazione economica europea che si stava preparando fosse generata della moneta comune, e che se le province d’Europa fossero state nell’area del dollaro, tutto sarebbe andato meglio. Non era cosí. L’Euromoneta non aveva queste terribili colpe, anzi l’Euro ripartí i disagi delle nuove povertà in modo piú equo fra i diversi popoli europei. Senza Euro, l’Esperia sarebbe andata in bancarotta già nel primo decennio del secolo. L’Allemannia aiutò l’Esperia, l’Esperia la Lusitania e l’Ellade. I popoli delle province piú ricche stabilizzarono i possibili crolli monetari nelle province piú povere. L’Euro era però una creatura piú politico-spirituale che economica, quindi soggetta a leggi correttive sul piano economico.

L’intuizione di Silvio Gesell

Infatti, una libera emissione di titoli monetari a scadenza temporale sul modello indicato dal commerciante tedesco-argentino Silvio Gesell (1862-1930) sarebbero stati molto piú salutari di una moneta centrale europea. Tali emissioni sarebbero state tecnicamente possibili con l’uso esclusivo della moneta elettronica a decumulo tem­porale, ma gli europei non ebbero le forze per operare questa scelta monetaria che attendeva da quasi un secolo. Rudolf Steiner migliorò questa intuizione individuando diverse fasi dell’invecchiamento del denaro. Ma nel 2005 d.C. l’Europa-Comunità doveva ancora nascere compiutamente, gli spiriti di popolo che, invisibili ai piú, sedevano attorno al tavolo del futuro continente, avevano bisogno di un cemento per diventare comunità di destini: e questo cemento, per un certo periodo, fu la moneta. Questo è un motivo per cui l’Impero Occidentale osteggiò sotterraneamente l’Euro. Meglio sarebbe stato se al posto di una moneta comune ci fosse stato un cemento politico istituzionale nella figura di un leader comune, ed ancor meglio se fosse stato un cemento spirituale, quell’Europa-Cristianità indicata da Novalis. Ma i padri politici europei, privi della luce della Tripartizione, fecero quel che potevano: l’Euro, per l’appunto.

Sparizione delle classi medie e stordimenti collettivi diversificati

La miseria si propagò, dividendo in due le società piú ricche, le classi medie iniziarono a sparire: guai a chi cadeva nella fossa della miseria dilagante, di coloro che non riuscivano ad arrivare a fine mese o che non potevano permettersi nemmeno un’automobile. Si divaricarono gli stili di vita, come disse qualcuno a quell’epoca: al mare ci furono piú panfili e meno ombrelloni. Anche i divertimenti e gli stordimenti iniziarono a divaricarsi. Il patriziato economico cercò lenimento nell’affermazione, nella cosiddetta carriera, nelle droghe stimolanti come la cocaina, nell’appartenenza superficiale ad un’aristocrazia privilegiata che frequentava luoghi alla moda. Il patriziato controllò gli stili di vita e la nutrizione, affinché per i nobili la durata della vita si prolungasse (grazie anche alle arti negromantiche di una certa genetica e dei trapianti d’organo). Le plebi vennero abbrutite moralmente dal cibo in quantità, dal relativismo morale dominante e dalle medicine tossiche. Era essenziale avere un proletariato ipnotizzato ed istupidito da una vita istintiva, dalla musica fisicizzata, dalle mode fatue e pagliaccesche, dalle proteine animali a basso costo. Non a caso a quell’epoca le scatole ipnotiche televisive iniziarono a diffondere programmi diversificati per le due classi. Da un lato il Cielus dei patrizi, con programmi istruttivi e le tendenze culturali dominanti dello Stato Guida, dall’altro le reti gratuite infarcite di pubblicità, con programmi demenziali tutti protesi al sogno d’appartenenza al mondo dorato dei ricchi. I plebei potevano sognare. La droga sintetica e anche gli stordimenti velenosi a basso costo si diffusero anche fra le plebi, ma solo allo scopo di isolare i potenziali disadattati e i rivoluzionari. L’alcol invece fu incentivato fra i giovani e stordí intere generazioni di patrizi e plebei, perché dobbiamo ricordarci che quanto piú si saliva nella scala sociale, tanto meno doveva esserci senso dell’Io.

Un Impero con i piedi d’argilla

La miseria era veramente insostenibile nello Stato Guida. Dopo alcune catastrofi naturali, come quella di Novella Orleans, le cose peggiorarono anche nel cuore dell’Impero. Gli esseri elementari iniziarono a ribellarsi contro la deriva morale degli uomini e queste catastrofi fecero emergere chiaramente che l’Impero poggiava su piedi d’argilla. Una potenza mondiale incapace di soccorrere con un servizio di protezione civile i propri abitanti era destinata a sfaldarsi in breve tempo. Gli aiuti umanitari che giunsero dai cosiddetti “stati canaglia” e dai piú miserabili luoghi della terra, furono una cocente umiliazione per l’Imperatore di turno.

Interrogativi profondi

Il fatto piú significativo di questa tragica vicenda è un altro: da tante parti si iniziò a ragionare sull’uragano in termini non soltanto fisici e meteorologici. Si iniziò a riflettere sulla volontà degli spiriti elementari, diabolici o divini, che avevano prodotto questo luttuoso evento. In moltissime interpretazioni che nacquero in quell’occasione, si può cogliere il segno della superstizione e dell’odio verso il popolo dello Stato Guida. Tutte le orribili soddisfazioni compiaciute del disastro Katrina, erano prive di quella pietas che dovrebbe sempre accompagnare l’uomo. Ma anche un’altra cosa può essere colta, e questa positiva: la volontà di pervenire alle radici spirituali di certi eventi e disastri. Fu un nuovo segno dei tempi. Avrebbero forse gli uomini di mezzo mondo, solo una ventina d’anni prima, cercato risposte in termini metafisici? Gli Annali ci dicono di no.

Ostilità europea verso la colonizzazione

Sempre piú la corte di Washingtonus aveva bisogno di drenare risorse per le sue armi e i suoi eserciti e sempre meno portava nel mondo quell’anima cosciente che era il compito storico degli anglofoni nel quinto periodo di civiltà. L’Europa iniziava a provare un’ostilità profonda verso l’occupazione occidentale. Tale ostilità aumentava gradualmente man mano che gli strumenti imperiali di dominio psicologico del mondo si affinavano. Ora i politici europei di qualsiasi fazione destra o sinistra, pur di essere eletti avrebbero dovuto dichiararsi contrari alla politica militare dell’Impero d’Occidente, salvo poi subito dopo rendere omaggio alla corte di Washingtonus. Il giochetto era però abbastanza ingenuo ed il rifiuto della politica dilagava fra gli elettori. Aveva funzionato (in modo probabilmente fortuito) con Zapaterus d’Ibernia, ma tutti ormai intuivano che qualsiasi partito inserito nel sistema comunicativo imperiale non poteva scontrarsi con la corte.

Gli stati d’ansia e la politica

Il problema vero del nuovo millennio restava quello della stabilità e della sicurezza, aspirazioni che non potevano essere partitiche ma spirituali, economiche e giuridiche.Tutti i partiti e le fazioni avevano infatti una parte di ragione, tutte le dialettiche contenevano un punto di vista accettabile. Ma la soluzione non era dialettica e politica: la soluzione era spirituale. Il voto su una scheda non risolveva l’ansia quotidiana. Ansia spirituale, in quanto molti uomini avvertivano il vuoto che nessuna religione poteva colmare; ansia giuridica, in quanto l’eguaglianza non esisteva: aristocrazia e plebe avevano diversi trattamenti. Ansia economica, in quanto la povertà dilagava.

Incapacità di controllo del voto democratico

In Latinamerica l’avversione per l’Impero si fece sentire anche su un piano politico. I sistemi di controllo della democrazia elettiva non erano piú in grado di fronteggiare l’ostilità di tutti gli ispanici verso quelli che loro chiamavano “gringos”. Presto in quel continente i sistemi democratici avrebbero espulso ogni compromesso con lo Stato Guida. Era sempre piú difficile per Washingtonus mantenere un controllo “democratico” nel continente sudamericano tramite stampa, mezzi di comunicazione e corruzione del personale politico. I latinoamericani non ne potevano piú del dominio anglofono. L’Impero era costretto a rinunciare a quelle caratteristiche di tenue libertà che concedeva, in quanto anche la piú tenue libertà permetteva di propagare incendi di smisurata ribellione.

Tirannide manifesta ed esigenze di diffusione dell’anima cosciente

La rete informatica globale però, si è già visto negli Annali, non poteva essere spenta, in quanto essa oltretutto supportava economicamente ogni scambio e transazione. Ed in questa rete sorgeva il dissenso spirituale e politico. Una sola regione libera del mondo avrebbe potuto portare parole di libertà nelle regioni occupate. L’Impero si vedeva costretto a divenire tirannico. Scopertamente tirannico. Ma la tirannide manifesta andava contro l’impulso dell’anima cosciente che gli anglofoni dovevano portare nel mondo nel quinto periodo di civiltà, nell’epoca di Michele Arcangelo, impulso simile a quello portato nell’antichità da Alessandro Magno, in un’epoca anch’essa sotto la reggenza di Michele. A causa di questa irresistibile contraddizione, il declino imperiale si accentuò. Iniziò cosí la caduta irreversibile del capitalismo finanziario, la fine della Tripartizione inversa. Rudolf Steiner infatti disse a chiare lettere all’inizio del Novecento che su un piano spirituale Michele aveva già vinto la sua battaglia. Il problema era quindi quello di non essere fisicamente travolti nella caduta del mostro e di portare in questa caduta un cristianesimo evolutivo applicato all’economia, al mondo giuridico e a quello spirituale: la Tripartizione, che doveva essere d’esempio perché c’è sempre qualcuno che trae profitto dai buoni esempi.

Salvino Ruoli