Il bulbo miracoloso

Botanima

Il bulbo miracoloso

CipollaParliamo della cipolla, tubero assai umile ma dal nome solenne nel glossario botanico: allium cepa. In passato, chi sull’orlo del fallimento dichiarava propositi di mantenere la propria dignità e onestà a tutti i costi, dichiarava con enfasi: «Piuttosto mi riduco a pane e cipolla», volendo intendere che avrebbe nutrito se stesso e la propria famiglia con il cibo piú accessibile alla sua precaria disponibilità finanziaria.

Companatico ritenuto dunque infimo nella scala nutrizionale, a meno che il suo consumatore non fosse un cultore di storia antica, il che gli avrebbe permesso di nobilitare il sacrificio alimentare richiamando alla memoria una delle tante leggende sulle piramidi d’Egitto, secondo cui le migliaia di addetti alla costruzione dei misteriosi monumenti, schiavi, operai e maestranze, tutti facevano uso, oltre alla normale razione di frumento e miglio in forma di pane e zuppe, di grandi quantità di aglio e cipolle. Lo scopo era di sfruttare il duplice potere dei due ortaggi, quello energetico e quello antisettico, da essi elargito in dose massiccia e costante, come persistente ne era l’odore. Con i bulbi nella dieta giornaliera, nessuno si ammalava, nessuno marcava visita, malgrado il peso delle pietre e la strina solare. Aglio e cipolla servivano da panacea.

Cosa rende in particolare la cipolla tanto meritevole di attenzione dal punto di vista medicinale? Dimessa nel suo aspetto erbaceo, risulta invece nobilissima per ascendenza vegetale: appartiene infatti, come l’aglio, alla famiglia delle liliacee, di cui fanno parte numerose altre specie, tra cui si distinguono l’aloe, il colchico autunnale, che fiorisce, secondo i poeti e i mitografi, nei Campi Elisi, il mughetto di maggio, il sigillo di Salomone, l’elleboro, la yucca filamentosa, l’asparago e la salsaparilla. Sono questi i tipi piú eminenti di una specie composta di ben 2.600 varianti!

Nel suo appassionato quanto appassionante saggio L’uomo e le piante medicinali, Wilhelm Pelikan riporta un parere di Rudolf Steiner sulla capacità delle liliacee di trasformare lo zolfo in albumina: «Questa “acqua della vita” ha sempre bisogno dello zolfo…la sostanza con la quale lo Spirito si bagna le dita per poter rendere l’albumina vivente». Dice ancora Pelikan che lo zolfo aiuta le liliacee a passare dalla sfera mercuriale al processo florale. Specialmente nella cipolla, lo zolfo penetra l’albumina liquida, ne separa le essenze sulfuree e le trascina nella dimensione volatile degli umori floreali, in tal modo, la liliacea passa dal dominio dell’acqua al dominio dell’aria. Forze eteriche della cipollaÈ grazie a questa solforizzazione dei suoi processi albuminoidi che la liliacea, malgrado la sua succulenza acquosa, può finalmente emergere con tanto slancio nella luce e nel calore. Questa l’immagine che illustra simbolicamente le fasi di transizione.

Al momento del passaggio al dominio florale, il processo liliaceo si espli­ca secondo la legge formale che gli è propria: la legge dell’esagono regolare, della stella a sei raggi! Essa si impone a tutte le monocotilèdoni. Dalla goccia all’esagono, una rara trasformazione! L’acqua possiede in proprio la forma esagonale del cristallo di ghiaccio, e allo stesso tempo la forma rotonda della goccia. Questo fa capire in maniera ben evidente il doppio carattere del giglio, che è globoso nel suo bulbo, in basso, ed esagonale-radiante nei suoi organi superiori. Si potrebbe anche dire, allegoricamente, che l’essere archetipico del giglio discende dal cielo: è una stella a sei raggi in tutta la sua purezza e freddezza, che fonde al contatto col suolo.

Questo attiene a tutte le specie delle liliacee. Peculiare di suo, la cipolla, se schiacciata, emette dei raggi mitogeni, detti “di Gurwitsch”, che favoriscono la divisione cellulare. Inoltre, si è trovato nella cipolla dei glucosidi flavonici e altre sostanze cardiotoniche. I suoi effetti digestivi, solforici, acceleranti il metabolismo, sono molto accentuati. Il flusso biliare è incrementato. Tutta l’organizzazione dei liquidi viene meglio gestita dal corpo astrale, la diuresi piú stimolata. Inoltre la pianta agisce, come tutte le altre liliacee del tipo allium, sulla gola e il petto, alleviando le infiammazioni e l’irritazione da punture di insetti. Sono cosí operanti nell’uomo i due poli dinamici di questo vegetale.

Studi recenti hanno accertato le proprietà antinfluenzali della cipolla. Un bulbo esposto in ogni ambiente della casa assorbe gli agenti patogeni eliminando i batteri in sospensione. Provare per guarire.

Elideo Tolliani