Introduzione alla Scienza dello Spirito di Rudolf Steiner

Ascesi

Introduzione alla Scienza dello Spirito di Rudolf Steiner

CONCETTI FONDAMENTALI: Distinzione tra corpo, anima e Spirito

 

Il corpo fisico

 

Dal mondo esterno, attraverso i sensi, propri del nostro corpo fisico, percepiamo una serie di sensazioni (immaginiamo di camminare in mezzo alla natura… in un prato fiorito) ma anche la sensazione piú banale (ad esempio quella che ci deriva dal toccare un oggetto inanimato) è resa possibile grazie all’anima, che ci consente di percepire sensazioni, emozioni e sentimenti. L’anima corrisponde alla nostra interiorità, alla nostra vita intrapsichica.

Possiamo anche essere soddisfatti di vivere nella nostra vita interiore, chiusi nel nostro mondo, oppure possiamo chiederci quale realtà esista dietro ad ogni fenomeno, e cercare una legge universale che ha un valore “di per sé”

Lo Spirito ci consente di aprirci ad una piú elevata realtà, ci permette di connetterci con qualcosa che va oltre la nostra personale individualità, ci spinge alla ricerca delle leggi universali che esistono a prescindere e indipendentemente dalla nostra esistenza. Quindi, l’ani­ma ha sede nella mia interiorità, lo Spirito mi consente di percepire qualcosa di esterno ed indipendente da me stesso grazie ad una consapevole attività interiore.

Rudolf Steiner ci dice che questa percezione è possibile grazie al fatto che l’uomo entra in contatto con qualcosa che è dentro se stesso: quella parte spirituale che appartiene a tutti noi.

La vita organica subisce un continuo processo di evoluzione, metamorfosi e sviluppo. Si verifica un continuo ricambio molecolare e atomico e una chimica sempre attiva.

 

Il corpo eterico

 

«Il vivente si differenzia dal “non-vivente” per la presenza del corpo eterico che organizza il vivente grazie a riproduzione e crescita, e si distingue dal minerale privo di vita. Il vivente nasce dal vivente attraverso il germe. Le forze che configurano un essere vivente devono esser ricercate negli ascendenti. Lo sviluppo di un essere vivente si tramanda attraverso l’ereditarietà e appartiene quindi alla specie. La specie permane per tutta la vita e si trasmette ai discendenti. Alla forza che configura la specie, e quindi la combinazione delle materie, daremo il nome di forza vitale. La forza vitale presente in ogni singolo organismo sarà chiamata corpo eterico o corpo delle forze formatrici. Ogni entità vivente si distingue da un’entità non vivente dalla presenza del corpo eterico» (liberamente estratto dal libro di Rudolf Steiner Teosofia).

La visione dell’eterico alla base dei fenomeni della vita oggi può apparire obsoleta, in quanto tutti i fenomeni della vita (in particolare per quanto attiene allo sviluppo e all’ereditarietà) vengono spiegati, dalla scienza attuale, esclusivamente attraverso la biochimica.

DNAIl mistero della vita sembra essere contenuto nel DNA, che, essendo portatore dei geni, viene considerato alla base dell’ereditarietà.

Tuttavia, questa visione non appare completamente soddisfacente, in quanto le molecole, per incontrarsi fra loro dopo essersi scelte (milioni di molecole si scelgono e si incontrano ogni secondo) devono esser dotate sia di una forza propulsiva che di una capacità di organizzazione che non possono essere spiegate con la biochimica.

In questo senso lo stesso DNA non spiega l’ereditarietà, cosí come il pennello non spiega la pittura. Le molecole sono la cassetta degli attrezzi di cui si avvale la Vita, di cui si avvale l’eterico organizzando la materia vivente. Dobbiamo quindi distinguere fra capacità organizzativa e forza propulsiva nell’ambito delle molecole organiche.

La forza propulsiva può esser ancora spiegata da leggi fisiche (oscillazione degli elettroni che permette ad ogni molecola di avere un suo specifico campo vibrazionale che si trova alla base dell’attrazione molecolare per risonanza).

La forza propulsiva presente nelle molecole organiche del vivente ha una capacità organizzativa finalizzata che entra nel vivente attraverso l’acqua.

Molti fisici si stanno occupando di come questa forza organizzativa entri nell’acqua da una zona extra spaziale ed extratemporale (vuoto quantistico o potenziale quantico) dotandola di una energia “informata” che sarà alla base della “vita”.

La fisica quantistica (teoria quantistica dei campi) consente il passaggio dalla biochimica alla biofisica.

La teoria quantistica dei campi, sconosciuta ai tempi di Steiner, ci dimostra l’esistenza di una realtà che si trova al di fuori della dimensione spazio/temporale, e che entra nel mondo dello spazio e del tempo come pura energia vibrazionale ed organizzativa delle molecole e del­l’acqua in cui si trovano le molecole stesse, consentendo le corrette reazioni biochimiche da cui deriva la struttura.

Rudolf Steiner, in grande anticipo sui tempi, nella conferenza tenuta a Berlino il 4 marzo 1907 ‒ O.O. N° 96, “La biografia dell’essere umano” (da noi pubblicata su L’Archetipo di Maggio 2015, pag. 26) afferma: «La materia è formata e organizzata all’interno secondo le leggi delle vibrazioni dei suoni. Da quelle vibrazioni sono poco a poco derivati questi corpi solidi».

Possiamo oggi comprendere che il passaggio dal mondo eterico al mondo fisico, solido come lo vediamo noi, avvenga attraverso le vibrazioni che permettono il riconoscimento e l’attrazione reciproca delle molecole sul piano fisico. Nel mondo inorganico questa dinamica è avvenuta nel passato e quindi noi ci troviamo di fronte al passato della Terra. Nel mondo del vivente è sempre in atto.

Le reazioni dell’anima si imprimono nel mondo eterico, queste si imprimono nel mondo elettronico e quest’ultimo può essere visibile con apposite apparecchiature che ne rilevano la realtà vibrazionale; ma quel che vediamo fisicamente non è il corpo eterico, giacché quest’ultimo non appartiene al mondo dello spazio e del tempo, ma vi entra attraverso un’attività di organizzazione dinamica. La visione del corpo eterico non è visibile per mezzo di un’appa­recchiatura, ma è resa possibile da tecniche interiori particolari (si rimanda al testo di Steiner Iniziazione).

 

Il corpo astrale

 

Se la vita di un organismo è resa possibile dal corpo eterico, la vita interiore è resa possibile grazie all’esistenza del corpo astrale, cioè la struttura che è alla base dell’interiorità. Se è possibile raggiungere la visione del corpo eterico non si può dire lo stesso per la visione del corpo astrale, che richiede un piú alto livello di evoluzione interiore.

Riprendendo l’analogia con il pennello, ogni elemento di un quadro può esser spiegato dal tocco del pennello (biochimica) ma il pennello è sempre un pennello in movimento (biofisica) che si muove secondo l’intenzione del pittore (eterico e oltre).

Il corpo astrale, sede dell’anima umana, riceve le sensazioni per il tramite del corpo fisico e dei sensi, ma la conoscenza che ci proviene dal contatto con il Mondo spirituale è una precisa azione interiore dell’Io: lo Spirito nell’uomo. La consapevolezza dell’esistenza della nostra interiorità ci consente di avere consapevolezza dell’anima, ma nel momento in cui la nostra attività interiore ci porta nella comprensione, allora entriamo nella consapevolezza dello Spirito.

Se l’Anima rimane al livello di sensazioni, emozioni e sentimenti che sorgono spontaneamente, siamo nell’ambito dell’Anima Senziente. Anche l’anima senziente ha una sua evoluzione (posso essere piú o meno sensibile dinanzi ad un tramonto o ad un’opera d’arte) ma non esiste la consapevolezza delle leggi eterne che stanno a monte di un tramonto o di un’opera d’arte: l’anima si apre al mondo dei sensi ma non è ancora permeata dal mondo dello Spirito.

L’Anima Razionale, tipica di tutte le strategie e di tutta la tecnologia, ci consente di attingere a leggi eterne, ma per finalità personali ed egoiche. È la parte dell’anima che usa il pensiero per fini personali. Anche l’anima razionale ha diversi gradi di sviluppo.

L’Anima Cosciente si apre quando l’uomo, con un’attività cosciente dell’Io, entra in contatto con una legge eterna, vi si mette in contemplazione e la sua anima è completamente pervasa dallo Spirito.

 

L’Io

 

Le azioni allora, non sono piú finalizzate a scopi personali, ma per realizzare lo Spirito sulla terra, semplicemente perché è considerato bello e giusto e perché consente la piena realizzazione di Sé. Questo non significa staccarsi dalla vita terrena ma esserne dentro in tutta la sua essenza.

Lo sviluppo dell’Io cosciente è lo scopo della nostra vita e delle nostre vite. Come tre sono i gradi di sviluppo dell’anima, tre sono anche i gradi di sviluppo dell’Io: il Sé spirituale, lo Spirito vitale e l’Uomo Spirito.

L’Io può illuminare l’anima cosciente con le supreme Verità dello Spirito, in quanto nelle sue profondità porta la realtà dello Spirito.

riepilogo
Struttura umana

Le connotazioni emotive sono proprie dell’anima senziente, non dell’anima cosciente.

L’uomo, in corpo, anima e Spirito, interagisce continuamente con il mondo: riceve dal mondo e dà al mondo. Tutto ciò che riceve dal mondo lo conserva nella sua memoria e quando agisce nel mondo produce una serie di trasformazioni nel mondo stesso.

L’anima si trova tra il mondo delle sensazioni e il mondo delle intuizioni (a cui accediamo con la nostra parte spirituale)

Alcune qualità le abbiamo acquisite in altre vite e ci porteremo l’essenza di quanto abbiamo appreso in questa vita in una prossima vita, con tutte le memorie e le trasformazioni che avremo via via creato.

I figli appartengono al mondoCome esiste un’ereditarietà biologica, esiste anche un’ereditarietà individuale. Dobbiamo riconoscere nei nostri figli la loro peculiare individualità, i genitori offrono solo la struttura corporea e l’assi­stenza alla crescita, all’educazione, ma i nostri figli appartengono alla vita, non ai genitori: in ogni essere umano c’è una storia individuale antichissima.

Per capire come ciò che ci proviene dal mondo si imprime nella nostra me­moria e come le nostre azioni restano impresse nel mondo, rivediamo il concetto di “campo”.

Abbiamo detto che una struttura organica si forma grazie all’esistenza di questo campo fuori dallo spazio/tempo; vi entra per via vibrazionale e si traduce in una struttura (organo – corpo).

Allo stesso modo, il nostro agire nella vita, produce delle modificazioni nel mondo: creiamo un “campo” che sopravvive alla nostra stessa esistenza, e vi sopravvive con la nostra impronta. Steiner dice che l’uomo rimane collegato a questo campo che egli stesso ha impresso nella memoria del Cosmo, e ne rimarrà collegato anche in un’incarnazione successiva. Questo “campo” si palesa con gli eventi che si manifestano nella nostra vita e che a noi possono sembrare casuali.

Cosí, come esistono i “campi morfogenetici”, cosí esistono i “campi karmici”.

A fronte degli avvenimenti, anche dolorosi, che ci vengono incontro nella vita, noi possiamo rispondere con l’anima senziente, che è emotiva, arriva da sola, non ha bisogno di alcuna azione interiore. Ma la legge del Karma è una legge cosmica e, prendendo la posizione del nostro Io, possiamo attivare una particolare attitudine del pensiero (cosa c’è dietro questo evento?) che ci permette di cogliere il campo e capire come portarlo a evoluzione.

Ed è proprio questa l’attitudine della Scienza dello Spirito, che può essere estesa a qualunque tipo di attività (medicina, pedagogia, scienze…)

Entriamo cosí nello sviluppo interiore, quello che Steiner indica nel suo libro Iniziazione, nel quale indica come si configura la conoscenza dei mondi superiori e come cogliere la forza formatrice degli eventi, non solo quelli che ci riguardano direttamente, ma gli eventi che toccano la nostra famiglia, il nostro popolo e il mondo intero.

La risposta con l’anima cosciente ci dà la possibilità di trasformare il campo.

 

Fabio Burigana (1. continua)


Testo tratto da una conferenza tenuta a Trieste il 2 febbraio 2016. La trascrizione della conferenza, rivista dall’Autore, è stata fatta da Marella, alla quale vanno i nostri ringraziamenti.