Beatitudini

Poesia

Beatitudini

Beatitudini

Ascolta la poesia letta da Eugenio Marinelli:
      

Noi dureremo. Lo promise un giorno

l’Uomo che predicò sulla montagna

a gente scalza, nuda e senza pane.

«Non dubitate – disse – il Regno è vostro.

Voi che patite l’onta e la miseria

governerete il mondo, vi assicuro».

Era un giorno d’aprile, o forse maggio,

e l’Uomo usava inedite parole.

«In verità vi dico, il tempo è giunto,

quando l’agnello vincerà il leone,

il povero avrà troni a ricompensa

e pace verrà data a chi la vuole».

Fremevano le folle e il vento lieve

spargeva come semi le parole

riconfortando i cuori inariditi,

simili a zolle avide di pioggia:

«Colui che è primo cederà il suo posto

agli ultimi del giro, e chi possiede

vedrà passare ad altri i suoi tesori.

Chi subisce la sferza avrà sollievo».

Cosí parlava l’Uomo e le Sue vesti

splendevano di luce come un sole

venuto a riscaldare i derelitti.

«Voi che soffrite fame di giustizia

riceverete cibo in abbondanza,

voi che subite iniquità tacendo

avrete i vostri nomi scritti in Cielo

sul Libro della Vita, e chi ferisce

si smarrirà nel vortice del nulla».

Promise questo l’Uomo, ed era maggio,

o forse il tempo di stagioni attese,

ogni parola percorreva l’aria,

colomba con il segno dell’ulivo.

«Beato chi non ha scienza e favella,

chi la speranza perde e si smarrisce:

lo Spirito darà verbo e sapienza

e lumi nella notte per andare.

E durerete, in verità vi dico».

Cosí ci fu promesso. E dureremo.

 

 

Fulvio Di Lieto