La militarizzazione dei social network

Attualità

La militarizzazione dei social network

 

Sappiamo tutti che i social media operanti nel cyberspazio permettono una diffusione immediata e capillare di informazioni, con milioni di utenti che possono a loro volta condividere, commentare e remixare e quindi interagire con i contenuti stessi. Questo genera un flusso continuo di contenuti multimediali, che possono mescolare realtà, propaganda e disinformazione. Nei media tradizionali, la diffusione è piú controllata e filtrata da redazioni e organi ufficiali. In un precedente articolo del luglio 2022 (Realtà virtuali, Realtà aumentate e Metaverso) evidenziavamo tutte le criticità insite nello sviluppo digitale di questo cyber-universo parallelo alimentato dalle piattaforme social media e come sviluppare le giuste contromisure del tipo umano moderno.

 

Sui social media, i video o contenuti multimediali di tipo militare sono usati non solo per informare, ma anche per motivare, reclutare, fare propaganda e influenzare l’opinione pubblica in tempo reale. Sono strumenti di “guerra social” dove si intrecciano marketing, propaganda e narrazioni personali. Nei media tradizionali, invece, la comunicazione militare è piú istituzionale e meno orientata all’interazione diretta col pubblico.

 

 

La militarizzazione dei social network

 

Aerei militari

 

L’aumento considerevole, negli ultimi anni, dei video e contenuti militari sui social come Facebook o Youtube ad esempio è dovuto a diverse ragioni legate all’uso strategico di queste piattaforme da parte delle forze armate e delle organizzazioni coinvolte in conflitti. In particolare. Le forze militari, in special modo i Corpi d’Élite, producendo video con estetiche moderne e coinvolgenti (transizioni veloci, musiche elettroniche) per aumentare il consenso popolare e raggiungere un pubblico piú vasto. Questi video sono spesso realizzati direttamente dai militari stessi senza l’intervento di agenzie esterne.

 

Nei contesti di guerra, come nel conflitto Russia-Ucraina, i social media sono diventati un vero e proprio “fronte” di comunicazione e propaganda. Le forze coinvolte utilizzano video e aggiornamenti costanti per influenzare l’opinione pubblica, motivare i propri sostenitori e screditare il nemico. L’Ucraina, ad esempio, ha fatto un uso molto attivo e professionale dei social media per raccontare la guerra, con video che spiegano armi, tattiche e aggiornamenti militari, mentre la Russia ha cercato di utilizzare i social per diffondere propaganda filorussa.

 

La propaganda militare sui social è spesso accompagnata da disinformazione e fake news, con video manipolati o riciclati da altri conflitti, che mirano a creare una narrazione favorevole a una delle parti in causa. Alcuni video mostrati come azioni militari reali si sono rivelati scene di film o simulazioni.

 

Le organizzazioni che propongono questa propaganda sono principalmente gli eserciti nazionali coinvolti nei conflitti, i Ministeri della Difesa, e talvolta gruppi o agenzie legate agli Stati o ad interessi geopolitici, ad esempio i gruppi filo governativi APT (vedi Groups | MITRE ATT&CK®) operanti nel quinto dominio della conflittualità (quello cyber) dopo cielo, mare, spazio e terra.

 

Inoltre, i social network stessi, pur essendo piattaforme private, sono diventati strumenti fondamentali per la diffusione di contenuti militari di guerra, con problematiche legate alla moderazione e al controllo dei contenuti, infatti si verifica spesso che non riescono (o non vogliono) bloccare la diffusione di messaggi di guerra o incitamento all’odio.

 

In sintesi, l’aumento dei video militari sui social è parte di una strategia di comunicazione e propaganda adottata da forze armate e governi per influenzare l’opinione pubblica e sostenere le proprie ragioni nei conflitti. Le organizzazioni che propongono questa propaganda sono principalmente gli eserciti nazionali, i Ministeri della Difesa e gruppi legati agli Stati coinvolti, che utilizzano i social media come canale diretto e potente per raggiungere milioni di utenti.

 

Militari

 

Si è potuto verificare che i video militari sui social media spesso mostrano il punto di vista diretto dei militari o dei civili coinvolti, con contenuti in tempo reale o quasi, come videomessaggi ai familiari o testimonianze dal fronte. Questo contrasta con i video tradizionali, che sono prodotti in modo piú distaccato e professionale, con un montaggio curato e una narrazione piú istituzionale e/o giornalistica.

 

I video dei social sono generalmente brevi, dinamici e pensati per catturare rapidamente l’attenzione, spesso con musiche accattivanti, transizioni veloci e un’estetica che richiama i trend delle piattaforme che li ospitano. Le piattaforme social piú utilizzate dai militari per la comunicazione sono principalmente: Facebook, Instagram, Twitter, LinkedIn e YouTube. l’Esercito Italiano, ad esempio, ha account ufficiali attivi su queste piattaforme per comunicare attività e notizie sia al pubblico esterno sia internamente tra i soldati. In buona sostanza possiamo affermare che:

 

Logo Telegram

 

Telegram: si è dimostrato particolarmente rilevante in contesti di conflitto come la guerra Ucraina-Russia, dove viene usata dal governo ucraino e dalle amministrazioni locali per diffondere bollettini di guerra, allarmi e informazioni in tempo reale direttamente ai cittadini.

 

Twitter oggi X

 

Twitter/X: molto influente in situazioni di guerra per la diffusione rapida di notizie, aggiornamenti e propaganda. È stato usato per bloccare account che diffondevano contenuti di guerra durante l’attuale conflitto Ucraina-Russia.

 

Logo WhatsApp

 

WhatsApp: è la piattaforma social piú utilizzata in Italia e spesso impiegata per comunicazioni rapide tra gruppi interni.

 

 

In sintesi, i militari e le istituzioni militari combinano l’uso di piattaforme tradizionali come Facebook, Twitter, Instagram e YouTube con app di messaggistica piú dirette e immediate come Telegram, che si è affermata come strumento chiave per comunicazioni ufficiali e aggiornamenti in tempo reale durante i recenti conflitti (fronte Ucraino e fronte mediorientale).

 

UFO

 

Un altro tipo di contenuti, apparentemente scollegato a quello militare, sembra dominare le scene dei social network attuali.

 

Stiamo parlando dei numerosi video di avvistamenti UFO anche noti come fenomeni OVNI (Oggetto Volante Non Identificato). Tali contenuti sono anch’essi legati al mondo militare in futuri scenari di conflitto e saranno oggetto di approfondimento in altre nostre pubblicazioni.

 

 

Francesco Settimio