
Carmelo Nino Trovato
«Le porte regali – Paesaggio con alberi»
Notte senza padrone

Miro la luna
dal balcone
che riflette
il volto d’angioli
che non hanno età
che remano
in direzione contraria
e la soglia della Terra
si fa loro appoggio
e un malinconico
desiderio di virtú
prende vita in me.
Mi ripeto,
ci vuole virtú,
ma il sangue velenoso
di qualche serpe
inquina l’animo mio
mentre il sangue
resta puro
e intona melodie,
che recano in sé
il segreto dell’origine.
Origine
che ripercorro
di età in età
a ritroso
senza tempo
oltre lo spazio
immerso
nel volto del Cristo.
Marco Argenti

Lenta
scende la sera
sui grandi alberi
che danzano
nel vento
e nella pioggia.
Sulle magnolie,
sui tigli e sugli alberi
le alte cime
fluttuano nel vento.
Sull’alloro fiorito
piccole corolle
fra il bianco e il giallo
oscillano
luminose nell’aria.
Non c’è luna
né stelle,
fitta è la coltre
di nubi
che il vento
non vince.
Ma tutto
è bellezza,
anche una scura sera
di tarda primavera.
Musica è il vento
delicato
in cui si espande
l’armonia delle sfere.
Alda Gallerano
Mattina di maggio

Mattina di maggio:
il coraggio di essere sé
quando tutti dicono che
tu non devi essere te
ma soltanto un essere che
nasce vive e poi muore
con un niente dapprima
con un niente dipoi
nell’insignificanza gettato
dalle leggi del caso.
E per un tempo ci credi
a queste novelle fedi
dei tempi moderni
agli inferni dell’aldiqua
dato che l’aldilà
è stato annullato
dal pensiero riflesso
che comprime se stesso
in un ammasso
di neuroni.
Quando
una mattina di maggio,
tra nuvole basse
che accarezzano i monti,
filtra un unico raggio
spettacolare,
un raggio particolare
che illumina l’intorno
e nell’interno vedi
una parte di te
proiettata nel tempo,
il tuo cuore si allarga,
la tua mente
si accende
e le gambe
si mettono in moto
saltando
per dodici volte
sulle stelle
dello Zodiaco
imitando i passi
degli Angeli
e hai il presagio
che la vita mortale sia
“simile a quella
che nel cielo s’indía”.*
Luca Massaro
*da G. Leopardi, Alla sua donna
IL CANTO DEL SOLE

Tu non conosci il canto
del sole.
Da un reggimento
di nubi
implora la grazia
della terra
assetata del suo fuoco.
Noi spingiamo pensieri
sbriciolati al suono
dell’Universo
in cerca di stelle
e raggianti volontà
per seguire le trame
di angeli esausti
nel vedere la libertà
umana frantumata
venduta come
carta straccia.
Lieve torpore
bussa insistente
alle porte
dell’anima
che grida
il risveglio
a orecchie mute
sporche del fango
di guerre
in ascesa.
Come diamanti
regoliamo il conto
in siderali spazi
per tornare
e ancora
rimediare.
Marina Coli
