Vorrei rivolgere delle domande che mi sono sorte in seguito alla lettura di alcune parole di Mimma Sgabelloni, presenti nella foto qui a lato, soprattutto quelle riguardanti la parte in cui afferma che occorre chiedersi cosa gli esercizi trasformino di sé, poiché se non avviene trasformazione non si è mai entrati nel mondo spirituale.

Avendo iniziato a seguire la Via dello Spirito da pochi mesi mi chiedo: come capisco se gli esercizi mi stiano portando incontro a trasformazioni e quindi io li stia svolgendo correttamente? Steiner in Iniziazione scrive che se la ricerca è seria e sincera c’è sempre uno sviluppo che presto o tardi conduce al progresso nella conoscenza, e per ogni uomo che persevera arriverà il giorno in cui spiritualmente gli si farà la luce intorno, è quindi possibile che gli esercizi stiano effettuando una trasformazione di cui al momento non mi accorgo ma che sta comunque avendo atto e progredendo? O senza presa di coscienza dei cambiamenti non è possibile entrare nel mondo spirituale? Come so se con il mio percorso spirituale riesco a lasciare un’impronta eterica nella vita della terra?
Michela B.
Molto belle e giuste le parole di Mimma, e vanno prese come incitamento a migliorare il tono generale della propria vita. Chi segue una via spirituale, se lo fa veramente e non solo come atteggiamento o come apprendimento di nozioni, non può poi professare il materialismo nella vita sociale, non può passare le serate con gli amici a bere alcolici, non può andare al lavoro e cercare di scavalcare subdolamente il collega per avere uno stipendio migliore o una categoria piú alta, non può condividere e apprezzare chi fa propria una bandiera di apparente libertà promuovendo l’aborto o il gender, non può tuffarsi nella politica vendendo il proprio voto per ottenerne vantaggi… e qui potremmo continuare a lungo ma ognuno di noi sa bene cosa può essere accettato e cosa va decisamente rifiutato. Quando noi eseguiamo gli esercizi spirituali, qualcosa lentamente in noi si trasforma. Ma questa trasformazione interiore deve riverberarsi anche all’esterno, nel comportamento, nell’onestà, nell’amorevolezza verso gli altri. Se invece pratichiamo con energia la concentrazione, la meditazione e gli altri esercizi consigliati da Steiner per lo sviluppo interiore, e poi ci rivolgiamo agli altri in maniera impositiva, o sgarbata, o insolente, o persino pronunciando parole sconce (oggi sembra andare di moda e molti indulgono a farlo per sentirsi come gli altri)… tutto quello che si è conquistato con il lavoro interiore viene immediatamente perduto. Se invece noi agiamo tenendo sempre presente il modo di essere in comunione con il mondo spirituale, nei nostri pensieri e nelle nostre azioni, noi siamo nel mondo spirituale. I materialisti semplicemente non lo sanno, e chi fa gli esercizi e poi si comporta come i materialisti nella vita quotidiana o non lo sa o fa finta di non saperlo, perché preferisce uniformarsi a chi gli sta intorno. A volte è difficile essere “diversi”. Naturalmente si tratta di una diversità di stile di vita. Di una pulizia interiore che si rispecchia nel tratto e nelle parole di chi nutre la propria anima oltre al corpo. Quando ci si astiene dal giudicare gli altri, quando ci si rivolge agli altri sempre gentilmente, di qualunque condizione essi siano, senza dare preferenze evidenti a chi è piú importante socialmente, quando si aiuta chi è in difficoltà senza calcolo, generosamente, la trasformazione interiore avviene. Ma noi non dobbiamo accorgercene o rimarcarla, deve diventare una nostra natura profonda: è il Mondo Spirituale che lo saprà e invierà le sue benedizioni. Con ogni nostro atto amorevole o di gentilezza noi lasciamo un’impronta eterica sulla terra. Non sono grandi gesta eroiche che si pretendono da noi, solo una conoscenza illuminata dalla Grazia. Sono i famosi tre passi di cui parla Rudolf Steiner quando dice che dobbiamo fare un passo nella conoscenza e tre nella moralità. Alcuni incontrano questa Via, ne sono affascinati e iniziano a studiarla, a leggere le conferenze del Dottore e ad accumulare conoscenza, ma se non integrano a quel passo i tre nella moralità, ovvero nell’amore verso gli altri, nella meraviglia verso la natura, nella gratitudine verso il Divino che ci ha donato la Vita e la Luce del Logos, quella conoscenza rischia di farci indurire, di renderci egoisti e orgogliosi. Umiltà e amorevolezza: questo è ciò che ci permette di lasciare una vera impronta eterica sulla Terra!
Vorrei sapere, riguardo alla Libertà, cosa sia e la sua relazione, se c’è, con il pensiero libero dai sensi.
Marco A.
Noi non siamo liberi, perché siamo legati alla materialità. Però cerchiamo la libertà, ne parliamo, la desideriamo. E non sappiamo che per ottenerla dobbiamo superare l’egoismo, la malvagità, la sopraffazione dell’altro. Saremo liberi quando avremo realizzato quello che il Cristo è venuto a predicare sulla Terra. Lo saremo quando avremo accolto l’insegnamento dei Maestri, quando finalmente, attraverso gli esercizi, libereremo la mente dagli attaccamenti terreni. E dunque, il pensiero libero dai sensi conduce alla libertà! Ce lo spiega il libro Filosofia della Libertà di Rudolf Steiner. L’insegnamento di Massimo Scaligero ci ripete continuamente, in forma diversa, proprio questo: solo con la liberazione del pensiero saremo finalmente liberi!
Cosa dobbiamo pensare della successione che si è aperta dopo la morte di papa Francesco?
Enrico S.
La prima frase che viene in mente è quella che sempre dice il popolo romano in queste occasioni: “morto un papa se ne fa un altro”. In questo caso però bisogna precisare che la successione si era aperta alla morte del vero papa, Benedetto XVI, al secolo Joseph Aloisius Ratzinger – il quale, costretto a dimettersi da un vero e proprio colpo di mano, aveva rinunciato al “munus” ma non al “ministerium”. Cosí ci spiega lo studioso Andrea Cionci, che in proposito ha scritto un interessante libro, divenuto in breve tempo un best seller, dal titolo Codice Ratzinger, nella cui presentazione troviamo queste parole: «Attraverso la sua sottile forma di comunicazione logica, il Codice Ratzinger, il papa ci riconcilia con il Logos, la ragione che svela la verità, e fa comprendere la sua situazione canonica che avrà effetti dirompenti». Effetti che erano stati finora soffocati, regnando ancora Francesco, ma dopo la sua dipartita quello che già sta accadendo dentro le sale vaticane, in cui s’incontrano e si scontrano i cardinali di antica nomina e i quasi cento nominati in tutta fretta da Francesco, ci farà assistere a un vero conflitto per raggiungere la massima carica di uno Stato tra i piú potenti politicamente, oltre che economicamente, a livello mondiale.