
Il presupposto è un individuale lavoro quotidiano.
All’inizio dell’incontro consiglio l’esercizio di Concentrazione a cui segua una breve lettura tratta da “Affinché un’associazione spirituale viva” dalla seconda Appendice del libro Dell’amore Immortale di Massimo Scaligero.
Segue il silenzio meditativo di alcuni minuti ed alla fine ricordarsi di tutte le persone che partecipano all’incontro. Cogliere, immaginarsi la “spinta” e la “scelta” che ha permesso che siano presenti.
A questo punto inizia il lavoro vero e proprio di Studio e Meditazione a cui consiglio una parte artistica finale.
Una Euritmia molto semplice può essere un’ottima scelta. In quest’ultimo caso l’esercizio euritmico andrebbe preparato individualmente ogni giorno.

Se si tratta di uno Studio è bene sia preparato prima. Il senso del lavoro è far vivere assieme i contenuti in modo che si crei un “Tempio Eterico”.
In questo senso una persona può portare una sintesi di un contenuto della Scienza dello Spirito o una Lettura che deve esser fatta molto lentamente.
Molto importante è l’eventuale momento dei commenti e delle domande.
In questo senso l’Intenzione del Lavoro deve esser molto nitida.
Il Lavoro non si fa per aggiungere nuove conoscenze, che pur ci possono essere ma, soprattutto, non si fa per indottrinare o essere indottrinati.
Si sta costruendo un Tempio, e tutto ciò che esce da questa direzione è fuorviante.
Mostrare le proprie conoscenze personali, esercitare una qualsiasi forma di autorità è fuorviante.
Gli eventuali contrasti sono il materiale su cui lavorare ed esigono accettazione e superamenti.
Molte volte è bene non insistere per la risoluzione ma tenerli come tema nel l’incontro successivo.
Ci deve essere sempre una continua osservazione della propria anima che deve esser posta sotto la continua presenza dell’Io.
Ogni cosa che si decide di dire o fare deve esser valutata alla luce dell’Intenzione originaria.
L’Intenzione deve esser sempre orientata a realizzare un Incontro nel Sovrasensibile.
I temi: se ci sono persone che conoscono da poco la Scienza dello Spirito bisogna fornire riferimenti al Pensiero del Cuore perché solo quello può permettere un incontro nel Sovrasensibile. La realtà sensibile che trae la sua forza dal pensiero cerebrale morto deve esser superata dalla dinamizzazione del pensare.
Conviene concludere con una meditazione finale e bisogna cercare di conservare l’atmosfera creatasi anche per i saluti.
Fabio Burigana
