Spirito, luce, materia, elettricità

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Spirito, luce, materia, elettricità

 

Cercherò di indicare, per quanto mi è possibile, i rapporti tra Spirito, pensiero/luce e materia/elettricità, traendo certi nessi dalla Scienza dello Spirito donataci dal grande Iniziato Rudolf Steiner. Chi vorrà meditare sulle tre citazioni di Steiner di seguito riportate, ne potrà trarre molti giudizi che, usando con buona volontà il proprio sano intelletto, potranno fargli superare ogni astratta dualità tra Spirito, pensiero e materia.

 

«Quando gli esseri umani arriveranno a dominare la sostanza dell’etere di fuoco, potranno dominare tutta la materia fisica. Quando domineranno la materia fisica umana, potranno dominare anche la rimanente materia fisica. Si indica questa forza come la forza del Padre, come “il Padre”, vale a dire tutto ciò grazie a cui un’entità è in relazione con la nostra Terra e può dominare la materia fisica» (R. Steiner ‒ Conferenza del 5 giugno 1905, O.O. N° 93).

 

Il pensiero è luce

Il pensiero è luce

 

«Ogni materia sulla Terra è luce condensata» (R. Steiner – Conferenza del 27 maggio 1910, O.O. N° 120).

 

«Il pensiero è luce» (R. Steiner – Conferenza del 5 dicembre 1920, O.O N° 202)

 

Aggiungo, come elementi significativi, altre affermazioni del Dottore sui rapporti inequivocabili tra luce/materia.

 

«Ma quanto invece risale all’antico Sole, quando Sole e Terra erano ancora tutt’uno, viene pur esso ricavato sotto forma di elettricità. L’elettricità è derivata sulla Terra da quell’antica unione col Sole; essa è una forza congiunta con la Terra sin da quella remotissima antichità: è forza solare nascosta nella Terra» (R. Steiner – Conferenza del 24 giugno 1923, O.O. N° 224).

 

Dunque, la luce (sia fisica che spirituale) e l’elettricità, hanno una nascita che le accomuna, esse sono state generate per la prima volta sull’antico Sole. Questa realtà ce le deve fare considerare, in qualche modo ma necessariamente, collegate all’Essere che si è definito “Io sono la Luce del mondo”, ma anche all’altro Essere che domina la “luce nera”, cioè l’elettricità.

 

Seguiranno altre note di Steiner, che faranno scorgere, insieme alle precedenti, nessi importantissimi tra quelli già considerati per il pensare quale luce; per la materia quale luce condensata, e l’elettricità che, come ben si sa, è strettamente correlata all’attività pensante dell’uomo.

 

E aggiungo anche quest’altra rivelazione del nostro Maestro.

 

«Fuori, nel mondo naturale, impera dovunque la trasformazione delle forze (Steiner qui si richiama alla Legge della conservazione dell’energia di J.R. Mayer), soltanto nell’uomo la materia viene eliminata mediante il puro pensare, la materia che ora, grazie al puro pensare, è realmente estromessa dalla sfera umana, distrutta come materia, annientata. La vita umana è presente nell’universo in modo che nell’uomo vi è il luogo in cui l’elemento materiale cessa di esistere, non è piú presente. …In ogni altro luogo essa si trasforma; nell’uomo viene distrutta. La Terra materiale scomparirà nella misura in cui la materia terrestre sarà distrutta attraverso gli uomini stessi. …Quando succederà che tutta la sostanza terrestre sarà passata attraverso l’organizzazione umana, in modo da venirvi utilizzata per il pensare, la Terra come corpo celeste cesserà di esistere. Tutto quanto è di solido sulla Terra ha la sua origine in una terra vegetale. Grazie alle piante, si può studiare questo processo di mineralizzazione nella genesi del carbone. Il regno minerale, come è adesso, separato dal resto, non esiste che durante la quarta ronda (quarto stato di vita della Terra, quello in cui è presente il regno minerale). In seguito, l’insieme del regno minerale sarà spiritualizzato dall’uomo. Questi lo “ara” con il suo Spirito. Tutto quello che l’uomo fa oggi, tutta l’industria, è una trasformazione del regno minerale. Quando qualcuno estrae un blocco di roccia per utilizzare le pietre nella costruzione di una casa, o quando qualcuno costruisce una cattedrale, tutto è una trasformazione del regno minerale. Durante la quarta ronda, l’uomo può lavorare sul regno minerale. Attualmente, invece, l’uomo non può fare nulla della pianta. L’uomo coinvolgerà nel suo lavoro tutto il regno minerale. Questo si farà in gran parte con le oscillazioni dell’elettricità che non ha piú bisogno di filo (onde elettromagnetiche ad altissima frequenza). È allora che il lavoro interviene fino nelle molecole e negli atomi (disgregandoli).

 

Corpo vegetale di carbonio

Corpo vegetale di carbonio

 

Alla fine della quarta ronda l’uomo avrà lavorato tutto il regno minerale. A partire dalla quinta ronda, l’uomo farà la stessa cosa con il regno vegetale. Potrà compiere co­scientemente il processo che la pianta subisce attualmente. Come la pianta assimila l’anidride carbonica e costruisce il suo corpo di carbonio, l’uomo della quinta ronda creerà il suo corpo a partire dalle sostanze del suo ambiente. Nella quinta ronda non ci sarà piú sessualità. L’uomo dovrà la­vorare lui stesso sul proprio corpo, produrlo. L’uomo effet­tuerà allora coscientemente il processo che attualmente la pianta effettua inconsciamente, vale a dire l’assimilazione del carbonio. Egli trasformerà la materia come la pianta trasforma oggi l’aria in carbonio. È questa la vera alchimia. Il carbonio è la pietra filosofale. …Quando si studia la coscienza sui piani superiori, come quella che opera nell’alveare, si impara come l’uomo, piú tardi, produrrà lui stesso della materia. In avvenire, il corpo dell’uomo sarà anch’esso costituito di carbonio: sarà come un diamante malleabile. Non si abiterà il corpo nell’interno, ma lo si avrà davanti a sé, come un corpo esterno» (R. Steiner – Conferenza del 16 maggio 1920, O.O. N° 201).

 

Ora, fondandomi sulle ultime notizie, posso aggiungere altre mie considerazioni. La materia è “Luce spirituale che si disgrega”. La Luce che si disgrega, condensandosi in sostanza materica, da sempre genera lo spazio che la contenga. Cosí lo spazio tridimensionale viene generato dall’espandersi della Luce spirituale disgregantesi, in cui quest’ultima si condensa in volumi tridimensionali di materia. L’espansione avviene dal punto di disgregazione della Luce in quattro direzioni ortogonali, capaci di formare superfici e volumi (da qui sorge l’uso di disegnare graficamente una piccola croce per simbolizzare un punto fisico dello spazio.) Tali volumi hanno bisogno di uno spazio fisico che li contenga. Se non ci fosse sostanza materica, non esisterebbe nessun corpo fisico con un volume, e quindi nessuno spazio fisico tridimensionale per contenerlo. Lo spazio spirituale, infatti, è bidimensionale, cosí come si manifesta nella coscienza immaginativa. Anche le immagini riflesse o proiettate del mondo fisico non hanno spessore, o profondità, ma solo larghezza e altezza.

 

Demone dell'elettricità

Demone dell’elettricità

 

Si può considerare ancora meglio quanto rivelato da R. Steiner nella conferenza del 2 ottobre 1916 (O.O. N° 171), ove mette in relazione, in forma chiarissima, il sorgere dell’elettricità nell’umanità, nell’epoca Lemurica, ad opera di Arimane. Lucifero in precedenza agiva sul corpo astrale, ma poi ha spostato la sua azione nel corpo eterico, in particolare sul sangue umano; Arimane, al contrario, ha iniziato ad agire sul corpo eterico, ma poi si è insediato nel corpo astrale lasciato da Lucifero, e da lí opera distruttivamente sul sistema nervoso, in particolare sul cervello e quindi sul pensare. Ricordiamo che egli è portatore di una forza che è estremamente affine alla volontà umana, è la massima intel­ligenza cosmica spirituale. Ce n’è abbastanza per poter mettere in stretta relazione l’elettricità, come luce-disgregantesi (o luce nera), e la luce-pensiero. Ricordiamoci, infatti, che esse hanno la loro genesi in comune sull’antico Sole. Si può pensare che, sin dall’antico Sole, queste due forme della stessa essenza si sono confrontate come “luce contro tenebra”.

 

A corroborare queste brevissime note, che per la loro brevità di argomentazione sembrano quasi dogmi, indichiamo un’altra conferenza di R. Steiner, quella del 28 gennaio 1923 (O.O. N° 220), in cui descrive l’aspetto piú sconcertante del­l’elettricità, infinitamente importante per noi uomini del nostro tempo. Egli definisce e determina gli atomi, e soprattutto gli elettroni, come demoni arimanici, che hanno un effetto mo­rale (quindi sulla volontà) negli uomini.

 

Ecco un estratto di quella conferenza che, alla luce di quanto già considerato, potrà rendere il tutto ancora piú comprensibile: «Se oggi uno attribuisce una reale efficacia agli impulsi mo­rali – stimando che essi abbiano in sé la forza di diventare in seguito realtà sensibile, come avviene per il seme di una pianta – è considerato mezzo matto. Se poi si presentasse un altro, e attribuisse impulsi morali agli effetti della natura, sarebbe stimato matto del tutto. Pure, chi con reale visione spirituale ha sentito passare coscientemente la corrente elettrica attraverso il suo sistema nervoso, sa che l’elettricità non è soltanto una corrente naturale, ma che in natura essa è in pari tempo un elemento morale, e che, nel momento in cui entriamo nel campo dell’elettricità, ci immettiamo in pari tempo in quello morale. Se, infatti, inseriamo in qualche modo un dito in un campo elettrico chiuso, sentiamo subito che allarghiamo la nostra vita interiore in un settore, in cui in pari tempo vi è un elemento morale. Non è possibile cercare l’elettricità propria, esistente nell’organismo, in nessun altro campo se non in quello in cui si producono anche gli impulsi morali. Chi sperimenta la totalità dell’elemento elettrico, sperimenta in pari tempo anche l’elemento morale della natura. In effetti, senza saperlo, i fisici moderni fanno una strana magia. Immaginano l’atomo elettricamente, dimenticando per la generale coscienza del nostro tempo, che pen­sandolo in quel modo gli devono anche attribuire un impulso morale, lo devono rendere un essere morale. Tuttavia quel che dico non è esatto. Aggiungendo all’atomo gli elettroni, non lo si rende un essere morale, ma piuttosto un essere immorale. Nell’elettricità nuotano sí gli impulsi morali, gli impulsi della natura, ma sono gli istinti immorali, gli istinti del male, che devono essere superati grazie al mondo superiore.

 

Luce ed elettricità

Luce ed elettricità

 

Il grande contrapposto dell’elettricità è la luce. Considerare la luce come elettri­cità è un mescolare il bene e il male. Si perde appunto, nell’ordine della natura, la vera concezione del male, se non si è co­scienti che, nei loro effetti, gli atomi per­meati di elettricità sono i portatori del ma­le; non solo, come dissi nell’ultimo ciclo, di conferenze, sono i portatori della morte, i portatori del male. Vanno considerati i portatori della morte se soltanto li si considera atomi, se li si immagina soltanto come materia atomica. Nel momento, tuttavia, in cui si rende questa parte della materia pervasa di elettricità, la natura stessa va vista come il male, perché gli atomi elettrici sono il male, sono piccoli demoni. In effetti, con questo è detto molto. È detto infatti che la moderna spiegazione della natura è sulla via di legarsi realmente con il male.

 

Cane barbone

Cane barbone

 

Le strane persone che alla fine del medioevo avevano tan­ta paura di un Agrippa von Nettesheim, di un Trithem von Sponheim, e di tutti gli altri che erano in contatto col “can barbone” di Faust (descritto nel Faust di Goethe), espri­mevano sí il concetto in modo rozzo, ma anche se non era giusto, pure, il loro sentimento non era del tutto sbagliato.

 

Quando oggi vediamo il fisico inconsapevole dichiarare che la natura consiste di elettroni, dichiara in realtà che essa consiste di piccoli demoni del male. Se poi si riconosce solo l’esistenza di questa natura, si dichiara il male dio del mondo. Volendo però essere un uomo del presente, senza continuare a vivere con i vecchi concetti tramandati, ma secondo la realtà, si dovrebbe appunto arrivare a dire, che anche la sfera elettrica ha la sua moralità nella natura, cosí come gli impulsi morali hanno una vita, una vita naturale grazie alla quale si manifestano come un successivo reale mondo sensibile. Se, cioè, la sfera morale avrà in avvenire la sua realtà nella natura, nel passato anche la sfera elettrica deve aver avuto una realtà morale. Se oggi guardiamo bene, vediamo le immagini di una passata realtà morale che è pero mutata in male. Se l’antroposofia fosse fanatica o ascetica, dovrebbe ora inveire contro la civiltà dell’elettricità. Sarebbe però naturalmente un non-senso, perché cosí possono solo parlare le con­cezioni del mondo che non tengono conto della realtà. Allora dicono, è arimanico, lungi da me! È, però, solo un’astrazione perché, se in una riunione settaria si tuona poiché non ci si difende da Arimane, poi si scendono le scale, si esce, e si sale sul tram elettrico».

 

Senza aggiungere altri argomenti, che renderebbero piú ostica la comprensione di questi temi cosí “altri” per il nostro intelletto legato ai sensi, concludo questa descrizione, quasi in chiave aforistica, invitando a meditare sui nessi presentati, che si possono riassumere cosí:

 

  • Il pensare è luce;

 

  • la materia è luce decaduta condensata, quindi il pensare ha a che fare con la materia;

 

  • l’elettricità ha avuto una nascita contemporanea e “contraria” all’intelletto sull’antico Sole;

 

  • l’elettricità è composta di elettroni;

 

  • gli elettroni sono demoni, che cambiano lo stato morale (volere) dell’uomo che ha a che fare con l’elettricità, specialmente con quella che, con le antenne, si diffonde come onde al di fuori dei circuiti fisici, massimamente da quando esistono i cellulari capillarmente diffusi, e se si chiude il cerchio, si possono formulare queste domande: 
    • Quale tipo di luce manifesta il mio pensare?
    • Manifesta la luce che cerca di entrare in comunione con la Luce del mondo (prologo del Vangelo di Giovanni), o con quella decaduta a elettricità, la luce nera, demoniaca, di Arimane?

 

 

Ognuno, in questo tempo, dovrebbe darsi una risposta, non certo rinunciando all’elettricità in tutte le sue forme, cosa che non funzionerebbe, ma cercando di liberare e potenziare il proprio pensare, per toglierlo al dominio dei demoni arimanici e metterlo al servizio del Cristo.

 

 

Mario Iannarelli (1. continua)