Santi, esorcisti, taumaturghi

Siti e miti

Santi, esorcisti, taumaturghi

 

In questo Siti e Miti andremo a descrivere Santi, Esorcisti, Taumaturghi che chiameremo “gli Specialisti con l’aureola”: questo il Mito. Il Sito è il Paradiso, dato che tutti quelli ritenuti Santi lí son sempre stati collocati!

 

L’uomo nel passato riteneva che la malattia fosse dovuta ad influssi malevoli di esseri sovran­naturali, la malattia era considerata un fenomeno magico o religioso e come tale andava curata.

 

Si attribuiva la malattia all’introduzione di una sostanza o di un influsso morboso nella vittima, o alla sottrazione dell’anima dal corpo.

 

Druido nella sua veste cerimoniale

Druido nella sua veste cerimoniale

 

Nelle popolazioni primitive nacque la figura dello stregone, dello sciamano che piú avanti si trasformerà in quella del druido e del sacerdote.

 

Si creava una classe di uomini che aveva capacità parti­colari di guarire e i cui metodi terapeutici comprendevano pratiche esoteriche, esorcismi, scongiuri, danze rituali e pure l’uso di preparati vegetali, animali e mine­ali da applicare al malato. Ad esempio, si credeva che il sapore sgradevole e l’odore ripugnante di molte medicine servisse ad indurre l’intruso sovrannaturale a lasciare il corpo del malato.

 

La medicina popolare fino pochi secoli fa, ma ancora fino agli inizi del secolo scorso, era la medicina preva­lente, la piú praticata: i rimedi venivano ingeriti o portati indosso allo scopo di scongiuro o come talismani. Il Bezoar, calcolo trovato nello stomaco della capra, era ad esempio il toccasana contro ogni veleno, carte veline raffiguranti santi venivano ingerite ed erano infatti chiamate “bocconcini dei santi”. Poi vi erano gli “scapolari”, stoffe cucite che racchiudevano immagini sacre, reliquie, ma anche amuleti, ciò serviva a scacciare la malattia, si attribuiva importanza anche al colore del farmaco, il rosso ad esempio curava malattie del sangue, il verde quelle della bile.

 

Va menzionata anche la produzione della Teriàca, un preparato farmaceutico dalle virtú mira­colose e di origine antica, ebbe fortuna durante i secoli come un toccasana e veniva preparata sotto sorveglianza di autorità demandate al controllo della giusta prassi, come ad esempio a Venezia, diverse poi erano le formule e gli ingredienti.

 

Quanto ancora di sacro, di magico esiste nella medicina cosiddetta alternativa? L’effetto placebo sortiva e sortisce ancora effetti strabilianti nella cura dei pazienti. La piena fiducia nel medico, nel tipo di cure che egli prescrive, la fede religiosa, la forza dell’ottimismo sono in grado a volte di fare miracoli dal punto di vista dei corpi sottili: si è visto che tali energie attivano e potenziano il sistema immunitario; anche su questo argomento il Dottor Steiner ebbe a dire molto, in cicli di conferenze sull’argomento medico e ai medici stessi.

 

Tornando ai Santi e alle loro “specializzazioni” in campo terapeutico, bisogna prima dire che nell’Antico Testamento solo Dio era il guaritore, la fonte della vita e della salute fisica e spirituale. Era Dio che mandava malattie, epidemie e calamità quale punizione per i peccati, ed era Lui che guariva. Il Vecchio Testamento fa menzione di pochi rimedi e in ogni caso i consigli provengono da sacerdoti e profeti; la figura del medico è poco o per niente presente.

 

Nel Nuovo Testamento, con la comparsa del Cristo, del Logos, si inaugura una nuova èra, un nuovo rapporto tra il Divino e l’Umano; il Cristo, tra tanto altro, incarna la figura del Guaritore e i Vangeli narrano appunto quanto Lui abbia operato per la salute fisica ma ancor prima spirituale dell’uomo. Molto ci sarebbe da dire sui “miracoli”, segni che il Cristo compie dopo il Suo Battesimo nel Giordano, e qui rimando ai cicli sui Vangeli che il Dottor Steiner ci ha donato, dove viene esposto, alla luce dei Misteri, l’operare del Cristo-Logos.

 

La Chiesa cristiana dei primi tempi riteneva che la preghiera ed il digiuno fossero i migliori rimedi per ogni male, ancora il medico, come figura, era poco presente, essendo il potere di guarire nelle mani di Dio. Cristo si era prodigato per guarire gli ammalati, per resuscitare i morti, ed aveva ordinato ai suoi apostoli di essere guaritori come Lui.

 

Solo con San Basilio di Cesarea, nel 372, si fonda uno dei primi ospedali di cui si abbia notizia, se pur ancora asseriva che molte malattie erano mandate da Dio come punizione dei peccati commessi.

 

Già da allora si portavano prove di guarigioni miracolose, ed il miracolo rappresentava la prova dell’intervento divino nella sfera della vita e della morte, della salute e della malattia. La Scienza non era ben vista e l’ostilità verso di essa ebbe un picco nel 391, quando una moltitudine di fanatici cri­stiani diede fuoco alla Biblioteca d’Alessandria distruggendo inestimabili tesori del Sapere.

 

La Chiesa ebbe però anche un atteggiamento diverso dall’intolleranza. Essa raccomandò sempre pietà e pazienza nella cura e nella assistenza dei malati. Nel Medioevo i monaci si adoperarono con grande dedizione alla conservazione del sapere e si applicarono nella traduzione e nella trascrizione dei testi antichi e tra questi pure quelli che trattavano di materia medica. La medicina monastica ebbe il merito di trasmettere parte della grande eredità della medicina greca e romana che altrimenti sarebbe andata perduta. Annessi al monastero vi erano poi orti botanici dove si coltivavano piante medicinali e l’ospizio per curare gli ammalati.

 

I Santi Cosma e Damiano

I santi medici Cosma e Damiano

 

Fra i primi santi cristiani che la tra­dizione collega all’arte del sanare vi furono Cosma e Damiano, viaggiarono in lungo e in largo curando i malati at­traverso la fede in Cristo; sembra furono decapitati nel 303. Divennero i santi pa­troni della chirurgia e furono attribuiti loro molti miracoli, sia in vita che dopo la morte.

 

Col passare del tempo la fede popo­lare attribuí ai santi poteri particolari nel­l’intercessione di determinate malattie.

 

Divenne cioè consuetudine attribuire a questo o quel santo una “specializzazione” nella cura di un sintomo, di una malattia. La gente comune si affidava e si affida ai santi affinché essi intercedano presso Dio. A Sant’Acacio venivano attribuiti poteri di guarire dall’emicrania, Santa Barbara tutela dal rischio di morte improvvisa, San Biagio si prende cura del mal di gola e Santa Caterina d’Alessandria è specializzata per le malattie della lingua.

 

Perché ci si rivolgeva, e tutt’ora ci si rivolge, ai santi? Perché son quelli che Dio ama di piú, sono coloro che grazie alla loro fede, al martirio subíto, sono tenuti in particolare considerazione, sono coloro a cui nulla è negato. Quello che caratterizza il santo è il miracolo; non si diventa santi per la Chiesa senza miracoli. La popolarità di molti beati o santi è legata alla loro fama di guaritori, ogni santo è invocato per intercedere nella guarigione di patologie diverse.

 

Santa Apollonia

Santa Apollonia

 

San Lorenzo viene invocato contro le lom­baggini e le scottature, San Cristoforo protegge negli incidenti legati ai viaggi, San Bartolomeo conto le ernie e le convulsioni, Santa Apollonia contro il mal di denti, Sant’Anna dalla febbre, dai parti difficili, dalla sterilità, San Rocco con­tro la peste e in genere nelle infiammazioni.

 

Una determinata malattia può avere piú di un santo protettore, i santi vengono pure invocati per chiedere protezione sul lavoro, cosí ogni arte e mestiere possiede il proprio santo protettore.

 

Un tempo, piú che oggi, si veniva guariti con la fede, l’abbandono al volere di Dio veniva dalla fede, essa era un dono gratuito d’amore che andava accolto con un atteggiamento di umile sottomissione. La fede si esprime con la preghiera e con l’invocazione alla liberazione dei mali dello Spirito e alla guarigione del corpo. I fedeli chiedono, attraverso la preghiera, l’intercessione dei santi mediatori fra Dio e l’uomo, la stessa Madonna ha ruolo di mediazione e solo Dio opera ogni grazia e miracolo. Talvolta non è necessario l’intervento divino per guarire, basta un certo tipo di fede. Essa è “Vis medicatrix” in grado di potenziare la stessa terapia medica.

 

La fede religiosa poi è sempre stata ritenuta incompatibile con la magia e la superstizione, se pure non era raro il caso di persone che facevano convivere pacificamente la scienza con la religione e la magia con la superstizione. Ciò ha dato luogo a quelli che venivano chiamati i “fenomeni straordinari”, causati da particolari stati emotivi in grado di scatenare forti energie individuali e ciò può effet­tivamente generare alcuni fenomeni simili al miracolo; anche l’uso di amuleti e talismani può contribuire a questo. L’efficacia dei rituali è potenziata poi dalla molteplicità delle stimolazioni e sensazioni, da suggestioni ambientali, dai profumi d’incenso o fiori, musiche e inni sacri, luci e colori, dai paramenti sacerdotali, dai mantra, dalle preghiere, da riti coinvolgenti quali gli esorcismi.

 

Un capitolo a sé andrebbe dedicato alla fede nella figura dei Santi che dall’XI al XV secolo si sviluppò in tutta Europa, ed in modi diversi andò ben piú avanti e dove si diede l’avvio alla ricerca delle reliquie; in alcuni casi la cosa diede luogo ad eccessi ed aberrazioni che la Chiesa a volte condannò ma ne trasse pure benefici per sé.

 

Le stesse raffigurazioni dei Santi dovevano avere solo lo scopo di mostrare ai semplici, che non conoscevano le Scritture Sacre, ciò a cui dovevano credere verso queste figure di persone che dal­l’umano si erano elevate di piú verso il divino: in altre parole, quale realtà, quale valenza figurativa avevano i Santi nella coscienza tardomedievale? E qui c’è una sola risposta: i Santi erano figure cosí reali, cosí materiali e familiari, che a loro si associavano spesso nella vita religiosa gli istinti piú profondi e incontrollabili. Erano sí modelli da imitare, ma li si voleva pure portare nella vita di ogni giorno, e la corporeità già acquisita dai Santi nelle raffigurazioni era enormemente accresciuta dal fatto che la Chiesa, da tempo immemorabile, aveva permesso ed incoraggiato il culto delle loro spoglie mortali. Quando si trattava di reliquie, la forte fede del medioevo non temeva né delusioni né pro­fanazioni. I montanari umbri, intorno all’anno mille, volevano ammazzare l’eremita San Romualdo, poi fatto santo, per non perdere le sue ossa!

 

San Tommaso d'Aquino

San Tommaso d’Aquino

 

I monaci di Fossanova, dove morí Tommaso d’Aquino, per paura di farsi sfuggire la preziosa reliquia, avevano letteralmente messo in conserva il cadavere del Maestro: l’avevano decapitato, bollito e preparato (da Historia transla­tionis corporis sanctissimi ecclesiae doctoris divi Thom. De Aq., 1368, Raymundo Hugonis, Acta Sanctorum Martii, I).

 

Quando Santa Elisabetta di Turingia non era ancora stata sotterrata, un nugolo di “devoti” venne non solo a tagliare o a strappare pezzi del panno che avvolgeva il suo viso, ma anche a tagliare i capelli, le unghie e persino pezzi di orec­chie e altro. E per finire questa galleria dell’orrore in occa­sione di una solenne festività, Carlo VI distribuisce alcu-e                                                               

 

Ne costole del suo avo San Luigi a dei nobili del Berry e di Borgogna, e ai prelati dona una gamba perché la dividano.

 

Ci si addentrava allora sempre di piú a quei tempi in un’epoca del materialismo che tutto coinvolse, si conservava ancora qualcosa del sacro ma secoli sono trascorsi, ed ora? A che punto si trova l’uomo nel rapporto col sacro?

 

Maître Philippe di Lione

Maître Philippe di Lione

 

Sono comunque da considerare le facoltà di autentici guaritori, che sempre operarono per esclusivo intervento divino, basti ricordarne uno su tutti: Maître Philippe di Lione, al secolo Nizier Anthelme Philippe: fu terapeuta, guaritore e molto, molto altro ancora.

 

La Scienza ha tentato di dare spiegazioni e riportare il tutto nell’ambito di fenomeni della psiche, ma sinceramente la cosa non convince affatto. Credere nel miracolo è insito nella natura umana, fin dal piú lontano passato, in civiltà ormai remote. In tempi storici gli eventi prodigiosi vennero riferiti all’intervento di Esseri superiori, dotati di una personalità piú o meno precisa e di poteri specifici. Sorsero i Santuari dell’antichità classica: di Asclepio a Epidauro e sull’Isola Tiberina a Roma e di Apollo a Delfi e a Delo, solo per citarne alcuni.

 

Tali consuetudini trapassarono nella religione cristiana e le facoltà di guarigione di divinità dell’epoca classica vennero attribuite al popolato campionario dei santi, pure alcuni creati dall’immaginario collettivo e privi di fondamento storico, tant’è che il “Martyrologium Romanum”, ovvero l’elenco o catalogo dei Santi, ha subíto nel tempo costanti aggiornamenti e verifiche.

 

Il tipo di uomo d’oggi si allontana sempre piú da questo credo e da questi canoni comportamentali: positivismo, materialismo, la nuova fede cieca nella tecnologia, l’allontanamento dal sacro fanno sí che solo la voce di autentici Maestri ed Iniziati possa indicare la via da intraprendere, per un rinnovato rapporto tra l’umano e il divino. Oggi è data nelle mani del singolo la scelta e la responsabilità, e lo sarà ancor piú in avvenire, noi tutti si è vissuto vite ed esperienze in secoli, millenni di incarnazioni il cui unico obiettivo è stato, è e sarà quello di crescere e progredire, per noi stessi e per chi abbiamo accanto, verso una meta comune, quindi non si abbia a sorridere con compatimento della fede ingenua del passato: quel passato siamo tutti noi e il futuro è nelle nostre scelte che dovranno esser dettate da una sempre maggiore consapevolezza e responsabilità. Nulla vieterà comunque di rivolgere ognuno una preghiera e una richiesta di grazia al Santo che avremo a cuore.

 

 

Davide Testa