Se, come si è letto, l’uomo dovrà produrre lui stesso della materia, il problema piú essenziale, e che già urge è: «Quale tipo di materia produrrò col mio lavoro creativo? Una materia per alimentare la potenza di Arimane, o quella che, con l’impulso scaturito dal Golgotha, diverrà la “Nuova Gerusalemme?”».
È vero che si tratta di compiti di un domani, ma è sicuramente già un compito da affrontare, almeno conoscitivamente, da uomini di “buona volontà.”
Rileggiamo le parole che devono riempirci di piena responsabilità umana: «Quando gli esseri umani arriveranno a dominare la sostanza dell’etere di fuoco (la sostanza sacrificale di purissimo calore/volontà donataci dai Troni all’inizio dell’antico Saturno), potranno dominare tutta la materia fisica. Quando domineranno la materia fisica umana, potranno dominare anche la rimanente materia fisica. Si indica questa forza come la forza del Padre, come “il Padre”, vale a dire tutto ciò grazie a cui un’entità (anche umana, se giunto alla giusta e libera volontà morale) è in relazione con la nostra Terra e può dominare la materia fisica» (R. Steiner ‒ Conferenza del 5 giugno 1905, O.O. N° 93).
Addendum
1992 anni fa, accadevano fatti di natura addirittura cosmica, oltre che terrestri. Affidiamoci al suo attuale grande testimone, per comprendere l’impulso del Cristo, che vive e opera in noi grazie alla sua passione, morte e resurrezione.

Una visione della “Nuova Gerusalemme”
«Gli uomini parlano di bene e di male, ma non sanno che è necessario nel grande piano che anche il male giunga al suo culmine, affinché coloro che devono superarlo debbano, proprio nel superamento del male, usare la loro forza in modo tale che ne risulti un bene ancora piú grande.
Dopo la grande Guerra di Tutti contro Tutti, la Terra raggiungerà l’obiettivo della sua evoluzione fisica. La forma dell’uomo e le forme di tutti gli altri esseri saranno un’espressione del bene o del male. Tutta la materia porterà l’impronta dello Spirito.
Nella settima epoca sarà del tutto impossibile con la parola nascondere ciò che è nell’anima. Il pensiero non rimarrà piú muto cosí da poter essere nascosto, perché quando l’anima penserà, il suo pensiero risuonerà esteriormente.
La Terra, insieme a tutti i suoi esseri, si trasformerà in un corpo celeste astrale. La sostanza fisica in quanto tale scomparirà.
Tutti gli esseri della Terra che fino a quel momento saranno stati in grado di esprimere ciò che è buono, nobile e bello nella loro forma materiale esterna; che porteranno un’espressione di Cristo Gesú nei loro volti, le cui parole manifesteranno il Cristo Gesú, perché risuoneranno come pensieri risonanti: tutti questi avranno il potere di dissolvere ciò che hanno dentro di sé come materia fisica.
Sarà la forza dell’amore acquisita attraverso il principio del Cristo a dissolvere la materia. Quanto piú l’anima si scalderà grazie all’amore, tanto piú potrà agire sulla materia. L’amore dissolverà la materia, come l’acqua tiepida il sale» (R. Steiner – Conferenza del 25 giugno 1908, L’Apocalisse di Giovanni, O.O. N° 104).
È la Via del Pensiero Vivente, del pensiero svincolato dai sensi. Il Pensiero Vivente, autentico ricostitutore del rapporto dell’uomo con il reale: «o è un’esperienza o è un nulla» scrive Scaligero nella sua autobiografia, Dallo Yoga alla Rosacroce.
Né rappresentazione, dunque, né contenuto dialettico.
SCHEMA DEI RITMI EVOLUTIVI DELLA TERRA E DELL’UMANITÀ

Come scritto nella conferenza del 27 giugno 1908 del ciclo L’Apocalisse, O.O. N° 104, Ed. Antroposofica, Rudolf Steiner riassume qui l’evoluzione planetaria distinguendo sette stati di coscienza (Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere, Vulcano), suddivisi ognuno in sette stati di vita o ronde (1°, 2°, 3° regno elementare, 4° regno minerale, 5° regno vegetale, 6° regno animale, 7° regno umano), a loro volta suddivisi in sette stati di forma o globi (quello attuale, il minerale, suddiviso in devachan superiore, devachan inferiore, astrale, fisico, astrale piú perfetto, devachan inferiore, devachan superiore; poi ognuno in 7 epoche che, a loro volta si suddividono in 7 periodi di civiltà, che durano ognuno 2.160 anni, cioè quanto sosta il Sole in ogni costellazione zodiacale).
Mario Iannarelli (2. Fine)
