Liriche e arti figurative

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liriche e arti figurative

Carmelo Nino Trovato «Mondi astrali N° 7»

Carmelo Nino Trovato «Mondi astrali N° 7»

 




 

Mia terra

 

Sotto il cedro

 

Mia terra,

prima di diventare

la cosa piccola che sono

abitavo, da bambino,

la promessa delle stelle cadenti

e il volo misterioso delle lucciole.

Ora è il divenire delle lacrime

che diventano luce,

come stelle cadenti, come lucciole,

come i pesci abissali

che rischiarano l’oscurità.

Mia terra,

ogni cuore tornerà a te

ma le radici degli olivi straziati

troveranno i nostri cuori

e tornerà anche il cedro a fiorire,

per la grazia della linfa.

E per cent’anni ancora

i nostri figli

giocheranno, ridendo,

alla sua ombra.

 

Nicola Gelo

 




 

A chi crede di essere potente

 

Stella in cielo

 

Che importa

ch’io muoia?

Il mio corpo mortale

è destinato a disfarsi.

Credi tu

poter legare

il mio Spirito?

È notte,

esci a guardare

su in alto,

vedi quella stella

brillare?

La mia anima

è come quella stella,

non ti appartiene.

Al tuo potere

non è dato

salire cosí in alto.

 

Giordana Canti

 




 

Scultore

 

Savelli La barca del Sole copia2

 

Audaci perle

di immagini pongo

nel fermo della pietra

nel suo pesante cielo,

che galoppi di nuovo

il destriero luminoso

bloccato nel massiccio

del sepolcro.

Raccolgo primizie nel punto

dove giungono a noi

le voci delle stelle reclinate.

Alzare lo sguardo fin lassú

alle sorgenti dorate

dei confini celati in noi

e forse un po’ morire

per meritare il lampo

impetuoso

che ricreare vuole il mondo.

Bagno la dura scorza,

tolgo l’oscuro velo

dal suo viso

che ritorni fluido vento

l’impasto del suo pane

e lieviti nuovo nello spazio.

Di tempesta in tempesta

veleggio in uragani

di maree e polvere,

scavo cercandoti

nella grotta nativa

e lí ti incontro

dove la luce è seme

che germoglia

una pianta di pietra

viva senza tempo.

Lo so, non è perfetto

il mio fare, ma libertà

mi chiede agire,

fino al cuore

degli uomini

il passo è breve,

se qualcuno vorrà

tornare bambino.

In palmo di mano, ora,

ti porterò conclusa

per le strade strette,

su viottoli in salita,

perché sono fioriti

nel grano del marmo

petali rosa

e il volto del Sole

è scolpito per sempre

sopra la Sacra Coppa

sulla candida barca

del mattino.

Io cosí canto la mia vita

in un dono che traspare.

 

Lirica e scultura «La barca del Sole» di Enrico Savelli

 




 

Sganga Angelo

 

Fulgido impulso

che dall’altezza celeste

parli all’anima

e desti meraviglia,

illumina il mio cuore,

danza nella mia mente,

invitami alla mensa

dell’Iside Sofia,

che brama conoscenza

dall’ego germinato

da cui tutto ebbe inizio.

Guidami, purificami,

nella polarità mancante,

nella fluida stabilità

di quell’abito leggero.

Forgiami, modellami,

come il ferro con il fuoco,

come l’angelo col respiro.

Benedicimi, riempimi,

donami la forza

per ridurre ogni distanza,

abolire ogni confine,

attraversare ogni varco

e raggiunto

il grande cerchio,

dove sorge l’infinito,

scioglimi superno

nel vortice leggero.

 

Lirica e dipinto di Raffaele Ercole Sganga