La festa che non c'è

Scienza dello Spirito

La festa che non c'è

Arcangelo

 

In una conferenza berlinese del 23 maggio 1923 (In: San Michele. La Festa dell’autocoscienza, ed. Antroposofica, O.O. N° 224) Rudolf Steiner, nel ricordarci che dagli anni ’70 del XIX secolo è «La potenza di Michele la forza reggente del mondo», ci descrive l’attuale significato della devozione all’Arcangelo: «Servire Michele significa …essere coscienti che Michele, il quale per sua missione deve vincere le potenze arimaniche in­feriori, deve diventare per cosí dire il genio della nostra civiltà».

 

E subito si chiede come l’uomo potrà assolvere il proprio ruo­lo decisivo nei confronti del successo della missione arcangelica: «come potrà farlo? Lo potrà fare se ricorderemo in che modo possiamo di nuovo collegarci spiritualmente al corso dell’anno».

 

Segue una profonda considerazione in merito al dipanarsi spirituale del Tempo, esperienza che, ove sinceramente impegna­ti nel percorso interiore, si può meritare di vivere: «Solo qui sulla Terra abbiamo l’idea pedestre che il tempo scorra in un flusso continuo, che un’ora sia sempre uguale all’altra. Determiniamo il Tempo con i nostri strumenti terreni, con la matematica. Invece per il mondo spirituale reale l’ora cosmica è vivente. Non vi è un ora cosmica uguale all’altra».

 

Davvero decisiva per le nostre esistenze la scansione temporale relativa ai cicli stagionali: «Se nel periodo primaverile, pasquale, sentiamo la morte e la resurrezione di Dio, in autunno possiamo sentire la resurrezione e la morte dell’anima umana, l’esperienza della resurrezione durante la vita terrena, per passare nel modo giusto attraverso la morte».

 

San Michele Belgrado

 

Un’inversione decisiva: in autunno l’essere umano è chiamato a cogliere la necessità di risorgere spiritualmente mentre è ancora ben vivo sulla Terra, onde attraversare in Grazia di Dio la soglia della morte.

 

E nello svolgersi del ciclo stagionale decisivo si presenta il soccorso autunnale micaelita: «Chi è in grado di cogliere i segreti di questo ciclo della Terra nel corso del­l’anno (l’autunno n.d.r.), sa che ora la forza di Michele discende nuovamente attraverso le forze della natura …possiamo cosí andare incontro al declino autunnale, scor­gendovi la forza di Michele che dalle nubi discende sulla Terra».

 

E da un conferenza a Stoccarda del 15 ottobre 1923, in­clusa nel testo citato, emerge la potente immagine del com­battente celeste che neutralizza l’impeto di un drago im­pegnatissimo a diffondere una malefica sostanza sulfurea che: «pervade l’organismo umano, ne risveglia la natura di desiderio». La spada micaelita, rivolta verso l’alto, allude al metallo che in forma siderea scende salvifico nei frammenti meteoritici per attivare un’azione corrispondente nel sangue umano: «L’uomo potrà accendere la forza spirituale animica che lo renda capace di combattere il sulphur utilizzando la volontà del ferro che scorre nel suo sangue, del ferro meteorico interno».

 

Il ferro meteorico micaelita delle Perseidi

Il ferro meteorico micaelita delle Perseidi

 

E ci viene chiesto uno specifico processo di consapevolezza: «Dobbiamo imparare a non lasciare che questo processo si svolga sempli­cemente nel subconscio …dobbiamo imparare a portare il processo del ferro nel sangue al servizio dell’anima e dello Spirito. È quel che Michele vuole in noi. …Lo si deve portare a coscienza». Realizzazione oggi pienamente possibile grazie alle Rivelazione steineriana.

 

Appare dunque non trascurabile la consapevolezza che ci è richiesta affinché si possa legitti­mamente istituire una autentica celebrazione annuale micaelita: «Dobbiamo imparare a riconoscere questo processo (tra zolfo e ferro, n.d.r.) come espressione della lotta interna di Michele con il drago. …A questo processo collegheremo la Festa di Michele, ma prima di tutto deve essere pienamente compreso. …Allora si potrà celebrare la Festa di Michele, come festa onorata dagli uomini e derivata dal cosmo». Derivazione garanzia di reale sacralità.

 

E ancora dalla conferenza del 23 maggio apprendiamo che non solo l’essere umano ma l’intero pianeta partecipa da protagonista. Dopo la resurrezione in primavera e l’esplosione di vita in estate, l’autunno si collega all’Arcangelo unitamente al ritorno degli elementi animici terrestri dalle lonta­nanze cosmiche «Nella natura morente vedremo allora come l’anima della Terra si congiunga alla Terra, portando con sé Michele dalle nubi».

 

Profonde anche le conseguenze sul piano della vita collettiva: «Piú di qualunque riflessione sociale …sarebbe importante che un certo numero di uomini consapevoli si incontrassero per istituire qualcosa che giunga sulla Terra dal cosmo, per creare una festa di Michele». Quindi non una mera rievocazione annuale della ricorrenza già presente nel calendario come giorno feriale, ma una Festività quale so­lenne sintesi di Azione cosmica e Devo­zione umana consapevole.

 

Festa in onore di San Michele a Monte Sant’Angelo

Festa in onore di San Michele a Monte Sant’Angelo

 

Da tempo immemorabile la festività è solennemente celebrata nei tradizionali cen­tri di culto lungo la catena delle sette loca­lità sacre a Michele, dall’irlandese Skelling ad Haifa. Semplice quanto sincera la devo­zione all’Arcangelo nei numerosi piccoli centri di antica origine contadina quale pro­tettore della comunità.

 

Manifestazioni di indubbia devozione cui deve aggiungersi la consapevolezza che Michele richiede ad ogni vero antro­posofo.

 

 

Francesco Leonetti