Moltissime persone che conosco, in questi anni, ci sono passate, alcune me ne hanno parlato di loro spontanea volontà, per altre l’ho saputo da terzi.
Tutte persone con cui si era creato un rapporto di rispetto, di conoscenza approfondita. Quindi non ho nessuna intenzione di ferire od offendere qualcuno; però devo dirlo come lo disse Madre Teresa di Calcutta: «Dietro l’aborto vedo solo violenza, almeno io la vedo cosí». Aggiungendo che nessuno riuscirà mai a convincermi che non far nascere una persona possa essere un diritto di qualcun altro.

Questa esperienza di conoscenza di una serie di persone che, a vario titolo, mi si sono avvicinate negli anni e con cui si è creato un rapporto di stima ed amicizia, e poi, in vario modo, mi hanno raccontato la loro esperienza riguardo all’aborto, a mio avviso non è stato un caso. Credo sia avvenuto proprio per farmi guardare nell’essenza all’interruzione volontaria della gravidanza, senza alzare l’indice contro nessuno. Essendo per ciascuno aperta la Via, anche facendo i conti con l’errore: essendo importante pure inciampare nel male per crescere.
Addirittura, per quanto possa sembrare assurdo – ma come vedremo tanto assurdo non è – anche qualcuno all’interno dei gruppi di seguaci di Steiner e di Scaligero ha interrotto o ha indotto qualcuno a rinunciare volontariamente alla gravidanza.
Parlare “contro” l’aborto è abbastanza semplice e – cercate di capirne l’essenza e non fraintendetemi – inutile. Perché fiumi di parole sono state spese sull’argomento da persone ben qualificate e apprezzate; e se fosse stato sufficiente, oggi sarebbe solo un orrendo incubo del passato.
Invece ad oggi, in Italia, in Europa e nel mondo, i dati lo configurano come un evento di massa: ogni anno, 100.000 circa in Italia, 1,5 milioni in Europa e 73 milioni nel mondo (l’equivalente delle popolazioni di Spagna, Portogallo e Belgio assieme; cioè nel mondo l’equivalente degli abitanti della somma di queste tre nazioni non viene fatta nascere).
È un “fenomeno” di cui sarebbe fondamentale trovare la strada per contenerlo; ma evidentemente non può essere razionale, anzi.
Stavo guardando con un amico – preciso che è una persona molto devota alla Scienza dello Spirito – un documentario sull’attentato alle torri gemelle. C’era la testimonianza di un sopravvissuto che disperato raccontava di non aver avuto la forza ed il coraggio di inoltrarsi, in quei terribili minuti, lungo un corridoio per vedere se negli uffici ci fosse stato qualcuno che avesse avuto bisogno d’aiuto. Il rimorso gli mordeva le carni per quella mancanza di coraggio e quindi per l’idea d’aver abbandonato qualcuno alla morte.
Improvvisamente questo amico scoppiò in un pianto a dirotto, confessandomi tra le lacrime di capire il rimorso di quella persona. Lo provava anche lui ogni giorno, per non aver avuto la prontezza di riuscire ad impedire che una coppia di suoi amici interrompesse una gravidanza. Mi raccontava che mentre gli comunicavano la decisione, lui non era riuscito a ribattere nulla, e non aveva avuto la forza quella sera di partire per raggiungerli in ospedale e fare un ultimo tentativo di dissuaderli.
Come può una persona, che da anni segue la Scienza dello Spirito, che ha seguito Massimo Scaligero, e ha come fonte di lettura quella di Rudolf Steiner, cadere in una situazione del genere?
Ciò è stato possibile, a mio avviso, perché queste grandi verità non erano scese sufficientemente in profondità; la vecchia natura, un modo di vedere la vita, ma anche un modo di vivere la sessualità, erano entrate in gioco, ottundendo il pensiero e la volontà nel momento critico.
Che si abbiano valori spirituali, religiosi o meno, la cultura comune, il comune modo di pensare, attribuisce un valore di casualità al concepimento. In effetti, culturalmente siamo abituati a pensare che l’atto sessuale sia la vera causa della gravidanza. Quando invece è la conseguenza, come ci spiega Rudolf Steiner, di un’azione centenaria di anime umane e Gerarchie spirituali: che si adoperano a creare le condizioni e il desiderio per l’atto. Massimo Scaligero ci diceva come il nascituro approfitti di ogni minimo errore, ogni distrazione, per inserirsi e nascere.
Come sempre accade, gli uomini accettano un modo di spiegare la realtà per non pensare piú sull’argomento. Questo accade, purtroppo un po’ a tutti, anche a chi segue la Via. Per cui, se le grandi verità della Scienza dello Spirito non sono entrate abbastanza in profondità nell’anima, quella che decide è la natura, che in quel momento “vede come verità” la comune mentalità condivisa istintivamente dagli uomini.
Qualunque argomentazione razionale non può nulla.
L’unica azione possibile è quella interiore, ascetica.
Come lo stesso Steiner ci indica, il percorso dell’anima tra morte e nuova nascita deve diventare un pilastro vivente per costruire la nuova spiritualità. Piú di ogni altra verità, deve penetrare nella profondità dell’essere, diventando luce che illumina il pensiero ed il volere.
Per quanto possa sembrare poco per fermare un fenomeno del genere, dobbiamo pensare che la logica razionalista può ancora meno.

Questo argomento ha 10.000 + 1 considerazioni da affrontare. Non c’è una sola argomentazione femminista che riesca a reggere anche alle piú elementari considerazioni razionali. Ma sono inutili e dannose, perché in questi anni ogni argomento contro l’aborto è diventato l’assist ad una maggiore violenza istintiva di chi vuole imporre l’aborto come “diritto” delle donne.
Bisogna coltivare le verità sul percorso tra morte nuova nascita, farlo diventare una fiamma interiore viva, in modo che si riesca ad avere un ponte con le anime che risiedono nei mondi spirituali e creare un rapporto vivo con chi si sta preparando a nascere.
Le debolezze, che prendono il comando inconsapevolmente nella conduzione della vita, nel modo di pensare e nelle decisioni da prendere, devono essere trasformate.
Per combattere bisogna essere forti, altrimenti si soccombe.
Massimo Danza