Suggestione

Poesia

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Suggestione

Questa luce maieutica di ottobre

ogni leggenda anima, ricolma

della sua linfa vuote forme, e appare

freddo sui Rostri il corpo di Virginia

candido piú del marmo che l’accoglie,

salvo una rosa, un grumo di corolle

fiorito dove il sangue si è rappreso,

nel punto in cui la spada si nutrí

della sua carne, e il grido infranse l’aria

fiottando nell’iperbole vermiglia.

Intorno il pianto, di cui l’onda vibra

sovrastando la morta adolescente,

come il gladio e la mano che lo impugna

del padre che, negandola al decemviro

Appio Claudio, l’uccise pronunciando

al cospetto di popolo e Senato

l’invettiva tremenda, lei già spenta,

riversa alla pietà delle sue braccia:

«Libera e casta, o figlia, ti rimando

agli antenati sottoterra, meglio

la morte che l’oltraggio del tiranno!».

Il Foro è un mareggiare di plebei,

la grande folla pronta alla giustizia

sommaria, la vendetta è sulle bocche,

agita i cuori, suscita il tumulto.

Ma è troppo tardi, la fanciulla giace,

la sua anima ombra tra le ombre.

Porta con sé l’incanto del pudore

difeso con la vita. Ci rivela

questo, la luce eterica di ottobre:

un sorriso di donna appena in boccio

e il rimpianto dei giorni non vissuti.

 

 

Fulvio Di Lieto