L’evoluzione di ogni singolo uomo si svolge un po’ come il respiro dei polmoni: alterna, cioè, fase di espansione e di contrazione della propria coscienza; essendo, ad ogni nuova espansione, piú evoluto, cosciente, incarnato nell’Io sono.
Sono argomenti che il nostro Maestro Rudolf Steiner, ci spiega in modo molto accurato e dettagliato.

Il momento della massima contrazione della coscienza coincide con la singola cellula fecondata quando inizia la sua esperienza fisica.
Di contro, la massima espansione della coscienza corrisponde con il mondo stellato, quando essa coincide con tutto l’universo e la singola individualità comincia ad organizzare la prossima incarnazione.
Questo percorso di dilatazione e concentrazione della coscienza richiede, normalmente, parecchie centinaia d’anni; anche se Massimo Scaligero, nei nostri incontri, ci spiegava che non aveva senso parlare di “tempi” tra un incarnazione ed un’altra: perché molto dipende dal percorso evolutivo di ognuno, per ogni singola esperienza. «Qualcuno può decidere – ci diceva – di reincarnarsi dopo pochi mesi, per aiutare gli altri; oppure risiedere nei mondi spirituali per migliaia d’anni».
Incarnarsi, quindi, non è facile né frequente, ma fondamentale: senza incarnazione fisica non ci si evolve.
Dire, cosa verissima tra l’altro, che ci si incarna per “sperimentare la libertà” non basta, occorre pensare che in questa esperienza c’è l’evoluzione umana di ogni singolo verso il Divino, per diventare esso stesso essere divino, creante secondo atto libero.

In ogni singola entità umana, l’essenzialità verso la quale sono concentrati tutti gli “sforzi” e tutte le energie è proprio quella di nascere fisicamente ed affrontare un periodo di tempo di percezione attraverso gli organi di senso e di comprensione razionale della realtà attraverso il cervello.
Come si lascia l’esperienza fisica, in realtà, già dal Kamaloka sotto certi aspetti, si comincia a preparare la futura incarnazione; quando, attraversando le varie sfere dei mondi spirituali, si è fecondati dalle Gerarchie con le future forze necessarie alla prossima incarnazione.
Rudolf Steiner ci spiega come e quando si comincia ad organizzare, praticamente, la prossima incarnazione terrestre.
È il momento della massima espansione della coscienza: quando coincide con il cielo stellato oltre le sfere dei pianeti.
Il lavoro, da questo momento in poi, per ogni singolo individuo, è talmente complesso, da essere affidato agli Archetipi gestiti dalle grandi Gerarchie spirituali, che presentano all’uomo per la prima volta come si sta formando il suo corpo fisico.
Il Dottore ci dice che quando si vede per la prima volta il formarsi del futuro proprio corpo, si ha un piccolo shock, con una connotazione di fervore, di prospettiva dell’avvenire, di gioia, l’opposto di ciò che si prova sul piano terreno con la morte.
Da quel momento, la coscienza individuale torna a contrarsi all’esclusivo scopo di arrivare a coincidere con la singola cellula fecondata.

Parecchie generazioni prima, vengono scelti i genitori, non ancora nati.
Le Gerarchie, per ogni singolo essere umano, cominciano a far incontrare ed incrociare le coppie che formeranno il ceppo familiare degli avi; istillando in loro le caratteristiche con cui il loro discendente dovrà confrontarsi per la propria evoluzione. Orientano il destino degli avi affinché, in un determinato momento, secondo determinate modalità, in un determinato luogo, un’anima possa iniziare la propria esperienza terrestre; la quale sarà orientata allo stesso modo per i propri discendenti.
Si tratta di un’opera molto complessa, per la quale dobbiamo essere grati al mondo spirituale.
Il mistero della nascita che ci ha donato la Scienza dello Spirito va ancora oltre il principio, verissimo tra l’altro, dei figli quali “dono di Dio”, mentre spesso l’attuale interpretazione è di casualità sulla nascita degli esseri umani.
Chiunque s’incontri, anche il piú reietto nella scala sociale, è il risultato di un miracolo cosmico operato dalle Gerarchie, per permettere il percorso di un’entità umana verso la Divinità.
Queste grandi verità sono conoscenze largamente condivise in molte scuole esoteriche. Ma se rimangono “conoscenza intellettuale” non hanno alcun senso, perché nulla sono in grado di cambiare, rispetto ad una visione materialistica.
Sia Rudolf Steiner che Massimo Scaligero, infatti, insistono molto per indicare come debbano diventare pilastri per il futuro della Scienza dello Spirito.
Occorre meditarli, tali pilastri, per farli penetrare nella profondità dell’anima, affinché operino come veri archetipi, ad orientare l’anima ed il destino di chi li coltiva, e di tutti gli esseri che li circondano.
Queste, ed altre verità, sono state donate, non per un sapere intellettuale, ma per diventare parte integrante della vita, base di una “mentalità” da vivere con piú vigore del materialismo che coinvolge un po’ tutti.
Massimo Danza