Patria e stirpe

Fritz Beckhardt
Sostenere il predominio di una razza sopra l’altra, o contro l’altra, è anacronistico, evolutivamente inaccettabile e non a caso porta conseguenze catastrofiche ai popoli che ancora credono, oggi nel 2025, alla purezza e alla trasmissione della razza. Dopo la fine del Kali Yuga (1899) chi è rimasto razzista è rimasto indietro nell’evoluzione, mentre chi è un patriota è in linea con l’evoluzione umana nell’epoca di Michele.
Fritz Beckhardt fu un asso dell’aviazione tedesca durante la Prima guerra mondiale, nato nel 1889 a Wiesbaden da una famiglia ebraica. Pilota di straordinario talento, ottenne diciassette vittorie confermate. Era un ebreo, un patriota perfettamente assimilato con la Germania guglielmina, amico di Hermann Göring. Negli anni Trenta il popolo tedesco fu ubriacato da una narrazione tardiva di tipo razzistico e pagò duramente questo errore.

Edith Stein
Altro caso emblematico fu Santa Teresa della Croce, al secolo Edith Stein, un’ebrea che si fece Monaca e fu testimone del dialogo fra ebraismo e cristianesimo. Morí ad Auschwitz con la colpa di essere nata nella stirpe di Giuda. I suoi carnefici credevano nell’idea della preminenza della stirpe ariana. Eppure Edith Stein, straordinaria mistica e filosofa, fu molto piú evoluta dei suoi persecutori.
Questi sono due casi emblematici di patrioti tedeschi di origine ebraica nel senso piú alto e spirituale del termine. La Stein rimase in Germania fino al 1933 e continuando a scrivere nella lingua di Goethe e di Novalis, nonostante l’esclusione e le leggi razziali, testimoniò un patriottismo interiore, legato alla verità, alla ragione e alla coscienza tedesca piú profonda. Fritz Beckhardt fu decorato con la Croce di Ferro di I e II classe e con l’Ordine Reale della Casa di Hohenzollern per il suo valore in combattimento. Internato a Buchenwald, riuscí poi a fuggire in Francia e sopravvisse alla guerra. Sono due casi che evidenziano la differenza tra patriottismo e origine etnica. Stein e Beckhardt erano ambedue patrioti tedeschi di origine ebraica ashkenazita, quindi semitica.
L’inaccettabilità del razzismo

Le parole hanno la loro importanza. Il termine “semita” deriva da Sem, uno dei figli di Noè nella Bibbia, ed è usato in linguistica per indicare i popoli che parlano lingue semitiche, come: l’ebraico, l’arabo, l’aramaico, l’amarico. Oltre alla lingua esistono le tradizioni comuni: ad esempio, i semiti tendono a circoncidere i bambini. Per gli ebrei è un comandamento, per i musulmani arabi è una tradizione del Profeta. Non si può essere accusati di antisemitismo nell’evidendenziare che i semiti di origine araba esercitano un’influenza estremamente significativa su oltre due miliardi di musulmani, cioè circa un quarto della popolazione mondiale. Salim Ramji, amministratore delegato di Vanguard (N.B.) è nato da famiglia tanzaniana di origine indiana, non è etnicamente semita ma un indo-islamico capace di dialogare con gli ebrei suoi proprietari. Abdullah Al-Rumayyan, Presidente del Public Investment Fund dell’Arabia Saudita, è proprio un musulmano semita. Nessuno si sognerebbe che far notare l’origine di questi potentissimi manager sia qualcosa di scandaloso o razzistico. È un dato oggettivo che questi semiti di origine araba influenzano il mondo musulmano e che i semiti di origine ebraica hanno la capacità di influenzare la politica statunitense.

Non si può essere tacciati di razzismo nel riconoscere che oggi il controllo della finanza globale è distribuito tra banche, fondi d’investimento, Stati, multinazionali e fondi sovrani, molti dei quali arabi. Tuttavia, sarebbe scorretto negare che diversi tra i principali protagonisti di questo sistema incentrato a Wall Street, come BlackRock o Vanguard, appartengono a gruppi di investimento di origine ebraica, fraternizzanti con la componente sionista. E se non siamo ipocriti dobbiamo ammettere che il secondo conflitto mondiale fu vinto sostanzialmente dalle élite sioniste che si posizionarono in modo preminente nel mondo finanziario, culturale e scientifico dell’Occidente.
In parte queste élite si sono laicizzate, ma il ravvivarsi dell’idea razzistica di essere il popolo eletto, ha condotto Israele alla catastrofe di oggi. Osservando il massacro di palestinesi di Gaza ci rendiamo conto che si tratta di un etnocidio di una tribú semitica contro un’altra tribú semitica. La colpa dell’etnocidio non può ricadere solo su Netanyau e il suo governo, ma ricade su tutte le mamme e i papà ebraici che fin dal mattino instillano nei loro figli l’idea che la tribú di Giuda sia la prediletta da Dio. Ciò comporta che Israele, e soprattutto i suoi discendenti, saranno condannati per continuità di sangue. Poiché, dopo Gaza non si tratterà solo di isolamento internazionale di Israele, ma di una tempesta montante che porterà il resto del mondo a considerare (erratamente) gli ebrei la causa di ogni male. È un errore di pensiero che muove inevitabilmente la legge del pendolo dell’odio collegato all’idea di stirpe.
Il cristianesimo si pone in modo centrale nell’interrompere questa catena di faide e vendette, ed è per questo che il cristianesimo spesso è avversato dalle vecchie religioni del Libro. Se notiamo bene, l’ebraismo è religione del Libro della Legge (Torah), l’islam è religione del Libro (Corano) il cristianesimo, nella sua essenza piú alta, è religione del Cuore, non della lettera. Geremia aveva profetizzato la nuova alleanza scritta nei cuori, ma fu San Paolo a realizzarla storicamente, trasformando il messaggio del Cristo da via riservata a Israele in via universale, svincolata dal sangue, dalla Legge e dal Libro. Cosí, il cristianesimo da religione del Libro diventa religione del Verbo incarnato, e quindi del cuore dell’uomo che accoglie lo Spirito. Quindi il cristianesimo non è una religione semitica.
Aladyn un software potentissimo

Un capolavoro letterario della cultura semitica è la raccolta di racconti Le Mille e una Notte. La storia di Aladino narra di un mago, astuto e spietato, che lo ingannò fingendosi suo zio per farsi consegnare la lampada nascosta in una caverna. Quella lampada evocava un genio capace di realizzare ogni desiderio. Ebbene, la lampada può essere paragonata a un software – non a caso chiamato Aladyn – oggi nelle mani di una cupola che orienta il sistema finanziario basato su automatismi digitali. Come noi utilizziamo Word per scrivere o Photoshop per ritoccare una fotografia, migliaia di broker al servizio di potentati finanziari usano Aladyn per controllare l’economia mondiale. Una lobby ristrettissima gestisce, attraverso questo software – il piú complesso, costoso e potente della storia umana – migliaia di miliardi di investimenti globali.
Formalmente, il programma è concesso in licenza da BlackRock Solutions, ma altri operatori, a prezzi elevatissimi, possono usufruirne. BlackRock, State Street e Vanguard sono fondi d’investimento che, mediante gli operatori di borsa collegati ad Aladyn, decidono dove far confluire o da dove sottrarre il denaro. Non vi è nulla di complottistico nel riconoscere che il controllo di questo immenso potere, capace di influenzare governi e mercati, è concentrato nelle mani di lobby che si tramandano fortune inimmaginabili per via familiare. Ed è questo il nodo centrale della questione: il potere dell’occidente è oggi detenuto da una nuova aristocrazia che, come ogni aristocrazia, soffre della maledizione della trasmissione consanguinea del potere. Ma per comprendere a fondo il funzionamento di Aladyn è necessario prima comprendere la natura arimanica dell’inganno commerciale.
L’abuso di informazioni privilegiate

Prima di procedere, è necessario sapere che cosa si intende per insider trading. Facciamo un esempio: alla Premiata Forneria Delizi stanno per lanciare una nuova focaccia segreta, la piú buona di sempre. È un’informazione riservata, che nessuno dovrebbe conoscere. Ma un lavorante infedele passa la ricetta al concorrente, il Forno di Gaddi Arraffy. Gaddi la utilizza subito: modifica l’impasto, anticipa la mossa e conquista i clienti prima ancora che la Delizi sforni la novità. Questo è insider trading: usare un’informazione segreta, prima che diventi pubblica, per trarne profitto. È vietato non solo dall’onestà del cuore, ma anche dalle leggi economiche internazionali.
Ora, bisogna sapere che BlackRock, Vanguard e State Street costituiscono una triade finanziaria che, insieme, detiene partecipazioni in quasi tutte le grandi aziende del mondo. Attraverso queste quote azionarie, controllano o influenzano fino all’88% dei consigli di amministrazione delle multinazionali globali. Ciò significa che i detentori del potere finanziario possono collocare persone di fiducia nei punti nevralgici dell’economia mondiale. In tal modo ottengono informazioni riservate, come se avessero “lavoranti infedeli” in ogni panificio del pianeta. Il risultato è che prevedono e orientano i mercati prima di chiunque altro. In pratica, l’insider trading viene perseguito solo quando riguarda i piccoli operatori, mentre per i grandi è parte del sistema stesso. La sproporzione è immensa, e la gravità di questo monopolio dell’informazione economica indebolisce non solo chi è escluso dai grandi circuiti finanziari, ma anche ogni Stato del pianeta. Non a caso, chi utilizza Aladyn si definisce globalista e osteggia l’idea che ogni popolo debba avere la propria nazione e il proprio Stato sovrano.
La Neo-aristocrazia globalista
Chi detiene il controllo di Aladyn appartiene a una cupola di persone riservatissime, quasi invisibili: una sorta di fratellanza fondata sul potere e sugli interessi economici, che può essere considerata una neo-aristocrazia globalista, poiché queste famiglie si tramandano il dominio finanziario di generazione in generazione. Noi possiamo vedere solo i numeri due del potere, quelli che sono visibili perché nominati. Fanno comunque parte di questa nuova aristocrazia che rivela la propria natura brutale. L’accademico Andrea Zhok, studioso di etica e filosofia morale, definisce questa élite “L’Alto che opprime il Basso”. Ciò significa che oggi esiste una classe del denaro, una cerchia di famiglie e dinastie che trasmette potere e ricchezza come un titolo nobiliare. I figli non costruiscono: ereditano il controllo economico del mondo per diritto di sangue, non per merito, ma ciò comporta che il diritto di sague è ereditato dagli antenati. Ciò che non viene mai osservato per timore di essere stigmatizzati come antisemiti, è che i sette principali dirigenti dei fondi di investimento mondiali sono controllati da semiti oppure liberal-agnostici: 1) Larry Fink, CEO & Chairman di BlackRock, ebreo americano (ashkenazita) globalista, liberal-democratico; 2) Rob Kapito, Presidente di BlackRock, ebreo americano, liberal; 3) Abdullah Al-Rumayyan, Presidente della (PIF) musulmano; 4) Tim Buckley, CEO di Vanguard, anglo-americano, protestante agnostico; 5) David Solomon, CEO di Goldman Sachs, ebreo americano, globalista, filo-Davos; 6) Jamie Dimon, CEO di JP Morgan Chase, greco-americano, cristiano nominale non praticante globalista, figura chiave a Davos, 7) Stephen Schwarzman, CEO di Blackstone Group, ebreo americano, Neo-Con, filo-repubblicano.
In sintesi prevale nettamente un profilo globalista secolare-liberal di origine semitica seguito, da tracce culturali cristiane di non praticanti. Possiamo quindi asserire, con certezza documentata che il mondo finanziario basato sugli algoritmi speculativi non è patriottico, e non è cristiano.
Una dura lezione

Esaminiamo ora in che modo la neo-aristocrazia globalista riesca a esercitare il proprio controllo su alcuni Stati, ad esempio l’Italia. Abbiamo visto che esiste un software in grado di rendere possibili, su scala globale, tutte le transazioni finanziarie. La pericolosità di questa tecnologia è immensa: ad esempio, da Wall Street si può acquistare e rivendere la proprietà di una nave carica di bauxite addirittura dieci volte prima ancora che essa giunga a destinazione. Questo software finanziario analizza miliardi di dati in tempo reale e anticipa i mercati, una pratica che sta all’economia reale con la forza della bomba atomica contro l’arco e la clava. Di fatto è uno strumento demoniaco, poiché la Triade, attraverso le informazioni provenienti da consiglieri d’amministrazione nominati o infedeli, controlla quasi tutte le multinazionali del pianeta. Come il genio della lampada, Aladyn obbedisce soltanto a chi detiene il controllo della finanza, ossia alle neo-aristocrazie, che, come si è visto, “stranamente” non sono mai cristiane.
Ora ipotizziamo che Giorgia Meloni – che, è chiaramente soggetta all’Impero d’Occidente – decida di allontanarsi dalla linea politica guerrafondaia di Ursula von der Leyen per avvicinarsi a quella ungherese di Orbán e quella slovacca di Fico. Chi detiene il potere finanziario, cioè i globalisti (ormai sconfitti dai patrioti nel resto del mondo, al di fuori dell’Impero d’Occidente), potrebbe decidere di colpire finanziariamente non solo lei, ma l’intera Italia. Non sono fantasie: la manovra è già stata attuata in precedenza quando il governo di Mario Monti ha scalzato Silvio Berlusconi usando l’arma dello spread. Nel 2011 il divario tra i titoli italiani e quelli tedeschi salí alle stelle, segnalando il crollo di fiducia dei mercati. La crisi finanziaria mise Berlusconi sotto pressione, Soros in primis operò speculativamente e il Cavaliere fu costretto a dimettersi. Nacque il governo tecnico di Mario Monti, sostenuto dall’UE e dal Quirinale.
Ci piace immaginare che il Cavaliere sussurri all’orecchio di Meloni di stare attenta agli inganni dei globalisti. Come una nave di bauxite, il debito italiano potrebbe essere venduto e ricomprato al ribasso per dieci volte, portandoci in una situazione di povertà. Ad esempio, tagliati gli scambi commerciali con l’Europa e la BCE non sarebbe possibile pagare le pensioni e gli stipendi agli statali, perché la Banca d’Italia è privata, non appartiene allo Stato italiano. Giorgia Meloni oggi ha le mani legate. Le 500 lire di carta, introdotte nel 1966 da Aldo Moro e note come “biglietti di Stato”, erano invece moneta emessa direttamente dal Tesoro. E Aldo Moro pagò con la vita un simile sgarro alla finanza internazionale. Eppure, non resta che darle fiducia confidando che al momento opportuno, quando negli Stati Uniti il potere trumpiano si sia assestato, le sia dato il via libera ad aprire una svolta conservatrice in Italia. È una magra consolazione, in quanto restiamo colonia dell’Impero d’Occidente. Dobbiamo sempre ricordare che abbiamo perso la sovranità nazionale con la Seconda guerra mondiale. Ma chi sono nel dettaglio i contendenti di questa strana guerra? Ora cerchiamo di analizzare le forze in campo.
La Cabala dei globalisti

Va detto subito: noi non conosciamo l’identità e il peso degli uomini piú ricchi e potenti del mondo. Di certo però sappiamo che la Triade finanziaria, BlackRock, Vanguard e State Street sono l’arto visibile di questo potere sconfinato nelle mani della neo-aristocrazia. Le grandi multinazionali, dall’industria delle armi a quella farmaceutica, sono controllate dalla Triade. Intuiamo dai fatti concreti che la Triade sia condizionata da lobby sioniste, e che a sua volta manovri completamente il Partito Democratico USA e numerosi governi progressisti occidentali, soprattutto quelli europei che applicano regolamenti e leggi favorevoli alla finanza globale e promozione della cultura inclusiva gender fluid e woke. Sappiamo anche che la quasi totalità degli alti gradi della NATO è allineata con questa fazione. Ci sono poi le Lobby sioniste e israeliane comprensive dei temibilissimi servizi segreti del Mossad, il quale ha steso reti di influenza economico-politica radicate tra Stati Uniti ed Europa. Abbiamo quindi l’ambiente della City di Londra, e l’intelligence britannico MI6, storicamente legati a banche come quella dei Rotschild. A seguire vengono le massonerie e reti segrete di potere, circuiti di influenza e fratellanze latomistiche che garantiscono occulte connessioni transnazionali, appoggi politici e soprattutto progressi di carriera.
Per i globalisti il compito svolto dai Media mainstream globali è importantissimo. I media, soprattutto la TV costruiscono consenso proteggendo l’immagine del sistema e censurando le voci dissidenti. Amazon, Instagram, Facebook, YouTube e altre piattaforme sono pesantemente condizionate dalla Triade, ma si trovano in prima linea nell’essere attaccate da Trump ed Elon Musk. A monte operano le Banche centrali e le istituzioni finanziarie internazionali (FMI, BM, BCE, WEF) , braccio istituzionale dei globalisti. Non basta: quasi tutto il mondo accademico occidentale e quello della scienza è allineato ad un’ideologia globalista che negli USA viene chiamata liberal. C’è poi il cosiddetto Deep State con i funzionari pubblici generalmente progressisti in quanto economicamente privilegiati. Si pensi solo alle zone ZTL delle città italiane, qui dove i privilegi sono maggiori, trionfano le sinistre. Abbiamo infine una curia cattolica che rimpiange la chiesa progressista di Papa Francesco. Al seguito di questa compagine c’è un popolo influenzabile di “sinistra” che non si rende conto nel modo piú assoluto del reticolo di potere a cui è assoggettato. Anzi chi è immerso nella narrazione stigmatizza come complottista chi mette in evidenza i legami delle le reti di potere. Potremmo dire che il globalismo governa l’Occidente ma non è piú cosí perché con la vittoria di Trump ed il sorgere dei BRICS, gli scenari sono radicalmente cambiati.
Patrioti multipolari

BRICS e influenza russo-cinese
I patrioti delle varie nazioni sono la società politica estesa, il corpo collettivo formato da cittadini e istituzioni che cercano di esprimere l’identità, la dignità e i sogni delle diverse nazioni del mondo. Il nucleo capace di contrastare i globalisti è costituito dai BRICS e dai loro partner associati: Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, Egitto, Etiopia, Iran, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Bielorussia, Bolivia, Cuba, Kazakistan, Malaysia, Nigeria, Tailandia, Uganda e Uzbekistan.

Sono Stati che tendono a costruire circuiti economici e finanziari alternativi al dollaro e all’influenza dei fondi occidentali della Triade. Due sono le strutture militari preminenti: l’esercito russo e quello cinese. Ambedue rispondono direttamente alla dirigenza politica dei loro paesi e quindi assieme al servizio segreto russo FSB e quello cinese MSS, rappresentano la forza militare piú potente del pianeta. Vi sono inoltre dei governi socialisti. Vietnam, Laos, Corea del Nord. A questi si aggiunge l’enorme influenza russa e quella cinese nel continente africano. Nella cartina si può notare come la Cina, in una ventina d’anni, abbia conquistato economicamente l’Africa e nella successiva si può notare l’influenza politica della Russia nello stesso continente. In pratica tutto il sentimento antioccidentale e anticoloniale viene esaltato dai BRICS. È una vera débacle geopolitica per l’Impero d’Occidente. Non basta ancora: il mondo islamico a causa di Gaza si sta allontanando a grandi passi da Israele e dagli Stati Uniti.

Analizziamo ora i sentimenti popolari nel mondo: tutti i paesi dei BRICS hanno visioni sovraniste diffuse, il popolo russo cristiano ortodosso è compatto e vicino a Putin, quello cinese segue le direttive del Partito e di Xi. Qui si inserisce l’elezione di Trump. Negli Stati Uniti ha vinto trainato dai cristiani avventisti, ma il conflitto è ancora in atto. Sappiamo inoltre che segmenti maggioritari delle forze armate statunitensi hanno simpatie per i conservatori e sono diffidenti verso la finanza globale. Le purghe di Trump stanno estromettendo i militari gender e woke quanto quelli liberal. Turning Point USA è l’associazione del compianto Charlie Kirk e spopola tra i giovani dei campus. Il Deep State viene sostituito lentamente, ormai l’FBI e la CIA hanno nuovi vertici. Il conservatorismo statunitense ha prodotto il nuovo papa. Leone XIV ha cancellato la riforma finanziaria di Bergoglio, che aveva assegnato allo IOR l’esclusività degli investimenti finanziari. Senza troppo clamore e con azioni concrete, Leone XIV sta smontando pezzo dopo pezzo il papato precedente, e lo fa con astuzia, senza mai criticare espressamente papa Francesco. In Europa vincono i partiti della destra sovranista o pseudo-sovranista sostenuti da Elon Musk. L’unica carta che rimane ai globalisti è annullare le elezioni come in Romania o Moldavia, oppure usare la magistratura per allontanare nemici temibili come Marine Le Pen. Le componenti antiglobaliste sempre piú agguerrite in rete conquistano spazi. La gente comune rifiuta i vaccini in misura maggiore di un tempo. La biopolitica non funziona piú, grazie anche alla resistenza degli attivisti “no-vax” nella psico-pandemia. Infine, la nuova scienza quantistica si avvicina a grandi passi alla religione e insidia le certezze materialistiche ottocentesche.
Disorientamento pilotato

Abbiamo cosí delineato le due forze in campo: i globalisti progressisti alla “Soros” e i patrioti multipolari. Aggiungiamo che questo quadro d’insieme è ignorato dalla stragrande maggioranza degli abitanti del mondo. La gente comune che non si informa adeguatamente non ha gli strumenti per capire cosa stia avvenendo. Il disorientamento pilotato, la speranza di una guerra mondiale con la Russia e l’angoscia sono le uniche armi che rimangono ai globalisti occidentali per non essere definitivamente sconfitti. Siamo di fronte a una specie di guerra planetaria invisibile, combattuta con gli strumenti del ricatto individuale e collettivo, dell’economia, dell’informazione, della narrazione culturale e scientifica, della politica e della biopolitica (vaccini, droghe, farmaci). Solo di rado questo scontro assume forma militare, come in Ucraina o in Medio Oriente. Per una piccola minoranza piú consapevole, lo scenario oggi appare nitido, come se la nebbia si stesse diradando. Coloro che hanno compreso almeno una parte della verità riescono a scorgere le due forze in campo: da un lato i potenti, una sorta di nuova aristocrazia formata da pochi miliardari che controllano denaro e potere; dall’altro i popoli, ossia la gente comune che difende le proprie tradizioni, la patria e la religione degli antenati. La maggior parte delle persone, invece, vive un profondo disorientamento. Le due fazioni si combattono, i popoli soffrono, ma lo scenario reale dei retroscena non è visibile ai piú.
Non tutto il bene sta da una sola parte

Sarebbe errato credere che tutto il bene stia da una parte e il male dall’altra. Esistono numerose zone grigie. Ad esempio, quando l’imperatore Trump costringe l’Europa a non comperare il petrolio e il gas russo, compie un’azione di terribile impoverimento per il vecchio continente. Anche Trump è soggetto a ricatti, uno dei quali è determinato dalle lobby petrolifere degli Stati Uniti. Inoltre, l’imperatore d’Occidente fa da patriota il bene per il suo popolo a detrimento delle province di confine, e l’Europa è diventata una irrilevante provincia di confine. Come i Romani avevano bisogno del limes del Danubio, cosí l’impero d’Occidente, purtroppo costruirà un nuovo muro con la Russia, e la ragione è piú economica che politica. In tal senso si spiega il motivo per cui Trump non ha scatenato una guerra aperta con la guerrafondaia tedesca Ursula von der Leyen. Si spiega anche il vergognoso teatrino politico inscenato dalla proconsole Meloni nei confronti dell’ucraino Zelensky. Le affettatezze stucchevoli rispetto al presidente ucraino fanno parte del canovaccio in commedia. L’Europa è ormai azzoppata dalla trasformazione green dell’industria. Anche le armi per la difesa del limes con la Russia proverranno in gran parte dalle industrie statunitensi ma saranno pagate dagli europei. Se Trump si sfilerà dalla Nato per non mantenere tutte le basi in Europa, sarà un ulteriore guadagno per gli USA che, assommato ai dazi, renderà meno dura la crisi di quel paese. Esiste però un dato positivo in tutta questa triste faccenda della decadenza che investirà l’Europa: il pendolo della storia risveglierà la rinascita degli spiriti nazionali e il senso di sovranità degli europei.

Siamo nell’epoca di Michele e le nazioni espresse dallo spirito dei popoli hanno mantenuto la loro importanza. Ciò che conta è che il concetto di stirpe o razza ormai ha perso ogni validità: l’evoluzione non passa piú dal sangue ma dalla consapevole ricerca spirituale. Le antiche divisioni appartengono alle potenze che vogliono trattenere l’uomo nella materia, ed ecco ricomparire di nuovo il Vecchio Testamento da una parte (Abramo generò Isacco; Isacco generò Giacobbe… ecc.) e il Nuovo Testamento, con la figura del Logos Solare. Ora contano le epoche di cultura, non le discendenze, inoltre i popoli restano strumenti vivi degli Spiriti arcangelici che ne guidano la missione.
La storia non è piú la guerra delle razze, ma la sinfonia concertante delle diverse anime dei popoli.
Salvino Ruoli
