Lezione esoterica

Antroposofia

Lezione esoterica

Versione A

 

Prima di iniziare la nostra odierna considerazione, vogliamo rivolgere la preghiera allo Spirito del Giovedí. Perché l’esoterista dovrebbe acquisire sempre piú la vera modestia e umiltà superiore, che non rivolge le sue questioni alla divinità suprema, ma considerare che tra Essa – che non possiamo abbracciare con la piú alta comprensione umana – e tutti noi ci sono le grandi Gerarchie:

 

 

Grande Spirito

 

Grande Spirito che tutto abbracci,

nella Tua luce splende la vita della Terra,

la mia vita è nella Tua.

Tu sei.

La mia anima opera nella Tua.

Con la Tua Guida percorro la mia via;

io vivo con Essa.

Il Suo Essere è immagine

del mio stesso essere.

Tu sei.

L’Essere della Guida nella mia anima

Ti trova, Spirito che tutto abbracci.

La beatitudine nasce in me

dal soffio esalato dal Tuo Essere.

Tu sei.

 

 

Oggi vogliamo illuminare nuovamente le nostre meditazioni da una prospettiva diversa. Attraverso le sue meditazioni, l’esoterista vuole avvicinarsi allo Spirito del Christo in modo piú intenso, per cercare di entrare in una connessione piú intima con Lui di quanto possa fare attraverso il cristianesimo exoterico. L’evento dell’ingresso del principio-Christo nel nostro sviluppo terreno è stato cosí incisivo anche per la storia esteriore che noi calcoliamo la nostra divisione del tempo in base ad esso. Nel momento in cui Zoro­astro vide nel Sole la forma dello Spirito solare che si avvicinava, radunò intorno a sé i discepoli per farli di­ventare servitori del grande Ahura Mazdao, e si preparò sempre di piú a ricevere questo Spirito solare in sé.

 

Quando la Terra con tutti i suoi esseri guarda il Sole, deve dire a se stessa che non può fare ciò che il Sole può fare: emettere luce. Sarebbe un corpo scuro e nero se la luce del Sole non la penetrasse e non potesse rifletterla. Dal momento che il Christo è diventato lo Spirito planetario della Terra attraverso l’evento del Golgotha, Egli è nella forza attraverso la quale germoglia il manto verde della Terra. I Maestri della saggezza e dell’armonia dei sentimenti ci trasmettono le grandi verità del mondo attraverso i simboli, ed è soprattutto la Rosacroce che, riflettendosi in noi, può risvegliare e rafforzare la forza dello Spirito cristico in noi.

 

Nell’ultima lezione esoterica abbiamo visto che la rosa rossa nel colore rosso esprime il sentimento della vergogna. Ora sappiamo che tutti i colori generano in noi il loro colore opposto, quindi il colore rosso genera il colore verde (vedi Educazione del bambino). Cosí la vista della croce nera risveglia in noi la luce bianca e radiosa del Sole del Christo, e le rose rosse stimolano la forza che la vita verde può germogliare dalla luce splendente del potere del Christo. Se visualizziamo la Rosacroce con questo sentimento e le permettiamo di vivere in noi, diventiamo partecipi di una parte della nostra forza terrena, del nostro Spirito terreno, dello Spirito del Christo.

 

Come esoteristi, dobbiamo anche sforzarci di portare pensieri positivi alle cose che ci appaiono come maya. Dobbiamo essere imbevuti della sensazione che in ogni cosa giace dormiente una scintilla di questa forza, che un giorno potrà emergere per eclissare ogni male. Dobbiamo anche avere piena fiducia in noi stessi che tutte le cose buone sulla Terra, tutte le cose positive, prevarranno e dovranno prevalere.

 

 

Versione B

 

Non è possibile per l’uomo avvicinarsi direttamente alla Divinità, perciò è meglio cercare di avvi­cinare lo Spirito del Giorno invocandolo con profonda riverenza e con espressioni appropriate (viene invocato lo Spirito di Giove).

 

Rosacroce

 

Il piú elevato di tutti i simboli è la croce. Da essa si può trarre tutta la storia del mondo e persino la scienza naturale. Se consideriamo che i colori hanno i loro colori complementari, di cui si tiene ampiamente conto nelle scienze naturali, allora capiremo anche che i particolari colori utilizzati per la Rosacroce esercitano un certo effetto, che possiamo sperimentare come i colori complementari nell’anima. Nel piccolo libro Educazione del bambino è già stato evidenziato come il colore rosso abbia un effetto calmante interiore. Allo stesso tempo, si può notare che l’anima è immersa nel verde e produce il colore complementare. Guardando la croce nera con le rose rosse, il colore nero, che altrimenti per noi è oscurità, diventa come luce bianca nell’anima.

 

Possiamo quindi capire che, meditando sulla croce nera, nella nostra ani­ma nasce la luce, che può portarci all’illuminazione. Il rosso delle rose crea come riflesso il verde nel­l’anima e ci porta a una sensazione molto elevata quando immaginiamo l’effetto della forza del Christo.

 

Zarathustra o Zoroastro vide come il Christo, che per lui era ancora collegato al Sole, sarebbe sceso sulla Terra. E quando questo avvenne, la Terra fu fecondata, riempita dello Spirito del Cristo, e questo Spirito divenne poi lo Spirito della Terra. La Terra, che fino a quel momento era stata buia, fu riempita interiormente di luce e l’effetto di questa luce si può vedere nel verde che ricopre la Terra. Il verde vivente, che germoglia, che sboccia, è l’effetto dello Spirito del Christo nella Terra. La Terra ne è, per cosí dire, satura, ed è letteralmente vero che noi camminiamo sulla Terra sul corpo del Christo. E il verde è il suo corpo eterico.

 

Attraverso la meditazione della Rosacroce si fa luce anche in noi, e l’effetto del verde risveglierà la forza cristica nella nostra anima, che venne risvegliata anche nella Terra da questa stessa forza. E quando questa forza opererà in noi, allora sentiremo crescere in noi la grande fiducia che l’amore puro deve vincere ogni male e che la verità può essere trovata. Per noi, ciò è racchiuso nelle parole:

 

 

Nei puri raggi della luce

risplende la Divinità del Cosmo.

Nel puro amore per tutti gli esseri

irraggia l’essere divino della mia anima.

Io mi acquieto nella Divinità del Cosmo;

io ritroverò me stesso

nella Divinità del Cosmo.

 

 

Rudolf Steiner

 


 

Conferenza tenuta ad Amburgo il 19 maggio 1910.

O.O. N° 266/b – Traduzione di Marco Allasia.