Liriche e arti figurative

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Liriche e arti figurative

Carmelo Nino Trovato «Mondi Astrali N° 6»

 Carmelo Nino Trovato «Mondi Astrali N° 6»

 




 

A un amore mancato

 

La finestra sul giardino

 

Dalla piccola finestra

guardavamo insieme

il cortile,

l’alto campanile

e i muri in pietra

e, oltre il cortile,

la terrazza e il giardino.

«È come Gerusalemme»

disse,

il fico, la vite e l’ulivo,

gli stessi colori

di giardini lontani,

una forma

della sua memoria

apparsa alla finestra.

La sua nostalgia

trasfigurava

il piccolo giardino,

e il mio desiderio

trasfigurava

il suo volto estraneo

in un’immagine cara.

Sovrapposti

per un istante,

Gerusalemme

e il giardino,

l’estraneo e l’amato,

un accidentale ricordo

impresso per sempre

nei tralci della vite,

nel miracolo del fico

cresciuto tra le pietre.

 

Sandra Proietti

 




 

L’orchidea e l’Infinito

 

Orchidea blu

 

Magnificenze

scrivono con i colori

i petali,

forti foglie

dalle infinite radici

purificano

attraverso la mente

di Dio

il corpo delle emozioni

da accordare,

creano musica

colorata,

invisibile

alle nostre orecchie

ma visibile

al nostro cuore.

 

 

Hanaki Gyalimi

 




 

ROMA

 

Pantheon Roma

Pantheon – Roma

 

Quanti nani

ebbri di un vino

mediocre

formicolano

sulla tua pelle!

 

Ma la vita

non nasce sulle dita.

 

Da sconosciute

profondità

da abissi

sento le voci giungere

di forze plasmanti

le radici delle forme

dell’umane vicende

le visioni.

 

Su questi colli

ieri e oggi

sacrati nella lotta

le ondate di eternità

contendenti

formano la storia.

Piccole paure

attorcigliano

serpi nelle mani

illusi da momentanee

conquiste,

da sprazzi di verità

rattrappiti.

 

La verità piú grande

è come il fuoco

in un punto divampa

e l’universo invade

senza scemare mai

nella sorgente.

 

Sacerdote

a guardia del braciere

resta sempre qualcuno

di tua gente.

È il destino inesausto

che ti guida.

 

 

Giordana Canti

 




 

Senza orme

 

Ti ho visto sotto l'albero del fico

 

Anche la pietra

se ascoltata

parla,

che pullula

d’Altissimo.

 

È una sosta

momentanea

il suo stare

immobile

ceduta

nel suo peso,

raccolta in sé,

come se fosse

in trono,

comunque

sospesa

sul respiro

delle stelle.

Effonde

il profumo

inaudito

di piantagioni

di pensieri

non ancora

giunti,

non ancora

pensati

sulla terra.

 

Si rivela

nel suo canto

e leggera

s’invola

luce

verso un altro

cielo,

senza orme.

 

 

Enrico Savelli, lirica e scultura in marmo «Ti ho visto sotto l’albero del fico» (Gv. 1,48)