Non è piú possibile ormai pensare a un ritmo della Natura senza riferirlo al Christo: tutto deve essere purificato, perché non rechi guasto. E il Christo è il riferimento assoluto. Nella Natura si riconosce il Christo: nel suo impeto di vita, nella luce, nei colori, nei profumi, nelle forme si ravvisa il potere operante del Christo, l’intento del Divino nel terrestre, mediatore l’uomo.
Ma occorre intensa, sempre piú intensa disciplina interiore, sino a giungere al miracolo. Il miracolo è necessario, come il segno della realtà di tutto quanto è stato anelato e sofferto. Il miracolo della rinascita, della reintegrazione delle forze, della guarigione, è urgente, perché tutte le forze del cuore lo esigono, per continuare. È l’avvento del Divino nell’umano, la diretta azione del Christo attraverso l’Io. In realtà l’Io in sé è il Christo: quanto piú l’Io è l’ “Io sono”, tanto piú il Christo entra in lui. Il Christo abita il cuore e ne è il vero Signore, la Luce, la Vita. Nel cuore può essere incontrato, adorato, accolto e voluto, perché il miracolo si realizzi. Ma il miracolo occorre meritarlo, pagarlo, cosí che divenga poi umanamente un evento fatale, naturale, inarrestabile. Occorre prepararlo, momento per momento, attraverso ogni prova, ogni vittoria dello Spirito sull’anima, del pensiero sull’istinto. Questa vittoria è necessaria ogni minuto, è urgente, per la calma rigeneratrice delle forze, per l’abbandono alla calma giustificata, necessaria alle opere fraterne. Volere sempre piú impetuosamente grazie al diritto acquisito con tale calma, volere per amore altrui, per Amore universo. Volere con irrompente coraggio, infinitamente.
Malgrado le possenti tensioni, una certezza di libertà superiore dona continuamente le energie della reintegrazione. È un continuo risorgere da momenti di morte, un continuo fluire della virtus salvatrice del Christo, portatore della Resurrezione.
La vita della natura pulsa nel cuore, perché è il segno del ritmo di cui vive nel centro dell’anima e del mondo. La natura è un miracolo continuo. Il Paradiso è veramente sulla Terra, quando si illumina l’anima della sua originaria Luce, nell’aurora del mondo, perché l’anima sbocci, il cuore respiri e si espanda infinito, sia liberato il prigioniero che soffre, gli sia dato ampio respiro.
Ma perché questo si dia, occorre che sia destituito tutto l’umano, ogni evento, ogni interesse, ogni importanza. L’umano è il contingente, l’assoluta parvenza. Assoluto distacco, assoluta azione interiore: niente altro che la nuda azione interiore, in cui è tutto: è la reale connessione con l’umano. Perciò solo il Divino nell’umano, e l’umano solo in quanto veste del Divino. Consacrazione assoluta al Sovrasensibile, senza interrompere un minuto la connessione. Occorre che dinanzi al fuoco della consacrazione totale sparisca ogni potere inferiore dell’Ostacolo, ogni tensione egoistica: dinanzi all’accensione del donarsi sparisca ogni piccineria umana.
Tutta la vita deve essere trasfigurata: cosí che sia un inno continuo al Logos, un canto che dà vita a tutta la vicenda umana. Deve essere poíesis, poesia, continua creazione di gioia, con gioia. Di questa gioia debbono alimentarsi tutti gli esseri chiamati alla comune opera. Canto, poesia, musica devono sanare ogni sofferenza umana, sollevare le anime, accendere il fuoco segreto del cuore, aiutare i bisognosi di forza.

Ferve la liberazione, per gli esseri che onninamente amo, ferve la riparazione dei mali umani, attraverso il fronteggiamento del male quotidiano. Ferve perché un fuoco di purificazione vi arde dentro: è la volontà di Amore, che è piú che l’Amore cosmico, perché nasce dall’essere libero dell’uomo.
È il Sacro Amore che realizza il segreto del Graal: perciò sorge come liberazione.
Massimo Scaligero
Da una lettera del febbraio 1977 a un discepolo.
