Liriche e arti figurative

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Liriche e arti figurative

Carmelo Nino Trovato «Piccolo notturno»

Carmelo Nino Trovato «Piccolo notturno»

 




 

Luce sul sentiero

 

Ho vegliato ogni notte

aspettando il nascituro,

ho attraversato

ogni sentiero

in cerca del risveglio,

ho pregato nel mio tempio

per conoscere me stesso,

ho vissuto nel silenzio

per conoscere

il mio tempo,

ho rinnegato

questo mondo

per conoscere gli archetipi,

le orme degli invisibili,

lo splendore della luce.

 

 

Raffaele Ercole Sganga

 




 

Gnomi

 

Nell’aria

un’atmosfera di sonno

investe

la natura e le cose.

Nella terra

invisibili dormono

bulbi di bucaneve

e di narcisi,

tesoro segreto di gnomi

che a primavera

si riveleranno

nel bianco abbagliante,

nell’oro splendente

di corolle delicate

e carnose.

 

 

Alda Gallerano

 




 

alba

 

Immagini e Realtà

sovrasensibili,

son piccole Dèe

che fuoriescono dal

grembo imperituro

cosmico del

meraviglioso creato

come omaggio del

Amore Immortale di

Massimo Scaligero.

Del desiderio

di rinascita

albeggia

l’uomo nel Sole.

 

 

Marco Argenti

 




 

Scrivo per te

 

Artista

 

I miei versi

sono scritti

per te

che non conosco,

per te

che mi leggi

e nell’eco

delle mie parole

percepisci

i miei segreti ritmi

all’unisono

con i tuoi.

È un dialogo

svolto tra noi,

anche se lontani,

intenti ad ascoltarci,

trovarci,

conoscerci,

incontrarci

in libertà:

fiammelle vaganti

nell’etere

immenso

dei cieli.

Camminiamo

sconosciuti,

armonici,

librati

nei nostri sogni,

in mezzo

a immagini

di luci

e di ombre,

brevi attimi

di incanto

che rendono

piú leggero

il monotono

andare

del giorno.

 

 

Lirica e dipinto

di Liliana Macera

 




 

Notte

 

Cielo

 

Se fossi notte

vestirei gli umani

di stelle, e la vastità

del cosmo

risplenderebbe

come eco nei

loro corpi stanchi

ammutoliti

dal freddo

delle armi

di devastanti

conflitti.

 

Se fossi buio

cullerei i cuori

affranti di

madri perdute

e figli scomparsi

e nell’intricato

destino

del mondo

canterei una

sommessa nenia

di candide

parole.

 

Se fossi nero cielo

avanzerei tra macerie

e membra straziate

come balsamo

le abiterei d’ombra

e quiete azzurrina

in merito al lungo

viaggio che

aspetta fecondo.

 

Se il celeste cupo

di un cosmo

franato

diventasse

mio pensiero

la polvere d’oro

del sacro Sole

avrebbe corso per

altrui millenni

in nome di

transustanziante

umanità, e il seme

del vento bianco

elargirebbe ancora

vita.

 

 

Marina Coli