
L’umano-vegetale
Con una conferenza a Basilea del 22 Novembre 1907 (in: Evoluzione dell’umanità e conoscenza del Cristo, Edizione Antroposofica, O.O. N°100) Rudolf Steiner ci guida verso future metamorfosi, tanto grandiose quanto occulte, attinenti alla fisiologia umana.
«In origine anche l’uomo era un essere eterico costituito di sostanza vegetale. Allora la natura dell’uomo era costituita della stessa sostanza che è ancor oggi propria dei vegetali».
Un’immagine che trasmette una tersità meravigliosa, tanto da indurre un sottile rammarico per non essere rimasti creature irrorate dalla clorofilla anziché dal sangue; sentimento che la frase successiva pienamente legittima.
«Se l’essere umano non avesse trasformato la natura vegetale in sostanza carnosa, sarebbe rimasto casto e puro come la pianta. Non avrebbe conosciuto né le brame né le passioni».
A questo punto, in presenza della situazione odierna, sconvolta da brame di potenza e ricchezza, passioni umilianti per autori e vittime, il nostro rimpianto per la perduta purezza diventa cocente, e inevitabile un sofferto quesito sulle cause. Quanto segue prontamente risponde.
«Quella condizione, però, non poteva essere mantenuta, perché l’uomo non si sarebbe destato all’autocoscienza, perché sarebbe sempre rimasto nella vita onirica in cui la pianta si trova ancor oggi. Era necessario che l’uomo venisse compenetrato da brame e passioni, che fosse condotto all’esistenza carnea».
Il lungo viaggio dell’essere umano verso l’alta meta che lo attende quale creatura destinata a diventare la Decima Gerarchia, entità cosmica del tutto nuova in grado di progettare, decidere, creare, in assoluta autonomia, ha richiesto dunque, e continua ad esigere, questa tormentata esperienza della “carne”.
Metamorfosi svoltasi gradualmente, trasformando le parti coinvolte in tempi diversi: «Gli ultimi ad essere inseriti nell’evoluzione carnea furono gli organi che esprimono gli istinti piú bassi. E questi organi sono già in decadenza».
Indubbiamente ci stupisce apprendere che gli apparati in questione hanno tenacemente resistito alla trasformazione descritta: «Gli organi riproduttivi conservarono il carattere vegetale piú a lungo degli altri».
E addirittura ci sciocca scoprire che la raffigurazione tradizionale della coppia primordiale nel Paradiso terreste possiede una ratio del tutto diversa: «Alcuni credono che la foglia di fico che i primi uomini avevano in Paradiso, esprima la vergogna». Infatti è quello che ci hanno insegnato.

Adamo ed Eva nell’Eden
«Ma non è cosí. In questa narrazione è serbata memoria della natura vegetale, e non carnea, degli organi riproduttivi umani». Un fiero colpo a secoli di interpretazioni pittoriche evidentemente improprie.
Sorprendente si rivela anche la previsione del destino profetizzato per i “tardivi”: «Quelli che nel corpo umano sono anche oggi organi inferiori, quelli che sono stati inseriti nel- la carnalità piú tardi degli altri, saranno i primi a decadere, scomparire, inaridire».
E fortemente diversificato il futuro assetto complessivo: «Alcuni organi del corpo umano sono in decadenza, altri si trovano al massimo livello della loro capacità evolutiva, altri ancora sono solo all’inizio del loro sviluppo».
Una dinamica determinata dunque dalla specifica destinazione funzionale: «Tra i primi (quelli in decadenza n.d.r.) rientrano gli organi riproduttivi, tra i secondi, il cervello, e tra quelli che si trovano solo allo stato embrionale, il cuore e la laringe, unitamente a tutto quanto è connesso alla fonazione».
Addirittura in fase prenatale il nostro organo cardiaco, che un giorno saremo noi medesimi ad impulsare: «In futuro, quando l’uomo avrà attinto un grado evolutivo superiore, anche il cuore sarà soggetto alla sua volontà cosciente. La predisposizione a tale sviluppo c’è già: il cuore presenta la striatura trasversale di tutti i muscoli volontari».
E penetriamo poi totalmente nell’occulto: «Quando l’uomo genererà forme nell’aria con la parola, e in futuro la parola agirà creativamente, allora sarà tornato a quella castità che la pianta ha conservato, ma sarà una castità cosciente (c.d.r.)».
Il respiro rallenta di fronte alla rivelazione di una “parola”, oggi tanto vilipesa, in grado non solo di creare suoni, ma reali forme viventi. E si blocca incredulo di fronte al successivo grandioso sviluppo: «Allora mediante la parola, l’uomo creerà coscientemente il suo simile (c.d.r)».
Da quanto precede appare evidente come il delineato futuro rappresenti una metamorfosi a 360 gradi dell’intera esistenza umana; per quanto attiene agli istinti in questione, davvero mai abbastanza precoce. Drammatico l’attuale moltiplicarsi non solo di tristi espressioni degradanti; un dato su tutti: la violenza di genere, reato tra i piú esecrabili, nutrito di torbide passioni, in nazioni “civili” come Francia e Italia, registra un omicidio mediamente ogni tre giorni, quasi sempre tra le mura domestiche.
Ma verrà il giorno in cui: «la sostanza umana sarà casta e purificata» gloriosa metamorfosi di un’umanità che «avrà raggiunto un superiore grado evolutivo».
Francesco Leonetti
