Questo scritto, forse per alcuni piú adatto per la rubrica di Botanima, compare in Siti e Miti poiché i Siti saranno i luoghi sulle Alpi ed Appennini dove si è svolto negli anni il nostro lavoro di ricerca e raccolta, e i Miti gli Esseri che sempre ci hanno ispirato.

Un Essere elementare degli Alberi
Prima di entrare nel merito di quello che sarà il tema di questo articolo, voglio raccontare di Esseri che dal Mondo Elementare vengono destinati a scendere sul piano umano terreno per farne esperienza e per far sí che questi possano poi, una volta presenti, compiere la missione a cui sono stati destinati. Alcuni di questi sono ispirati da Gerarchie che operano per il Bene, altri meno, altri infine sono completamente al servizio dell’Ostacolo. Hanno poca esperienza di vite terrene precedenti, appaiono fuori posto, inadeguati, a volte persino ingenui davanti ad un mondo che, tutto sommato, poco conoscono. Non si legano mai particolarmente a nessuno, anche con quelli che hanno piú cari, conducono la loro strada in definitiva da soli.
Questi Esseri molto però conoscono dei Regni della Natura in cui si muovono a loro agio, hanno dimestichezza e familiarità col minerale, vegetale e animale, pure qui con specie e ordini diversi, caso per caso. Godono spesso di ottima salute e hanno vita lunga, sono di bell’aspetto, finezza dei tratti, non amano chi è rozzo, prediligono l’ordine e si dedicano a ideali di bene. Sono Esseri dalla volontà potente, realizzano ciò che si prefiggono. Esseri a volte impulsivi ma determinati, sono instancabili, sensibili ma a volte duri con se stessi e con gli altri, capaci di forti antipatie ma pure di amore incondizionato. A volte soccombono, ma sono pur sempre vincenti, una vittoria che non è personale, non vissuta come qualcosa che sia solo una personale conquista ma per un fine piú alto. Sono generosi e liberali fino all’estremo, nulla o poco per sé, tanto per gli altri, questi sono i piú evoluti. Ve ne sono poi di chiusi in sé, avari e poco inclini a donarsi e donare, ma sono di altra specie. Legati spesso al passato, che ben conoscono, poco inclini a progetti a lungo termine, che dopo tutto non saprebbero che farsene.
Il loro motto è: «C’è chi la strada se la fa indicare da altri e chi invece se la costruisce da sé», quindi poco amano chi è autoritario senza che dimostri merito, riconoscono però i veri Maestri, che seguono per un dato tempo per poi continuare la propria strada. Sanno infatti che vero Maestro è colui che ad un dato momento lascia che i suoi discepoli facciano da soli il proprio percorso.
Capaci di amore sensuale che sanno pur sublimare verso le piú alte vette dell’Amor Cortese, pronti alla fatica e al sacrificio di se stessi, capaci pure di recitare ma non per fingere, bensí perché in grado di calarsi in ogni ambito della vita, ché questa è pur sempre una recita, ognuno ha la sua parte nel dramma. Poco o nulla tengono per sé, sanno donare e hanno una dote particolare, capire l’altro, entrare nell’altro con tatto e delicatezza. Non temono né si fanno temere, amano perché per questo sono scesi sul piano terreno, ma sono inflessibili e duri con i malvagi. Sono una categoria a sé, con loro Karma e Destino passato e futuro, pure se nel presente vivono in parallelo al piano prettamente umano e a volte lo intersecano. Molto comunicativi ma, dopotutto, rimangono spesso in disparte, poiché per loro a volte è difficile condividere gioie e dolori dell’uomo, specialmente le gioie, che spesso non sanno che farsene; le gioie degli uomini son quasi sempre cose futili per loro, raggiungono gli obiettivi che si prefiggono e dove si applicano ottengono risultati. Non li troverete tra i grandi della Storia, della Cultura o della Religione, forse qualcuno nelle Arti; loro osservano, valutano, giudicano, la loro azione è delicata e cruciale, si svolge su piani diversi; dotati di senso critico, implacabili con ciò che non è regolare.
Qui ho voluto descrivere gli Elementari al servizio del Bene, se si vuole una descrizione di quelli al servizio dell’Ostacolo, si badi non al servizio del male ma dell’Ostacolo, basta capovolgere quello che finora è stato detto. Sono Esseri che si formano un Io potente al servizio del Bene, Esseri che saranno sempre piú presenti e importanti nel cammino dell’uomo, conoscono nascita, crescita, il calo e la morte, ma non ne sono specialmente presi, e dopotutto sanno bene che la morte è solo trasformazione, un risveglio dal sonno terreno alla vera Luce dello Spirito. Cosa importante, saranno fondamentali nel contrastare l’azione degli Esseri senza Io, che già ora sono onnipresenti e pervasivi, loro sí spesso nei posti di comando della politica, economia, cultura, scienza e religione.

Rudolf Steiner ha molto parlato e descritto questi Esseri Elementari, anche Massimo Scaligero ne parla, e cosí Paracelso, Linneo ed altri li conoscevano e ne traevano ispirazione. Va pure detto che la definizione “Elementari” è abbastanza generica e riduttiva, poiché molti ed infiniti sono i piani di azione e le differenze che li caratterizzano.
Infine la presenza degli Elementari era nota all’umanità delle culture passate, ne avevano rapporto ed esperienza, in ogni latitudine del mondo e in tante di queste culture, ad Est, Ovest, Nord e Sud molte delle Divinità adorate provenivano dagli Elementari. Possano gli uomini di oggi nuovamente udirli!
Ed entriamo ora nel tema di questo articolo, tema che confà allo spirito di ciò che finora è stato detto, sarà un compendio delle specie officinali piú importanti che abbiamo sperimentato, raccolto e preparato personalmente in decenni di attività sia sul Monte Subasio, nell’Appennino e sulle Alpi, io e la mia compagna Anna Rita. Ciò che seguirà non vuole essere un arido elenco di specie botaniche e il loro uso, vi sono testi e manuali che ne trattano diffusamente, se pur bisogna imparare a sceglierli, vogliamo qui solo dare indicazioni su quello che in anni e anni abbiamo sperimentato e sperimentiamo tuttora come conoscitori della “Farmacia del Signore”, come la chiamava la famosa scrittrice erborista Maria Treben.
Tutto questo vuol essere dono e indicazioni, suggerimenti per chi vuole approcciarsi a questo mondo delle Erbe che tanto ha a che vedere con gli Elementari. La pratica con i semplici officinali la si fa in anni e anni di studi, ricerche sul campo, consultazione di testi seri e affidabili e sperimentazione; da sempre ne abbiamo fatto uso personale o dono a chi ne fosse interessato, doniamo perché a nostra volta abbiamo ricevuto in dono ispirazioni, incontri e conoscenze di come meglio agire con il mondo delle piante. Non si è qui voluti entrare nel dettaglio della descrizione botanica delle specie elencate, né della raccolta e il loro periodo balsamico, nemmeno nello specifico delle preparazioni fitoterapiche, tutto ciò va fatto sotto la guida diretta di esperti, pure le indicazioni terapeutiche che vengono date sono il risultato di ricerche e studi fatti a nostra volta con persone competenti, medici, da cui abbiamo tratto e sperimentato molte delle indicazioni che qui vengono date.
Questo lavoro è rivolto a chi ha curiosità di sapere di una branca della Medicina, la Fitoterapia e l’Erboristica, che si va riscoprendo ma è pur sempre stata presente nella storia dell’uomo, una Medicina che ha giovato e giova in un ritrovato rapporto dell’Uomo con la Natura. Le Tinture Madri di quasi tutte le specie indicate si trovano del resto presso farmacie ed erboristerie. A tutt’oggi molte le specie che ancora usiamo essiccate, per lo piú però usiamo il metodo di preparazione della Tintura Madre (TM), che estrae maggior quantità delle sostanze utili della pianta e ne conserva i princípi attivi per molto piú tempo rispetto la pianta essiccata, e ne è poi piú facile l’assunzione, diluendo le gocce in acqua; va tenuto presente che la TM può entrare a far parte, diluendo le gocce in una crema base, di preparati per uso topico; per altre specie si estrae con la preparazione dell’oleolito, olio di oliva extra vergine, olio di girasole o di mandorle, a volte pure una miscela di questi, sempre biologico, in cui viene messa a macerare la sostanza, e queste sono per lo piú le piante di cui si fa un uso esterno.
Per coloro che non volessero utilizzare le Tinture Madri su base alcolica, esistono preparazioni con metodi alternativi come i macerati glicerici, che usano glicerina come solvente, o altre preparazioni a base di acqua o miele. Ciò che però abbiamo constatato è che erboristi o fitoterapeuti spesso non hanno esperienza del riconoscimento e raccolta sul campo delle specie officinali, e spesso nemmeno della preparazione di queste, cosa che noi riteniamo invece fondamentale; tengo a ribadire che tutte le specie elencate sono state da noi raccolte, preparate e usate nel corso degli anni e in parte lo sono tuttora. Va detto che molte di queste specie descritte hanno poi anche un uso come oli essenziali, questa è una materia però piú complessa che qui non trattiamo, va comunque tenuto presente che gli oli essenziali non sono previsti per uso interno, salvo rari casi e sotto controllo medico. La raccolta, trasformazione e uso medicinale delle piante non la si improvvisa, tutto ciò che la riguarda va sempre fatto sotto la guida di persone esperte e, come si suole dire, decliniamo qualsiasi responsabilità dall’uso improprio di ciò che verrà qui indicato, ma disponibili a qualsiasi chiarimento.
Abbiamo tralasciato nell’elenco che seguirà le specie potenzialmente tossiche o velenose, preme però dire che queste hanno proprietà potenti, se sapute usare, basti vedere quante di queste sono presenti in preparati omeopatici o nella stessa medicina antroposofica. La consultazione dell’elenco richiede poi un minimo di conoscenza dei termini medico scientifici riguardo alle patologie indicate.

Finocchio selvatico (Foeniculum vulgare)
Il finocchio è noto soprattutto per la sua valida azione carminativa, stimola la motilità gastrointestinale e a dosi piú elevate è un buon spasmolitico. Si usa nelle coliche gassose, nell’aerofagia e flatulenza, ha un’azione antisettica intestinale e antispastica gastrointestinale, è un ottimo digestivo. La TM si assume in 30-40 gocce tre volte al giorno.

Genziana (Gentiana lutea)
La TM di genziana lutea ha un’azione tonico digestiva, eccita l’appetito e allo stesso tempo favorisce la digestione, calma il vomito, utile nella dispepsia atonica, nell’atonia gastrointestinale, nel meteorismo e flatulenza, ha un’azione di pulizia sul fegato ed è impiegata anche negli stati di esaurimento a seguito di malattie debilitanti. Se ne assume 20-30 gocce per tre volte al giorno, meglio se diluite in poca acqua.

Liquirizia (Glycyrrhiza glabra)
Ha un’azione antinfiammatoria e antiallergica, antiulcera, tonica, espettorante, emolliente, leggermente lassativa. Tradizionalmente impiegata nel trattamento della tosse e affezioni delle vie respiratorie, nelle bronchiti, viene prescritta anche contro l’irritazione delle mucose urinarie e gastriche. Efficace nelle ulcere peptiche e come topico nelle stomatiti, nell’herpes labiale e nell’eczema. Studi recenti hanno trovato che la glicirizzina, contenuta nella liquirizia, previene gli effetti collaterali da chemioterapia ed ha efficacia nell’epatite virale di tipo B. È comunque sconsigliata nei casi di ipertensione. In TM 35 gocce tre volte al giorno.

Bardana (Arctium lappa)
Della bardana, come per la genziana, il tarassaco e la liquirizia, per la preparazione della TM se ne usa la radice fresca. Un tempo la bardana era considerata un rimedio specifico per la sifilide, altre indicazioni erano i morsi d’animali velenosi e le punture d’ insetti. Attualmente l’uso della bardana è rivolto soprattutto alla cura delle affezioni cutanee, si impiega anche come sudorifero, digestivo, purgante, diuretico e nei calcoli renali, antiemorroidario, depurativo generico del sangue e del fegato. Ha un azione sulle dermatiti, ragadi, sulla forfora e la caduta dei capelli. Studi scientifici hanno confermato la validità terapeutica della pianta, sono stati messi in evidenza gli effetti epatoprotettivi, antinfiammatori, antiossidanti e possibili effetti antitumorali. Nella radice fresca sono state scoperte sostanze antibiotiche molto simili alla penicillina e attive contro alcuni batteri patogeni. La dose per la TM è di 30 gocce, diluite in acqua, per tre volte al giorno.

Tarassaco (Taraxacum officinalis)
Il tarassaco, di cui nella TM si usa la radice fresca, ha un’azione depurativa del fegato e del sangue, proprietà digestive, toniche e diuretiche. È indicato in caso di malattie del fegato e della colecisti, nelle difficoltà digestive, nell’inappetenza, nelle malattie della pelle per le sue proprietà depurative, nelle ritenzioni idriche, calcoli renali e renella, nella gotta e nei disturbi reumatici. È un attivatore metabolico e trova impiego nelle cure contro il sovrappeso e la cellulite. Recenti studi farmacologici hanno evidenziato che il tarassaco possiede un’azione analgesica e antinfiammatoria. La TM va assunta nella dose di un cucchiaino diluito in acqua tre volte al giorno.

Achillea millefolium (Achillea millefolium, Achillea moscata, Achillea uniflora)
Queste tre varietà di achillea hanno proprietà simili, ma mentre la millefolium cresce per lo piú sul piano o nella fascia pedemontana, la moscata e la uniflora prediligono terreni sassosi di calcare e dolomia in quota. Per uso interno questa TM è diaforetica, antipiretica, antinfiammatoria, spasmolitica, colagoga e digestiva, ipotensiva, la si usa poi ancora negli stati febbrili, raffreddore, disturbi digestivi e spasmi del tratto gastroenterico, eruttazioni, meteorismo, inappetenza e nell’ipertensione. Per uso esterno ha un’azione emostatica sulle ferite. Assumere la TM in 20-30 gocce diluite in acqua per tre volte al giorno, prima dei pasti per stimolare l’appetito, dopo i pasti per favorire la digestione. Per gli altri usi la stessa dose a digiuno. Per uso esterno la TM può esser miscelata in una crema base per lenire ferite a lenta guarigione, ragadi, infiammazioni della pelle, ulcere ed emorroidi.

Melissa (Melissa officinalis)
L’azione principale della melissa è quella calmante. Ha una buona azione sedativa nelle gastralgie dovute a stati nervosi, nelle coliche e negli spasmi cardiaci, abbassa la pressione arteriosa. Ha un’azione delicata ma efficace; ricerche hanno dimostrato come questa pianta influisca sul sistema limbico e protegga il cervello dagli stimoli stressogeni. La TM va presa nella dose di 30-40 gocce tre volte al giorno.

Menta selvatica (Menta silvestris)
Come altre varietà di menta, la piperita, la pulegium, la longifolia, la crispa, la citrata, solo per citarne alcune, ha un’azione spasmolitica gastrointestinale, digestiva, carminativa, antalgica, antiemetica, colecistocinetica. La menta piperita è un ibrido trovato nel 1696 in Inghilterra e formato da menta acquatica e menta spicata. A livello dello stomaco stimola la secrezione gastrica e a livello intestinale la peristalsi. La menta possiede poi proprietà colagoghe e coleretiche marcate e la quantità della bile aumenta progressivamente, può quindi essere prescritta nelle calcolosi biliari e nelle colecistopatie. In TM va assunta in 20-30 gocce diluite in acqua, per 3-4 volte al giorno. L’olio essenziale di menta in una o due gocce su un batuffolino di ovatta posto su un dente che duole ne allevia i sintomi dolorosi, va fatta attenzione però a non ingerire oli essenziali e di far uso con cautela di questi.

Santoreggia (Santureja hortensis)
Ha proprietà aromatizzanti, digestive, antispasmodiche, stimolanti e depurative, è antibatterica. Le vengono pure attribuite proprietà vermifughe, antidiarroiche, espettoranti e stimolanti. Utile nei raffreddori e infiammazioni della bocca, della gola e nel mal di denti in sciacqui e gargarismi. La TM va assunta in 20-30 gocce tre volte al giorno in poca acqua.

Aglio orsino (Allium ursinum)
Va detto che le virtú curative dell’aglio orsino sono superiori a quelle del congenere coltivato. Possiede forti proprietà depurative, soprattutto a livello intestinale: qui esercita un’azione antiputrida e di regolazione delle funzioni. Si presta ottimamente per cure primaverili, come semplice depurativo e antifermentativo intestinale o nel caso di patologie della pelle quali eczemi, foruncoli o ascessi. Indicato nella prevenzione dell’arteriosclerosi, dell’ipertensione e nella cura dei catarri delle vie respiratorie. Importante la sua funzione antimicrobica contro virus, batteri, protozoi e funghi, è un tonico generale, previene i tumori abbassa il colesterolo e fluidifica il sangue. La TM in 20 gocce nell’acqua dopo i pasti principali; si presta per cure prolungate nel caso di ipertensione e di arteriosclerosi.

Corniolo (Cornus mas)
Ha proprietà astringenti, antidiarroiche, febbrifughe, ricco di vitamina C e polifenoli. Rafforza il sistema immunitario, ha un’azione antiossidante e contrasta i radicali liberi inoltre migliora i parametri del metabolismo del glucosio e dei lipidi, come glicemia e colesterolo, ha un’azione antidiabetica.In TM tre volte al giorno 20-30 gocce diluite in acqua.

Prugnolo (Prunus spinosa)
Del prugnolo, come del resto di tante piante presenti in questo elenco, si fa un uso delle diverse parti. Prenderemo in esame l’uso del frutto e le sue proprietà in TM. Il frutto ha proprietà generalmente toniche, è un ricostituente, specialmente durante i mesi invernali, quando le difese immunitarie hanno piú bisogno di essere rinforzate. Utile pure come antidiarroico, favorisce l’eliminazione delle tossine. La TM si può usare nella dose di un cucchiaino diluito in acqua tre volte al giorno.

Biancospino (Crataegus oxyacantha e Crataegus monogyna)
Si tratta di un rimedio che agisce nel tempo, dopo una regolare assunzione. La TM, nella dose di 20-40 gocce tre volte al giorno è antiaritmica, sedativa, cardiotonica, ipotensiva e favorisce il sonno. Indicato nel cuore senile, nelle leggere insufficienze cardiache, nelle palpitazioni e extrasistoli, angina pectoris, ansia e nervosismo, ipereccitabilità ed insonnia. Ha quindi un’azione protettiva sul sistema cardiaco e proprietà antiossidanti.

Ginepro (Juniperus communis)
Del ginepro, o ginepro nero come anche viene chiamato, vengono impiegate le bacche. Hanno un’azione nelle infezioni delle vie urinarie, nei catarri delle vie respiratorie, stimolano la digestione e l’appetito, efficace nelle forme reumatiche soprattutto muscolari. È un buon antisettico e balsamico ed abbassa la presenza degli zuccheri nel sangue. La TM va assunta in 20-30 gocce in acqua per tre volte al giorno. Per uso esterno può esser usata pura per frizionare le parti colpite da dolori reumatici.

Pino mugo e Pino cembro (Pinus mugus e Pinus cembra)
Il pino mugo, come altre varietà di pino, ad es. il pino cembro, è per lo piú indicato per le affezioni delle vie respiratorie, se ne fanno sciroppi o comunque preparati ad azione balsamica ed espettorante, nella tosse e nelle malattie da raffreddamento. È nota la sua azione antisettica, antinfiammatoria e antireumatica, efficace pure nelle affezioni dell’apparato urinario. Le gocce di TM vanno assunte, meglio se diluite in poca acqua appena tiepida, con l’aggiunta di poco miele o zucchero di canna che va diluito. La TM può poi essere la base della preparazione di uno sciroppo, ma la preparazione di questo richiede conoscenza ed esperienza.

Iperico (Hypericum perforatum)
Ha un’azione antidepressiva, specialmente se usato nei mesi invernali, sedativa, digestiva, antiacido gastrico, antimicrobica, vulneraria, antinfiammatoria, balsamica e antinevralgica. Per uso interno, in infuso delle sommità fiorite o TM, agisce nei disturbi dell’umore a carattere ansioso depressivo, nelle affezioni delle vie respiratorie (bronchiti e asma), digestione difficile, infiammazioni gastrointestinali, nevralgie. La TM va assunta in 20-30 gocce per tre volte al giorno. Per uso esterno se ne fa un oleolito per ustioni, piaghe, ulcere varicose, ferite a lenta guarigione e reumatismi muscolari.

Arnica (Arnica montana)
Se ne usa perlopiú l’oleolito, utile l’aggiunta di alcune gocce di oli essenziali quali lavanda, menta, limonene che ne potenziano l’efficacia. Ha un’azione analgesica, antisettica, vulneraria, antireumatica e antinevralgica. Con massaggi di quest’olio si risolvono ematomi, distorsioni, contusioni ed ecchimosi, borsiti, edemi da frattura, reumatismi muscolari e articolari, stiramenti muscolari, infiammazioni dei vasi linfatici, flebiti, emorroidi, punture d’insetti, foruncolosi, scottature da sole e ustioni superficiali. La TM, in poche gocce diluita in acqua per le infezioni del cavo orale, faringite e laringite usata come collutorio da non ingerire; va precisato che questa pianta non è adatta per uso interno, per cui l’uso va sotto il controllo medico.

Calendula (Calendula officinalis)
La si usa per lo piú come oleolito, grazie al suo spiccato potere antinfiammatorio e cicatrizzante, negli eczemi, acne e disordini cutanei, la calendula è un componente frequente nei presidi terapeutici di uso topico (creme, unguenti, impacchi ecc.). Per via interna è stata impiegata tradizionalmente per promuovere il drenaggio delle ghiandole linfatiche congestionate ed infiammate (es. tonsille), l’infuso e la tintura aiutano nei problemi infiammatori di tutto il tratto gastrointestinale. La calendula è da sempre considerata una pianta disintossicante e depurativa del fegato, si utilizza pure sotto forma di collutorio nelle infiammazioni della bocca e della gola. La TM in 40 gocce tre volte al giorno, soprattutto nei problemi epatici e digestivi.

Fumaria (Fumaria officinalis)
Ha un’azione di regolazione sul flusso della bile, leggermente antispasmodica della muscolatura liscia, diuretica, lassativa, diaforetica, antistaminica (importante la sua azione nelle allergie, specialmente da polline), ipotensiva, antiarteriosclerotica, nelle discinesie biliari, calcoli biliari, cefalee di origine epatica, spasmi gastrointestinali, eruzioni cutanee, ipertensione, arteriosclerosi. Assumere la TM nella dose di 30 gocce dopo i pasti principali, per circa 15 giorni al mese. Per uso esterno la TM, diluita in crema base, per eczemi, dermatosi, esantemi, ha un’azione antinfiammatoria e antiallergica.

Elicriso (Helichrysum italicum)
La tradizione attribuisce all’infuso di questa pianta proprietà pettorali e diaforetiche, l’elicriso ha dimostrato ottimi effetti curativi nelle bronchiti subacute, con o senza tendenza all’asma e nella pertosse, esercita un’azione mucolitica, antispastica, antitussigena, antibatterica e antimicotica. Ha un’importante azione simil-cortisonica che oltre all’asma, ha permesso di curare molte altre forme patologiche su base allergica: riniti, orticarie, dermatiti e intolleranze alimentari. L’elicriso si è dimostrato efficace anche nelle cefalee, nelle emicranie, malattie reumatiche di varia origine, nelle intossicazioni del fegato e nell’ipercolesterolemia. Di questa pianta abbiamo preparato e sperimentato anche l’oleolito, i capolini fioriti in olio extra vergine di oliva e di mandorle, molto efficace per uso esterno negli arrossamenti della pelle, eczemi, psoriasi e dermatiti, anche di natura allergica. La sua azione antinfiammatoria giova nella couperose, nella varicosità dei capillari e delle vene, nei gonfiori ed ematomi dovuti a contusioni e traumatismi.

Erisimo (Erysimum officinale)
L’erisimo è una pianta medicinale minore, ma con un utilizzo mirato alle problematiche laringee. Infatti, è un rimedio specifico per la raucedine e l’afonia, che seguono o si accompagnano alle affezioni delle alte e basse vie respiratorie (faringiti, laringiti, tracheobronchiti), o come conseguenza di colpi di freddo o di sforzi vocali. Uno dei nomi volgari di questa pianta è infatti “erba dei cantori”. Ha un’azione antinfiammatoria, mucolitica ed espettorante, dotato di un’azione batteriostatica. La TM da assumere in 25 gocce per tre volte al giorno.

Primula (Primula officinalis o Primula veris)
Prenderemo in considerazione solo questa varietà di primula poiché la piú usata in ambito fitoterapico, ed è poi quella con cui abbiamo sperimentato i nostri preparati. Della primula due sono le parti usate in fitoterapia: i fiori e le radici. Le radici hanno un’azione espettorante, mucolitica nelle affezioni catarrali delle vie respiratorie, bronchiti, catarri, tosse, pertosse e raffreddori; i fiori, privati del calice, hanno invece un’azione sedativa e spasmolitica, utili nell’ansia con agitazione e nell’insonnia nervosa. Della TM si fa un uso di 30 gocce tre volte al giorno.
Terminiamo questa lunga carrellata delle piante da noi trattate con l’aggiunta di due Tinture Madri che pur non raccolte direttamente usiamo e ne riteniamo utile la conoscenza.

Echinacea (Echinacea angustifolia)
È una pianta originaria dal Nord America e da lí viene la maggior parte degli studi su di essa. La TM di echinacea ha un’azione antivirale negli herpes, nell’influenza, e nelle malattie da raffreddamento, è un buon antibiotico e rinforza le difese immunitarie, ha un’azione protettiva sul fegato e contrasta i radicali liberi con le sue proprietà antiossidanti. Nei casi acuti va assunta il prima possibile nella dose di un cucchiaino piú volte al giorno, anche ad intervalli ravvicinati. La TM può essere usata come spray spruzzata nel cavo orale per creare una barriera contro virus e batteri quando si è a rischio di contagio; funziona anche come disinfettante e antidolorifico per denti e gengive.

Zenzero (Zingiber officinale)
Dello zenzero si usa il rizoma: chi sopporta il suo sapore pungente e quasi piccante ne può far uso masticandone rondelle di radice cruda. Qui va assolutamente raccomandato di fare uso solo di zenzero che sia certificato da coltivazione biologica. È stato da sempre una panacea per tutti i mali, e studi clinico-farmaceutici ormai numerosi e consolidati ne hanno confermato le proprietà. Ha una azione antiemetica, febbrifuga, diaforetica, carminativa, antielmintica, digestiva, mucolitica e spasmolitica; è un antinfiammatorio, stimola la circolazione periferica, buon vasodilatatore combatte la nausea e il vomito. Ha una potente azione nel rafforzare le difese immunitarie e studi clinici hanno confermato che la droga contiene oltre dodici diversi tipi di antiossidanti. È efficace in molte forme reumatiche, riduce la sintomatologia dolorosa e la rigidità articolare. La TM va assunta in 30-40 gocce piú volte al giorno.
Per questo lavoro sulle specie officinali abbiamo consultato principalmente due testi scritti da un caro amico medico con cui condividiamo da decenni studi ed interessi, il Dottor Francesco Perugini Billi, i titoli sono: Le Nostre Piante Medicinali – Riconoscimento, proprietà, curiosità e utilizzo di 88 piante officinali della flora italiana spontanea. Edizioni Junior 2006 e Manuale di Fitoterapia, Edizioni Junior 2004.
Davide Testa
