Il nostro Maestro Rudolf Steiner ci tiene a ricordarci continuamente come una delle piú grosse follie della nostra epoca sia quella di considerare l’evoluzione a senso unico in avanti. Cioè come se fosse possibile crescere sempre. In realtà, ci dice spesso, cosí non è, e bisogna abituarsi a pensare che dopo una fase di ascesa e crescita, qualunque cosa nell’universo discende, regredisce. Fa proprio parte di una mentalità michaelita da acquisire, il rendersi conto, assieme a tante altre cose, di come ogni vita abbia un andamento a parabola. Soprattutto quello che si esprime nel mondo minerale. Questo, aggiunge il Dottore, è, se possiamo premetterci di dirlo, appositamente studiato, perché la vera evoluzione comincia a manifestarsi nella fase “discendente”, regressiva: perché mentre si comincia a “morire” fisicamente, il posto lasciato libero dal mondo minerale, che si ritira, viene occupato dalle forze dello Spirito.

La vera evoluzione spirituale della Terra, cioè la fecondazione del Logos avvenuta con il mistero del Golgota, è iniziata proprio appena la Terra ha cominciato a regredire fisicamente, il suo minerale ha cominciato a ritirarsi. Anche per l’uomo è cosí. L’azione auto-cosciente comincia a manifestarsi appena il suo sviluppo inizia la sua fase regressiva, che è molto presto. La vita fisica può essere vista in senso estremamente dinamico, là dove comincia quasi subito e deperire quasi non appena si manifesta. L’esempio dell’elastico teso che fa il Dottore chiarisce come sia importante, guardando un uomo, considerarlo nel suo dinamico esprimersi, dove ogni attimo è un attimo di esistenza fisica “consumata”; dove appunto, il minerale è un passo piú indietro rispetto all’attimo prima. E questo avviene appositamente, per consentire attimo dopo attimo di evolversi spiritualmente: dove il minerale si ritira per lasciar il posto allo Spirito, cioè all’Io-sono, al Logos. In questo senso non si deve temere il passare del tempo, e l’invecchiare deve essere visto come la possibilità d’evoluzione, e non semplicemente come “vita che svanisce”; altra illusione che attanaglia gli uomini.
Spesso si cade nell’errore di ritenere che sia importante “non perdere tempo”, afferrare eventi e cose compulsivamente, dietro un vivere frenetico. Credendo di rispondere in questo modo, ad un presunto senso di spreco della vita, ad un malessere diffuso di qualcosa di perso. In realtà, cosí facendo, ci si sta aggrappando ad una realtà fisica, e si sta solo esorcizzando l’oscuro presentimento del perderla: quasi fosse possibile congelarla in un attimo che possa restare per sempre. È un anestetico, un tentativo degli Ostacolatori di non far prendere coscienza del proprio evolversi nell’ Io-sono, che comunque avanza senza dover combattere.
Staccandosi un secondo dal normale svolgersi delle incombenze personali, ci si rende subito conto di due cose molto importanti. Il risultato dell’agire fisico, il risultato tangibile dell’azione, non solo tende a deperire molto rapidamente, ma perde ogni senso di fronte alla morte. Quindi il vero risultato non è il fine di quello che si è fatto, ma le forze mese in atto nel compiere qualcosa, le quali rimangono nel tempo, non subiscono deperimento, e soprattutto acquistano valore di fronte alla dipartita fisica.
La seconda riguarda proprio lo svolgersi nel tempo, che coinvolge nella sua dinamica in modo assolutamente indipendente dall’operare degli individui; e comunque, sia che si poltrisca davanti alla televisione, sia si corra ovunque per accumulare denaro e potere, esso scorre comportando una differenza evolutiva in chi lo vive, tra un attimo e l’attimo dopo. Cosí il risultato fisico dell’agire risulta piú come un rifiuto inevitabile, che un vero fine. Un po’ come spremere un’arancia dove il risultato è il succo e non la polpa e la buccia che vengono schiacciate. Cioè qualcosa che non serve. Diciamo che se ne assume l’importanza, fin quando non si diventa sufficientemente coscienti per rendersi conto di cosa sia veramente importante nel vivere.
L’alternarsi tra il darsi da fare quotidiano ed il tempo passato per meditare, oppure in apparente tranquillità, si equivalgono, spero di non essere frainteso, perché comunque ci si muove verso una maggiore auto-coscienza. Anzi è molto importante ritagliare tempi di riflessione interiore, di apparente immobilità, proprio per comprendere come le forze interiori stiano prendendo il posto di quelle minerali che si dissolvono gradualmente ed inevitabilmente.
Che il nuovo anno possa essere vissuto con questa consapevolezza.
Massimo Danza
