Cosa ci dice l'astronomia sull’origine del mondo?

Antroposofia

Cosa ci dice l'astronomia sull’origine del mondo?

Nebulosa cosmica

Nebulosa cosmica

 

Ho potuto solo accennare brevemente a ciò che è solo vagamente accennato negli scritti di Arrhenius. In sostanza, però, chiunque approfondisca ciò che ha portato all’ipotesi della morte termica generale non potrà fare a meno di ammettere che la possibilità che in una nebulosa cosmica, anche se l’ingresso di stelle provoca un aumento della temperatura, la morte termica possa essere arrestata è solo apparente. Si tratta infatti solo di conclusioni errate, e la legge della morte termica generale è talmente generale che, se procediamo correttamente, dobbiamo ammettere che secondo le leggi della fisica, le stelle che entrano in collisione con una nebulosa cosmica, essendo state lí anche in precedenza e avendo disperso cosí tanto, possono portare con sé solo il resto della loro precedente esistenza, cosicché anche questi processi che si svolgono nelle nebulose cosmiche devono essere inclusi nella tendenza dell’universo a precipitare verso la morte termica generale. È significativo che Arrhenius si spinga oltre e includa nella sua teoria della pressione radiante la possibilità che i semi degli esseri viventi possano essere spinti da un corpo celeste all’altro dalla pressione radiante. E si può infatti dimostrare, con grande verosimiglianza, come il freddo, attraverso il quale sarebbero trasportati alcuni semi vegetali e animali, avrebbe un effetto conservante su di essi, cosicché si potrebbe supporre, per puro calcolo, che la vita sarebbe trasportata da un corpo celeste all’altro dalla pressione di radiazione.

 

Ciò si potrebbe calcolare, ad esempio, per il percorso dalla Terra a Marte. Si risparmia quindi alla Terra – invece di imporle questo fardello – la possibilità di aver dato origine alla vita, come invece si vuole in fisica, geologia e cosí via, perché si può allora dire: la Terra non ha quindi bisogno di aver dato origine alla vita, perché questa può essere giunta da altri corpi celesti. Non ne viene fuori granché. Infatti, si ottiene qualcosa di speciale trasferendo la questione dell’origine della vita su altri corpi celesti? Ci troviamo di fronte alle stesse difficoltà, solo che sulla Terra le circostanze ci impediscono di ipotizzare l’origine della vita su altri corpi celesti. Queste sono cose che dimostrano come le iniziative apparentemente ben intenzionate del presente, che presuppongono l’eternità della vita, siano influenzate da pregiudizi materialistici. Perché l’intero ragionamento è assolutamente materialistico, talmente materialistico che non si tiene affatto conto del fatto che la vita potrebbe avere origine qui cosí come in ciò che si potrebbe immaginare irradiarsi da un corpo celeste all’altro. Ciò dimostra che anche i pensieri ben intenzionati del presente soffrono del fatto di doversi basare sul materialismo.

 

Quindi ovunque ci troviamo di fronte alla stessa cosa: lo studio delle leggi fisiche, delle leggi materiali, delle forze materiali, e questo studio viene poi utilizzato in modo tale che tutto ciò che la fisica scopre viene trasferito alla grande struttura del mondo, e si cerca di immaginare il divenire del mondo con queste forze. Abbiamo visto come, in fondo, il confine che l’astronomo dovrebbe tracciare venga ovunque superato da tali imprese intellettuali. Infatti, l’astronomo non può dedurre da ciò che ha davanti nulla che abbia a che fare con le forze che determinano il divenire del mondo. Possiamo chiarirlo ancora una volta considerando che il nostro pensiero e il nostro sentire sono processi animici che senza dubbio provocano processi materiali, ad esempio nel nostro cervello, persino nei processi del nostro sangue.

 

Imbarazzato

 

Chi prova vergogna, chi arrossisce per l’imbarazzo, può convincersi che i processi psichici hanno conseguenze materiali. Ma chi ammette che la sfera animica e spirituale in noi provoca processi materiali, deve dire a se stesso: se mi trovassi all’interno del cervello umano e studiassi i movimenti esterni, vedrei solo dei movimenti; non avrei nemmeno il sospetto di contare i movimenti provocati dai processi spirituali e animici. Lascio quindi da parte quali siano le cause spirituali e animiche. Non è forse comprensibile che l’astronomo, quando studia i corpi celesti dalla sua posizione, sia costretto a sviluppare ciò che sono le cause per cui una stella si muove in un certo modo in un certo punto? Possiamo dedurre dai semplici movimenti o dalle leggi dinamiche che il Sole deve trovarsi in una determinata posizione rispetto alla Terra, che la Luna deve trovarsi in una determinata posizione rispetto alla Terra, che deve orbitare in un determinato modo attorno alla Terra, e che quindi questi movimenti possono verificarsi? L’astronomia non può assolutamente determinare quali siano le cause spirituali e animiche di questi fenomeni. Per questo motivo, proprio nel campo dell’astro­nomia, possiamo trovarci nella necessità di dover indicare con mezzi completamente diversi quali siano le vere cause del sistema cosmico. A questo proposito è possibile – oggi solo con poche parole – richiamare l’attenzione sul rapporto tra Terra, Sole e Luna.

 

La relazione tra questi tre corpi celesti ha determinato la loro vita reciproca e cosí sviluppato i loro rapporti di movimento. Se vogliamo capire perché il Sole, la Terra e la Luna si comportano proprio come fanno oggi, non dobbiamo solo passare dalle forze terrestri che riconosciamo come fisiche e meccaniche allo spazio celeste, ma dobbiamo anche passare da altri processi che si svolgono sulla Terra al mondo dello spazio celeste. Quando osserviamo l’uomo, abbiamo sicuramente davanti a noi qualcosa che appartiene all’intera Terra e alla sua connessione con il Sole e la Luna, proprio come lo sbocciare dei fiori o qualsiasi altro processo, o persino come un processo elettrico nell’aria. Indubbiamente l’uomo, con tutto ciò che è, appartiene alla Terra, ed è un’astrazione immaginare la Terra solo come la vedono i geologi, cioè come una struttura meramente inorganica e inanimata; bisogna invece inserire gli esseri umani in tutti i processi che avvengono sulla Terra. Qui abbiamo innanzitutto la difficoltà di dover distinguere due cose, se vogliamo cogliere in modo corretto la differenza tra uomo e animale: nell’animale prevale ciò che è proprio della specie, cosicché un Io individuale con tutto il suo sviluppo tra la nascita e la morte non emerge in modo cosí decisivo come nel caso dell’uomo con il suo Io individuale, che si esprime in tutta l’educazione e in tutta la vita culturale dell’uomo. Questo distingue l’uomo dall’animale, in cui prevale ciò che appartiene alla specie.

 

Ora, tali aspetti si fondono l’uno nell’altro attraverso processi graduali. Negli animali prevale ciò che è tipico della specie, ma questo aspetto della specie permea anche la natura umana. Piú risaliamo indietro nel corso dei tempi – il percorso che abbiamo intrapreso quando abbiamo considerato i grandi spiriti – piú scopriamo che anche l’uomo è un essere basato sulla specie, e vediamo sempre piú l’individuale emergere dal carattere di specie. Sulla base di ciò che appartiene alla specie si eleva l’individuale. Abbiamo davanti a noi l’ideale di un futuro umano che ci dice: nel corso dell’evoluzione terrestre, l’individuale, la natura dell’Io di ogni essere umano, prevarrà su ciò che è proprio alla specie. Ma guardando indietro, vediamo proprio la natura fondata sulla specie alla base dell’evoluzione umana. Infatti, guardando indietro, ci siamo avvicinati sempre piú a un altro stato di coscienza, in cui l’uomo era collegato in modo sognante, immaginativo, con un mondo spirituale, cosicché dobbiamo considerare queste due cose come appartenenti insieme: la coscienza basata sulla specie e la coscienza immaginativa e sognante dei tempi antichi da un lato, e, dall’altro, lo sviluppo dell’individualità e, connesso allo sviluppo dell’individualità, il passaggio della nostra coscienza individuale attraverso ciò che l’uomo deve acquisire nel corso dei tempi. Questo emergere dell’individuale da ciò che appartiene alla specie, dell’intellettuale, del razionale trasparente dal chiaroveggente-sognante, deve essere ricercato nelle sue origini nell’intera evoluzione del mondo. Infatti, cosí come la pietra che cade a terra è soggetta alle leggi generali del mondo, anche l’emergere dell’individualità umana e dell’intellettualità umana dal genere umano e dalla chiaroveggenza umana è in relazione con le grandi leggi cosmiche che agiscono ovunque nello spazio.

 

A questo proposito abbiamo già fatto un passo avanti quando abbiamo potuto caratterizzare il significato della geologia per la scienza spirituale. Siamo stati in grado di mostrare come possiamo far risalire la Terra a uno stato in cui tali processi sono tellurici, terrestri, che oggi si verificano solo quando i nostri pensieri e sentimenti agiscono in modo distruttivo nel nostro organismo, cosicché, se risaliamo alla formazione della Terra, troviamo epoche in cui la Terra era in un processo di decomposizione. Ciò che ci mostra ora – come descritto piú dettagliatamente nella Scienza occulta – quella conoscenza che è stata caratterizzata in queste conferenze, è che l’intera Terra si è protetta da un processo di decomposizione eccessivo separando da sé la Luna. Affinché potesse essere superato quello stato che può essere descritto come un processo di decomposizione all’in­terno dell’evoluzione terrestre, la Luna doveva essere separata dalla nostra Terra.

 

Espulsione della luna

 

Ora non abbiamo solo un processo meccanico-fisico, ma nella espulsione della Luna dobbiamo vedere un processo reso necessario dal fatto che la Terra, espellendo la Luna, si è protetta da un processo di decomposizione troppo avanzato. In questo modo la Terra ha creato la possibilità di entrare direttamente in un nuovo rapporto con il Sole. Infatti, mentre aveva la Luna al suo interno, il processo di decomposizione nella Terra era tale che, se immaginiamo l’atmosfera terrestre di allora, l’effetto del Sole non poteva attraversare l’atmo­sfera terrestre. Pertanto, era necessario creare prima una nuova condizione affinché la Terra e il Sole potessero vedersi. Con questa reciproca visibilità del Sole e della Terra, con la purificazione dell’atmosfera terrestre – resa possibile solo dall’uscita della Luna – si instaurò uno stato di forze che portò gradualmente alla trasformazione della vecchia coscienza di specie nella coscienza dell’Io, nella coscienza intellettuale. Cosí vediamo, in relazione all’intero sviluppo dell’umanità, l’allontanamento della Luna, la purificazione dell’atmosfera terrestre e quindi la creazione di un rapporto diretto tra il Sole e la Terra. Potremmo persino risalire ancora piú indietro e trovare uno stato di sviluppo della Terra in cui essa era ancora collegata al Sole stesso. Scopriremmo inoltre che la separazione tra Terra e Sole è avvenuta proprio per rendere possibile l’esistenza di esseri coscienti sulla Terra. Solo grazie all’allontanamento della Terra dal Sole si è creato quel sistema di forze che ha permesso agli esseri di acquisire esperienza e coscienza. Cosí, l’antica coscienza chiaroveggente è stata resa possibile dall’allontanamento della Terra dal Sole, mentre l’ascesa a una coscienza superiore, a una coscienza intellettuale, è stata resa possibile dall’allontanamento della Luna dalla Terra. Se, grazie alla nostra chiaroveggenza – attraverso una conoscenza superiore – riusciamo ad elevarci al di sopra di ciò che l’astronomia esteriore non può darci, allora troviamo nelle forze cosmiche le ragioni di ciò che è accaduto nella separazione del Sole e anche degli altri pianeti dalla Terra, ovvero giungiamo alle cause spirituali!

 

Qui ho potuto solo accennare al principio. Naturalmente chiunque potrebbe chiedersi: l’uomo esisteva già quando la Terra e il Sole si separarono? Certamente esisteva, solo in condizioni diverse. È ovvio che l’uomo, cosí come vive nelle condizioni attuali, non sarebbe possibile se il Sole fosse unito alla Terra. Ma questa non sarebbe un’obiezione. Otteniamo quindi cause spirituali, ragioni spirituali per i movimenti dei corpi celesti. Ora non ci troviamo piú nella situazione in cui piú di un secolo fa l’astronomia ci indicava, basandosi esclusivamente sulle leggi fisiche, affermando che la Terra era un tempo unita al Sole in una grande sfera gassosa che entrò in rotazione, causando la separazione dei pianeti e anche della Terra e, successivamente, della Luna dalla Terra. Ora non possiamo piú affermare che ciò avvenga solo in base a leggi meccanico-fisiche, ma devono esserci ragioni interiori, spirituali, per cui il Sole è stato separato dalla Terra. Cosí la Terra è stata separata dal Sole affinché l’uomo potesse elevarsi a un’esperienza cosciente, e cosí la Luna è stata separata dalla Terra affinché l’uomo potesse raggiungere una coscienza superiore. In breve: cominciamo a inserire nella visione astronomica del mondo ciò che dobbiamo introdurre, e precisamente nella visione astronomica del mondo del piccolo cervello ciò che dobbiamo introdurre se vogliamo passare dal semplice movimento degli atomi cerebrali alla consapevolezza: vedo il rosso, sento il suono dell’organo, sento il profumo delle rose e cosí via. Dobbiamo procedere in questo modo se vogliamo trovare il passaggio da ciò che l’astronomia popolare è in grado di darci a ciò che sono le cause degli eventi nello spazio celeste. Pertanto, coloro che vogliono rimanere sul terreno della fisica esteriore dovrebbero limitarsi a studiare solo ciò che sono i movimenti o le forze, cioè ciò che è astronomicamente riconoscibile; dovrebbero ammettere che è necessario un progresso completamente diverso nella conoscenza se l’astronomia vuole arrivare a una spiegazione della genesi del mondo, dovrebbero ammettere che, in quanto rappresentanti di un’astronomia razionalistica ed empirica, non dovrebbero arrivare a spiegare come è nato il mondo.

 

Il rosso, l'organo e le rose

 

Se si tiene conto di questo, si scopre che i grandi e davvero significativi risultati dell’astronomia moderna si inseriscono meravigliosamente nella nostra visione spirituale del mondo. Prendete in mano Scienza occulta. Lí viene mostrato come la nostra Terra si sia sviluppata gradualmente, come essa – proprio come il singolo essere umano nelle successive vite terrene – attraversi fasi di sviluppo, come, per cosí dire, un pianeta stesso attraversi fasi di sviluppo. Lí la nostra Terra viene ricondotta a uno stato planetario precedente, che a sua volta viene ricondotto a uno ancora precedente, fino a uno stato che viene chiamato – ma non importa come lo si chiama – “antico Saturno”, con cui non si intende il nostro Saturno attuale, ma un predecessore planetario della nostra Terra. La stessa conoscenza, che è del tutto indipendente dalla fisica esteriore e da ogni speculazione – come potete vedere voi stessi nel libro citato – ci mostra che un predecessore planetario della nostra Terra, proprio questo antico Saturno, consisteva solo in uno stato di calore e che forze spirituali sono intervenute in questo stato di calore, in modo che forze spirituali hanno preso possesso del processo termico. Questo ha portato a tutta l’evoluzione fino alla nostra Terra. Inoltre, la Scienza dello Spirito ci mostra che effettivamente la materia sotto i nostri piedi è in un processo di morte. Nella conferenza “Cosa dice la geologia sulla creazione del mondo?” abbiamo mostrato come la geologia sia pronta a darci ragione sul fatto che la crosta terrestre sia in un processo di morte. Tutto ciò che conosciamo della crosta terrestre lo comprendiamo bene solo se lo intendiamo come parte di un processo di morte. Ma in questo risiede – come dimostra la Scienza dello Spirito – il fatto che lo spirituale si libera dal materiale. Quando sotto di noi il materiale planetario muore, lo Spirito si libera da esso.

 

 

Rudolf Steiner (3a parte, continua)

 




 

Conferenza tenuta a Berlino il 16 marzo 1911 – O.O. N° 60.

Risposte della Scienza dello Spirito ai grandi problemi dell’esistenza.

Traduzione di Marco Allasia.

Da uno stenoscritto non rivisto dall’Autore.