Nel giardino d’inverno

Poesia

Nel giardino d’inverno

Paesaggio invernale

Prima che il vento di Borèa scendesse

dai quadranti celesti a liberare

i rami dalle foglie riluttanti

ad uscire dal ciclo della vita,

prima che il fiato gelido coprisse

con il sudario della galaverna

il giardino di antiche primavere,

sono andati via tutti, in un bisbiglio

da congiurati: gnomi, fate e silfidi,

Narciso che cercava la sua Eco

inutilmente nell’intorpidito

stagno rappreso in ghiaccio. Sono andati

con trepestii leggeri, flussi d’aria

odorosi di mirto e terebinto.

Gli alberi soli, chini sullo specchio

della vasca gelata, i rami spogli

tendono al vuoto come se volessero,

brancolando, cercare vie d’uscita

dal labirinto dell’inverno. Ma

già nel profondo della terra s’agita

un fervore di linfe, un fuoco verde

muto nel suo diffondersi, scalare

i floemi nascosti e confortare

il durame che lotta a mantenere

vigili e forti i tronchi e la speranza

di future simbiosi con la luce.

Cosí la nostra algida sostanza

di umanità nella perenne guerra

tra la sorda materia e la solare

essenza dello Spirito si scioglie

in nuovi ardori, in rinnovati slanci,

e il cuore, in sonno, genera pensieri

capaci di plasmare il divenire

di un mondo senza inverni, rifiorito.

 

 

Fulvio Di Lieto