Chi segue da tempo i miei articoli su Siti e Miti, forse questa volta rimarrà sorpreso di questo titolo in cui si andrà a parlare di un luogo che non si può trovare e perché poi vi abbia abbinato la Verità. Ci si rifà al testo che Edoardo Bennato scrisse e musicò nel 1980 e da cui prende spunto la storia.

Anni or sono, su un sentiero sul Monte che ho sopra casa, posi un cartello in legno che indicava: “L’Isola che non c’è”, dandone la direzione verso l’alto. A quel tempo volevo indicare come il luogo, pur Parco Regionale, fosse solo un Parco sulla carta, venendo disattese gran parte delle norme che lo riguardavano.
Vi rimase parecchio e forse avrà dato da pensare a molti, poi un giorno lo trovai divelto alla base di un albero.
La Verità di cui si scrive è l’Isola che non c’è, quel qualcosa che va cercato ma a chi se ne dà la pena di farlo sembra sfuggire, e allora sei preso in giro se continui a cercarla, ti prendono per pazzo, ma forse è piú pazzo chi ne ha rinunciata la ricerca, come suggerisce Bennato.
La Veritas degli antichi Romani, Alétheia per i Greci, figlia di Giove o per altri di Saturno, raffigurata come una vergine vestita di bianchi lini, o la Verità di cui Pilato chiede al Cristo Gesú cosa sia, nell’ora suprema del Sacrificio di Lui.
E sempre il Cristo, nel Suo portato evangelico annuncia: «Io sono la Via, la Verità e la Vita».
Non si creda che qui si voglia far prediche o pistolotti moraleggianti, non se ne ha la voglia né l’autorità, ad ognuno il suo impegno di trovare la Verità e ancor piú di realizzarla.
Ma la Verità esiste in questo mondo?
Viviamo nella menzogna, siamo menzogna, in ambiti quali la politica, la giustizia, l’insegnamento e la cultura, la chiesa e la religione, la finanza e l’economia, l’informazione, la medicina e la scienza… tutto è menzogna o quasi, la menzogna è presente ovunque e chi ne è esente… scagli la prima pietra.
La menzogna è presente anche nei rapporti tra persone; la menzogna è una costante, chi disse un tempo di essere la Verità era Uno solo, per noi la Verità è ancora di là da venire.
La Verità, nei regni della Natura minerale, vegetale e animale esiste, la Natura non può che esprimere Verità, perché direttamente guidata dalle Gerarchie a cui fanno capo i tre Regni. La Natura infine non conosce né moralità né immoralità, la Natura conosce solo la necessità.
Appena si va oltre, ad esempio negli Esseri Elementari, già le cose cambiano perché tra questi vi sono i servitori del Bene e quelli dell’Ostacolo, si badi l’uso del termine “Ostacolo” e non “Male” poiché è tramite l’Ostacolo che le Gerarchie aiutano a crescere.
Allora dov’è questa Verità? Diciamo prima dove non è, e lungo è l’elenco: non è nei governi, nella politica, non è in tanta scienza, né nella chiesa e ormai nelle religioni, non piú nella cultura, nelle scuole e nella medicina, in cui si è persa la centralità dell’uomo, tanto meno nell’economia e nella finanza, infine non è piú nell’arte.
Solo la Tripartizione del sistema sociale come preannunciata da Steiner, se ben applicata, potrà essere di rimedio, ciò avverrà quando l’umanità sarà matura.
La Verità non guida piú le azioni degli uomini e subentrano cosí i disastri che hanno funestato nel passato e funestano nel presente l’umanità e di cui tutti siamo responsabili.
Allora cos’è il contrario della Verità, la risposta è facile; la menzogna, la menzogna di cui tutti siamo vittime ma pure artefici, chi può dire di esserne esente? Tutti ci siamo dentro per il fatto stesso di essere incarnati su questo piano terreno.
Il Cristo asseriva: «Il mio Regno non è di questo mondo» quindi il mondo è inevitabilmente il regno dell’Ostacolo, o del Male, se si preferisce, e non è certo col dire: “Io con gli Ostacolatori non voglio aver nulla a che fare” che si ha garanzia di incolumità da questi. Lo stesso Steiner, in piú conferenze, citava proprio che chi asserisce di non voler avere nulla a che vedere con loro è tenuto per la collottola dai due Compari.

Pinocchio poi è il burattino di legno della non Verità, si fa gabbare dai due Compari, ancora si dibatte tra l’anelito al bene e la caduta nella menzogna e quando mente… ecco che il naso si allunga. Marcello Carosi ne ha ben delineato la figura in un suo testo (Pinocchio, un messaggio iniziatico www.amazon.it/Pinocchio-messaggio-iniziatico-Marcello-Carosi/dp/8827213996).
Solo alla fine il burattino acquisterà la dignità che spetta all’umano; dopo tutto è il nostro cammino.
Allora abbiamo speranza? Ci arrendiamo all’ineluttabilità dei fatti continuando a incolpare altro e altri dell’assenza di Verità? Qui subentrano scelte individuali, siamo in tempi di libertà, o meglio siamo nel tempo della Filosofia della Libertà, tempi che dopo oltre cent’anni da quando è stata data, dovrebbero essere maturi. Lí tutto è chiaro e ben delineato, un testo che non va “studiato” o peggio ricamato sopra per poi seppellirlo di commenti, aggiunte, interpretazioni e seminari come per decenni e decenni è stato fatto. Filosofia della Libertà, e tutta l’Antroposofia, non si “insegna”, la si vive, si attua, per lo meno si tenta, pur non essendo antroposofi, come il portato evangelico per esser vissuto, almeno tentato, non richiede di necessità l’esser cristiani o peggio l’esser rinchiusi in tante scatole in cui il Cristianesimo è stato ficcato: cattolici, protestanti e calvinisti, anglicani e luterani e pure i mormoni, e la lista si farebbe lunga. Un po’ come nell’Antroposofia: gli steineriani puri, gli scaligeriani, chi predilige Prokoffief ad Archiati o a Tomberg e quant’altro. Infine, chi è autenticamente Maestro ci chiede, ad un dato momento, di essere lasciato: dobbiamo sperimentare da soli, dobbiamo trovarla da noi l’Isola che non c’è e realizzarla, non è autentico Maestro chi vuole i discepoli sempre presso sé.
Mi permetto poi un’osservazione personale; siamo nel tempo della cosiddetta intelligenza artificiale, molti ne intessono lodi e benefíci verso cui ci porterà, non entro nel merito e peggio in polemiche, personalmente, in anni di collaborazione con i miei articoli sull’Archetipo, tutto è sempre nato da lunghe ricerche nei luoghi o cose che descrivo, poi letture, consultazioni dei vari argomenti, ma specialmente dal lavoro interiore, dalle esperienze fatte in anni e anni, cosa che nessuna intelligenza artificiale – e già il termine artificiale la dice lunga – potrà mai dare. Lí non ci sei piú tu, ma ti viene proposto ciò che “altri” hanno elaborato per te, facendo per te quello che un sano lavoro dell’Io individuale dovrebbe fare. Senza contare che chi “gestisce” questa artificialità dell’intelligenza ha tutto l’interesse di far passare quello che a “lui” piú conviene. Qui mi fermo, ripeto, nessuna sterile polemica, solo la messa in pratica di ognuno di una destità interiore che lo Steiner ha sempre praticato ed insegnato; poi i tempi che verranno ne daranno la misura.
Una via pratica alla Verità è, ad esempio, la via della ricerca ogni giorno del Bello, del Buono e di conseguenza del Vero, qualità che portano alla Verità, qualità che possiamo costruire pazientemente col nostro operato, ognuno al suo posto, a volte soli a volte insieme, nella Cultura, nell’Arte, nella Scienza, nel rapporto con la Natura e gli Esseri Elementari che ci circondano ovunque e con la coscienza che se manca uno solo dei tre elementi citati, ogni sforzo sarà vano. Proviamoci.
Davide Testa
L’ISOLA CHE NON C’È

Seconda stella a destra
questo è il cammino
e poi dritto
fino al mattino,
poi la strada
la trovi da te,
porta all’isola
che non c’è.
Forse questo
ti sembrerà strano,
ma la ragione
ti ha un po’ preso
la mano
ed ora sei
quasi convinto che
non può esistere
un’isola
che non c’è.
E a pensarci,
che pazzia,
è una favola,
è solo fantasia,
e chi è saggio,
chi è maturo lo sa:
non può esistere
nella realtà
Son d’accordo con voi,
non esiste una terra
dove non ci son
santi né eroi,
e se non ci son ladri,
se non c’è
mai la guerra,
forse è proprio
l’isola che non c’è,
che non c’è.
E non è un’invenzione
e neanche
un gioco di parole,
se ci credi
ti basta, perché
poi la strada
la trovi da te
Son d’accordo
con voi,
niente ladri
e gendarmi,
ma che razza
di isola è?
Niente odio
e violenza,
né soldati
né armi,
forse è proprio
l’isola che non c’è,
che non c’è
Seconda stella a destra,
questo è il cammino
e poi dritto
fino al mattino,
non ti puoi sbagliare,
perché
quella è l’isola
che non c’è.
E ti prendono in giro
se continui a cercarla
ma non darti
per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora
piú pazzo di te.
Edoardo Bennato
