
Su un vassoio d’argento…
Il nostro Maestro Massimo Scaligero, spesso esortando al lavoro interiore, evidenziava come, venendo al mondo, l’uomo sia al servizio degli Ostacolatori.
Effettivamente la nostra interiorità, per come spiega il Dottore, è divisa tra forze sotto l’influsso luciferico, ed altre sotto l’influsso arimanico.
Massimo ci avvertiva come la contrapposizione tra i due sia solo apparente: l’uno servendo all’altro, “su un vassoio d’argento”, l’anima umana.
Un mio carissimo amico diceva: «Non ci rendiamo conto di come sia una guerra tra divinità, nella quale, se vogliono, con una “schicchera” fanno volare via l’uomo».
Verità che dobbiamo sempre tenere bene a mente per non muoverci avventatamente, considerando che parliamo di entità infinitamente potenti con cui muoversi in estrema prudenza.
A tal proposito, facendo un piccolo inciso, Massimo ci raccontò di una persona che, sentendosi particolarmente baldanzosa, aveva sfidato Arimane. A seguito di questo, ebbe due o tre accadimenti che lo misero in serio pericolo di vita e di sanità mentale; per cui, ci diceva, teniamo presente che gli Ostacolatori non giocano, ma fanno terribilmente sul serio.
L’unica zona nella quale l’uomo è pienamente cosciente e libero di decidere, è nella testa; essendo nel tronco in stato di sogno e nelle membra in stato addirittura di sonno profondo.
Nella zona della testa, l’Io non ha vita facile, anzi. Quello è proprio il regno di Lucifero, dove lo ha relegato Michele, e dove ruba la coscienza all’uomo, appropriandosi delle forze umane e creando un mondo dialettico e fittizio a formare una coltre densa e oscura, dove l’anima non si orienta e perde la connessione con la realtà.
Questo riguarda, senza farsi troppe illusioni, ogni aspetto dello scibile umano. Ogni pensato, idea, fantasia, teoria, legge matematica, è opera di Lucifero, che manipola la forza di pensiero che giunge all’uomo, trattenendola per sé e restituendogli la dialettica, il pensato già confezionato quale scarto del vero Pensare.

Michele scaccia Lucifero dal cielo
Lasciare agire passivamente questo denso fumo significa appunto lasciarsi andare ad un mondo inesistente nel quale rinchiudersi e quindi perdere l’occasione di evolversi qui sulla terra. È il tentativo dell’Ostacolatore di creare un mondo “suo”, dove l’entità umana diventi sostanza indistinta, la pasta con cui plasmare un universo a suo piacimento, in modo da sottrarsi al mondo morente dove lo ha confinato l’Arcangelo Michele.
Il suo tentativo quindi è una massa umana indistinta, fatta da tutte le forze dell’anima sottratte all’uomo, che acquista la “personalità” di Lucifero.
Questo è già molto visibile quando, trascinati da fantasticherie, oppure da elucubrazioni ideologiche, ci si ritrova privi di coscienza a far fatica a ricordarsi cosa si è fatto; ma ancora di meno si fatica a rimettere insieme i pensieri svolti. A questo proposito c’è un episodio molto simpatico che riguarda il filosofo tedesco Arthur Schopenhauer. Si racconta che perso nelle sue elucubrazioni sull’Io, si fosse fermato nel mezzo di un incrocio per la strada. Cosí assorto e perso nei meandri dei suoi pensieri, rimase immobile per ore ed ore a riflettere. Aveva ovviamente lo sguardo assente, assolutamente immobile ed imbambolato, con il traffico d’allora che lo sfiorava continuamente. Dopo circa mezza giornata un poliziotto gli si avvicinò e gli chiese: «Scusi, Lei chi è?». La risposta fu fulminea: «Magari lo sapessi!». Questo è un modo simpatico per testimoniare quanto possa far perdere contatto con la realtà perdersi nei propri pensieri, tanto da far passare mezza giornata impalati in mezzo ad un incrocio.

L’uomo preda delle entità arimaniche
Entrando in questa nebulosa, la coscienza si abbassa e si apre la strada a qualcosa di peggiore: le entità arimaniche che vivono nella zona della volontà e che cercano di portare morte ovunque divorando. È il caso di un pensiero che risveglia istinti e passioni incontenibili. Questo avviene quando si è trascinati da una violenza senza controllo, oppure da una passionalità senza alcun freno: quelle sono proprio le entità arimaniche elementari che entrano in azione e divorano completamente l’uomo.
Schiacciata in questo modo, l’anima umana è senza apparente via d’uscita. La vittoria degli Ostacolatori sembra già riuscita, dato che si creano continuamente condizioni di contrasto duale, dove gli argomenti razionali sono secondari agli stati d’animo.
Rudolf Steiner, ci dice chiaramente come il dualismo tra bene e male, tra paradiso ed inferno, sia in realtà la trappola di un finto contrasto tra Arimane e Lucifero, cioè un presunto inferno di Arimane ed un presunto paradiso che in realtà è solo il mondo di Lucifero.
Normalmente, quando un’idea infervora l’anima, pervade l’essere, è l’azione luciferica che cerca forze viventi nella zona mediana dell’uomo, e per succhiarle ottenebra la sua coscienza. A questo punto gli esseri arimanici, favoriti da questa nube sulla ragione, invadono l’anima, salgono dalla zona della volontà verso la zona mediana per aggredire e succhiare forze vitali.

Forze arimaniche causa di un infarto
Effettivamente, riflettendo, si può chiaramente vedere come una persona presa da istinti incontenibili perda forze vitali, e possa persino avere un infarto: quelle sono le forze arimaniche che per nutrirsi lo stanno uccidendo.
La soluzione di questa trappola sta, anche se può sembrare paradossale visto che è la zona di “battaglia” degli Ostacolatori, proprio la zona mediana, la zona del cuore. Ma è la zona in cui l’uomo non è cosciente, è in uno stato di sogno, quindi non padrone del proprio sentire, che cosí derubato e divorato nulla può contrastare. Quando l’istinto o la passione si sono scatenati, poco si può fare, se non prenderne atto e cercare di arginare la propria istintività; evitare almeno di procurare danni a terzi.
La strada inizia prima. Inizia dove si ha coscienza. La piena coscienza è proprio dove Lucifero ha il suo impero. Il lavoro da compiere richiede pazienza e resilienza infinita. Si tratta di stimolarsi, ogni volta che si è trascinati in pensieri carichi di stati d’animo, a riacquistare coscienza di sé e di quello che si sta pensando.
Molto utile quello che consigliava Massimo Scaligero quando ci si distraeva dalla concentrazione: consigliava di raccogliere l’ultimo pensiero e cercare di risalire a ritroso fino al pensiero che aveva distratto. Questo nessuno vieta di farlo anche nei momenti di abbassamento della coscienza quotidiana. Quando si è presi da una serie di pensieri e di stati d’animo correlati, cercare di fermarsi e ricostruire tutte le connessioni concettuali che hanno portato a quel punto. Riuscirci è difficile, sicuramente spesso si può fallire, però è cosí che inizia l’indipendenza del pensiero.
La concentrazione, sotto questo punto di vista, è veramente “l’attrezzo da palestra” per acquistare abbastanza forza e non perdere coscienza nel quotidiano, di cui essa è fine.
Nell’attimo in cui si riesce in quest’opera di redenzione dei propri pensieri, ma già quando si inizia a tentare di farlo, si può intravedere una zona di se stessi che è il motore immobile di tale agire; l’osservatore sia della parte persa in mano agli Ostacolatori, sia quella che riacquista spazi nella coscienza.
Quello è l’Io-sono, il Logos.
Massimo Danza
