VARIAZIONE SCALIGERIANA N° 203
«Sulla base di un’educazione del pensiero che non subordini sé all’oggetto, ma si riconosca, epperò a un dato momento si attui, come obiettiva forma interiore di esso si attiva una sostanza piú pura del pensare, indialettica e impersonale, in sé riconoscibile come “etere della resurrezione”. Il suo affiorare nel moto del pensiero svincolato dai sensi è il risveglio della sua possibilità da millenni sopita».
Massimo Scaligero, La via della Volontà solare

L’identificazione dell’etere della resurrezione con l’etere della vita ci restituisce un altro spaccato del mistero del Golgota, esperienza di reintegrazione, di ricostituzione del phantom, cioè del corpo delle forze formatrici del corpo fisico, il tessuto di Luce emerso dal sonno plurimillenario nel corso dell’evoluzione del pensare scollato dai sensi, libero da ogni dialettica stringente e reso puro.
L’Albero della Vita, intreccio di etere del suono ed etere della vita, è la cassa di risonanza dell’operatività del pensare vivente.
Angelo Antonio Fierro