
Teoria della morte termica per espansione
Abbiamo ora un’altra possibilità! Possiamo indicare le nebulose cosmiche – dove non abbiamo speculazioni secondo il modello dei fisici puri, che non si fermano davanti alla morte termica – e possiamo dire: certamente, abbiamo strutture in cui la trasformazione di tutti gli altri processi in calore è presente. Ma come all’inizio della Terra le forze spirituali hanno preso il sopravvento sullo stato termico, cosí dalle nebulose cosmiche, in cui i sistemi solari sono confluiti a causa della morte termica, le forze spirituali conducono le nebulose cosmiche fuori dalla morte termica verso nuovi sistemi solari. In realtà non c’è nulla di piú sorprendente della concordanza di una delle leggi piú meravigliose del XIX secolo nella sua applicazione all’astronomia – come l’applicazione del secondo principio della teoria meccanica del calore – con i risultati positivi e reali del mondo dell’osservazione astronomica. Se non prendete ciò che si può immaginare attraverso speculazioni su ogni tipo di pressione radiante o anche attraverso risultati empirici sulla pressione di radiazione, ma se partite da ciò che si può realmente ottenere con lo spettroscopio o attraverso la fotografia delle strutture cosmiche, vedrete che tutto, fino all’ultimo anello, concorda con ciò che si può ricavare dalla Scienza dello Spirito come divenire dei mondi e come evoluzione dei mondi, mostrando come ciò che si vede come immagine astronomica dello spazio sia il risultato – il risultato spirituale – di esseri spirituali.
A differenza dei fisici astronomici dei giorni nostri, possiamo dire: l’uomo non ha motivo di combattere la morte termica o di temerla, perché sa che da essa sboccerà nuova vita, cosí come dal vecchio caos termico è sbocciata la vita che ora abbiamo davanti a noi. Per questo motivo, perché solo cosí è possibile una vera ripetizione e un aumento della vita – non solo secondo quanto sostiene Arrhenius, secondo cui la vita si ripete come in un orologio appena caricato nella nebulosa cosmica riorganizzata, ma solo attraverso il passaggio di un elemento spirituale da uno di calore all’altro – è possibile uno sviluppo.

E quando la sostanza del nostro mondo sarà sepolta nella tomba del calore, lo Spirito avrà compiuto un ulteriore passo avanti e dal caos termico farà emergere forme superiori, vita superiore. Pertanto, in Scienza occulta lo stato finale delle incarnazioni terrestri – lo stato di Vulcano – è quello che indica ciò che emerge come nuova vita dalla tomba della morte termica. Per questo motivo viene usato il nome “Vulcano”. Se mettiamo in discussione l’astronomia, possiamo vedere proprio da essa quanto profondamente la scienza esteriore concordi con ciò che la Scienza dello Spirito ha da offrire.

Jean-Baptiste Biot
Certamente la gente continuerà a dire: voi studiosi di scienze spirituali siete dei visionari, perché il risultato corretto della scienza esatta contraddice completamente ciò che voi credete di poter ricavare dalla scienza spirituale. E qualcuno potrebbe aggiungere: recentemente hai persino parlato seriamente di Mosè, ma noi sappiamo bene che tutto questo è obsoleto. Perché la gloriosa scienza naturale ci ha insegnato da tempo come siamo andati oltre lo sviluppo del mondo di Mosè: questo lo ha dimostrato la scienza naturale. Cosí dicono coloro che osservano soltanto esteriormente. Ma chiediamo ad altri che non osservavano esteriormente, ma piuttosto interiormente. Allora posso dirvi, come ha affermato un fisico molto importante, che ha avuto un ruolo significativo nello sviluppo della teoria della luce, Biot: o Mosè aveva un’esperienza delle scienze altrettanto profonda quanto quella del nostro secolo, oppure era ispirato.
Un fisico di cosí alto livello del XIX secolo. Ora, forse coloro che scrivono libri divulgativi sulle visioni del mondo penseranno: certo, è cosí che ragiona un fisico che si occupa solo dell’aspetto esteriore dei fenomeni. Ma coloro che approfondiscono la natura dell’organico ci mostrano che nel corso del XIX secolo, quando si cercavano le cause naturali, ci si allontanò dallo Spirito. Ebbene, Liebig, che ha approfondito la natura dell’organico, cosa pensava dei rapporti tra il mondo, al quale aveva dedicato la sua capacità di ricerca, e il mondo spirituale? Egli dice: sono le opinioni dei dilettanti che, dalle loro passeggiate ai confini dei campi della ricerca naturalistica, traggono il diritto di spiegare al pubblico ignorante e credulone come sono realmente nati il mondo e la vita e quanto lontano sia giunto l’uomo nella ricerca delle cose supreme. Ora, qualcuno potrebbe ribattere: non avete mai sentito dire che Lyell ha fondato la geologia? Non avete mai sentito parlare dei grandi progressi che ha portato, di come sia stato il grande vincitore di quelle visioni del mondo che ancora tengono conto delle forze spirituali? Potrei mostrarvi scritti di Lyell che ancora oggi suscitano una profonda impressione. Ma proprio Lyell una volta disse: «In qualunque direzione conduciamo le nostre ricerche, ovunque scopriamo le prove piú evidenti di un’intelligenza creativa, della sua provvidenza, del suo potere e della sua saggezza». Cosí disse il fondatore della geologia moderna. Ora, qualcuno potrebbe obiettare: ma Darwin ha superato l’influenza di qualsiasi forza spirituale! Darwin ci ha mostrato come avviene lo sviluppo degli organismi attraverso processi puramente naturali. Ma Darwin stesso ha scritto: «Ritengo che tutti gli esseri viventi che siano mai esistiti sulla Terra discendano da una forma primordiale, alla quale il Creatore ha infuso la vita». Quindi, non si può usare Darwin per dirci che siamo dei fantasiosi quando parliamo di esseri e forze spirituali. Allora forse verranno altre persone a dirci: ma non sapete qual è il motore fondamentale di tutto lo sviluppo scientifico del XIX secolo, che ha influenzato profondamente tutto lo sviluppo? Non sapete nulla della legge fondamentale della trasformazione delle forze naturali? Beh, ne abbiamo parlato proprio oggi, abbiamo visto come la trasformazione delle forze naturali non contraddica affatto ciò che dice la scienza spirituale. Ma le persone potrebbero voler fare riferimento a Julius Robert Mayer, il fondatore della teoria dell’equivalente meccanico del calore e della trasformazione delle forze naturali stesse. Eppure Julius Robert Mayer ha pronunciato questa strana frase: «Con tutto il cuore esclamo: una vera filosofia non può e non deve essere altro che una propedeutica alla religione cristiana!».
Le cose sono diverse ovunque se si risale alle fonti e a coloro che hanno creato queste fonti, che sono i grandi esploratori sulla via della conoscenza umana, e non ai loro seguaci, né a coloro che vogliono trovare un fragile edificio di idee – come gli astrofisici moderni – e con esso abbracciare il mondo intero. Se non ci si rivolge a questi ultimi, ma ai primi, allora si può dire: con coloro che sono stati i grandi esploratori, la scienza spirituale è ovunque in piena armonia. Per questo la Scienza dello Spirito sa di potersi collocare nel corso dello sviluppo spirituale umano e che procede armoniosamente nell’evoluzione dell’umanità con tutto ciò che ha favorito lo sviluppo dell’umanità. Se l’astronomia, intesa come disciplina puramente esteriore e fisica, vuole immaginare un divenire del mondo, allora si potrebbe ricordare a coloro che lo fanno una massima generale contenuta nelle Xenia di Goethe e Schiller:
La volta stellata si estende verso altezze infinite, eppure lo spirito della meschinità ha trovato la strada anche fin lassú.
Dobbiamo proteggerci dal pericolo che lo spirito meschino si insinui anche nelle altezze stellari, dimostrando che, cosí come l’osservazione del cervello non ci conduce a una vita spirituale e animica, ma piuttosto, come questa vita è separata e trascende i semplici movimenti, allo stesso modo l’osservazione dei movimenti e delle leggi esteriori non può condurci allo spirito dell’universo. Pertanto, in un certo senso rimane vero ciò che Schiller intende quando dice agli astronomi:

Non parlatemi tanto
di nebulose e di soli!
La natura è forse grande
solo perché vi dà
qualcosa da contare?
Il vostro oggetto è
certamente il piú sublime
nello spazio;
ma, amici miei, il sublime
non abita nello spazio!
Cosí dice Schiller. È vero se si guarda solo all’aspetto esteriore in movimento nello spazio. Non è vero se si considera ciò che emana dalle leggi dello spazio come qualcosa di spirituale. Quindi la frase rimane vera: l’ascesa con lo Spirito verso le stelle susciterà sempre in ogni anima l’intuizione del divino-spirituale. Ma se vogliamo elevarci con la nostra conoscenza, allora la nostra conoscenza deve seguire la via: Per aspera ad astra – attraverso le difficoltà verso le stelle – come ci facciamo strada attraverso le spine verso le rose. Ma questa è la via della conoscenza spirituale. Proprio il percorso scientifico-spirituale verso le stelle dimostrerà di essere quello che porta l’uomo a dire: come le mie sostanze e quelle che mi circondano sono diffuse in tutto l’universo – come mi mostra lo spettroscopio – cosí è diffuso in tutto l’universo e gli appartiene ciò che vive in me come spirituale-animico. Il mio corpo è nato dall’universo, il mio spirito e la mia anima sono nati dall’universo. Rimane vero ciò che vorrei caratterizzare ancora una volta con poche parole, che ho già avuto modo di citare in altre occasioni: rimane vero che l’uomo può giungere alla piena consapevolezza del cosmo solo quando chiarisce a se stesso la questione alla quale nemmeno l’astronomia è in grado di rispondere: la questione sul suo ruolo nel mondo e sul suo scopo al suo interno. Ed è vero che la risposta a questa domanda può dargli sicurezza, coraggio e speranza nella vita, se grazie alla conoscenza scientifico-spirituale comprende il significato delle parole:

Si impone al senso umano
misteriosamente
dalle profondità del cosmo
la ricca abbondanza
della materia.
Scorre
nelle profondità dell’anima
ricca di contenuto
dalle altezze del cosmo
la parola chiarificatrice
dello Spirito.
Si incontrano
nell’intimo dell’uomo
in una realtà
piena di saggezza.
Rudolf Steiner
(4a parte – Fine)
Conferenza tenuta a Berlino il 16 marzo 1911 – O.O. N° 60.
Risposte della Scienza dello Spirito ai grandi problemi dell’esistenza.
Traduzione di
Marco Allasia.
Da uno stenoscritto non rivisto dall’Autore.
