Lezione esoterica

Antroposofia

Lezione esoterica

Versione A

 

Rosa rossa del XVI secolo dalla British Library MS Royal 11 E XI

Rosa rossa del XVI secolo dalla British Library MS Royal 11 E XI

 

Oggi ci occuperemo dei simboli occulti che il discepolo ha imparato a conoscere nel corso del suo sviluppo e attraverso i quali i Maestri della saggezza e dell’armo­nia delle sensazioni ci trasmettono la saggezza che ci è stata trasmessa dai tempi di Atlantide.

 

Dopo la caduta di Atlantide, grandi Iniziati condussero due principali correnti etniche dall’Ovest all’Est, una attraverso l’Africa, l’altra attraverso l’Europa. Quella che dall’Africa giunse in Asia produsse, nel corso delle incarnazioni e degli sviluppi, l’individualità in grado di ricevere la luce del Cristo. Nel frattempo, nella corrente settentrionale, gli Iniziati coltivarono un popolo forte e vigoroso che non solo era in grado di sfidare i nemici esterni, ma era anche in grado di resistere alle influenze psichiche e demoniache. In varie parti d’Europa esistevano luoghi dei Misteri, la cui esistenza è riportata in alcune antiche leggende. Ad esempio, la leggenda di re Artú e della sua Tavola Rotonda si basa sul racconto di una scuola segreta di questo tipo. Re Artú era un alto Iniziato che proclamava la saggezza dei Misteri ai suoi discepoli.

 

Ora, è una legge occulta che certi alti Iniziati, quando un essere particolarmente elevato svolge la sua attività sul piano fisico, si ritirino nei Mondi Spirituali e non lavorino sul piano fisico. Cosí, mentre la luce del Cristo splendeva in Oriente, un altro alto Iniziato per il quale i popoli dell’Europa settentrionale erano stati preparati per una successiva sfera d’influenza, si ritirò. Egli si incarnò in un certo momento per permettere alla verità dell’evento del Cristo di fluire nell’umanità nel suo pieno significato. E questa incarnazione dell’alto Iniziato ci racconta la leggenda del Santo Graal, che fu trasportato dagli angeli dall’Oriente all’Occidente e lí conservato fluttuando sopra la Terra. E il custode del Graal, il re Titurel, era la reincarnazione dell’alto Iniziato che avrebbe dovuto preparare un certo periodo storico. Esiste un’antica leggenda francese, la leggenda di Flora e Biancofiore, che furono ispirati da Titurel e che, nel corso delle loro incarnazioni, erano destinati a produrre e ispirare una personalità che avrebbe avuto un ruolo importante nella storia e nello sviluppo del mondo. Questa personalità era Carlo Magno. Si possono avere opinioni storiche e morali su una personalità storica che spesso differiscono molto dalle visioni che il veggente acquisisce attraverso le sue esperienze. Carlo Magno era comunque destinato a far progredire l’evoluzione in un certo modo.

 

Titurel ora formava dei discepoli. Questi allievi erano, in un certo senso, tutti chiamati Parsifal. Un Parsifal doveva essersi liberato da tutte le influenze degradanti del mondo attraverso esercizi appropriati. Doveva essere un cataro. Vi racconterò, sotto forma di racconto e non di spiegazione astratta, ciò che un tale Parsifal doveva sperimentare, perché è importante cogliere queste cose con la propria vita del sentimento.

 

Quando Parsifal, che a questo gradino poteva definirsi un uomo “pio” o “puro”, si trovò davanti al suo maestro Titurel, questi gli permise di usare i poteri che aveva sviluppato in sé attraverso la catarsi per un’intensa concentrazione. Davanti ai suoi occhi, la Terra e tutto ciò che conteneva scomparvero e si trasformarono gradualmente nell’immagine di un albero che cresceva sempre piú, da cui germogliava un meraviglioso giglio. E mentre Parsifal era immerso nella contemplazione, udí una voce dietro di sé, la voce di Biancofiore, simboleggiata, per cosí dire, dal giglio, che diceva: «Quello sei tu!». Il giglio emanava un profumo intenso che aveva un effetto repellente su Parsifal, e gli divenne chiaro che quel profumo simboleggiava tutto ciò che aveva eliminato da sé attraverso la catarsi, e che ora lo circondava come un’atmosfera. Con questa consapevolezza, vide l’albero appassire e al suo posto apparve la croce nera da cui germogliavano rose rosse. E di nuovo udí una voce dietro di sé, la voce di Flora, il cui simbolo era la rosa rossa, rafforzata interiormente: «Lo farai!».

 

Parsifal fu ora condotto da Titurel nella solitudine delle montagne, affinché potesse meditare sulle potenti immagini che erano state evocate per la sua anima. E sulle alture solitarie volse gli occhi al cielo infinito sopra di lui, li abbassò nelle infinite profondità sotto di lui, guardò avanti e indietro, a destra e a sinistra nelle infinite distanze, e un indescrivibile sentimento di reverenza e di devozione verso la divinità, che si rivelava a lui in ogni cosa, lo sopraffece. E le rivolse la preghiera: «Tu, grande involucro, tu che sento sopra, sotto e accanto a me, che sei dappertutto, che io guardi avanti o indietro, voglio abbandonarmi a te, fondermi in te».

 

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Allo stesso tempo, però, percepí un’altra forza divina, che non lo travolgeva allo stesso modo, che sembrava condurlo dentro di sé e sembrava dargli un punto centrale. E percepí una terza forza, come un messaggero del grande essere avvolgente, che sembrava condurlo in cerchio attorno a questo centro. Sentí la mano sinistra afferrata da una forza che penetrò attraverso la sua mano come calore fino al suo cuore, mentre attraverso la destra un’altra forza divina si manifestava con una sensazione di freddo. Se vogliamo descrivere queste forze, dobbiamo raffigurare le prime tre come qui a destra.

 

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Le altre due, lo penetrarono come una sensazione che lo portò alla consapevolezza della sua connessione con tutta l’umanità, come ali, vedi a sinistra.

 

Poi il cielo si oscurò, perse la sua luce esteriore e improvvisamente lo spazio si illuminò dall’interno. Ebbe la sensazione che la sua testa si aprisse come un calice alla luce divina, e in questa luce vide i messaggeri dell’Onnipresente che venivano verso di lui dall’alto. E attraverso la luce radiosa che si stava sopra di lui come una stella e irradiava il suo splendore nella sua profondità, udí la loro voce che gli diceva: «Questa è la luce del Padre, da cui sei nato».

 

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E si rese conto che, per diventare degno di questa nascita, avrebbe dovuto trasformare dentro di sé il verde giglio nel legno secco della croce, proprio come il Cristo era passato attraverso la morte su di essa, e che solo cosí avrebbe avuto la speranza di risorgere nello Spirito Santo.

 

 

Ex Deo nascimur

in Christo morimur

per Spiritum Sanctum reviviscimus.

 

 

Versione B

 

Gli antichi siti misteriosi degli oracoli solari, la cui saggezza è stata trapiantata nelle culture post-atlantidee, erano attivi nelle terre di Atlantide. Da Atlantide partirono due correnti di popoli. Una attraversò l’Africa, preparando la successiva cultura egizia, per poi dirigersi verso l’Asia, l’India e l’Oriente in generale, preparando la venuta della Luce del Cristo. L’altra corrente di popoli viaggiò attraverso l’Europa verso l’Asia, e parte di questa corrente di popoli si stabilí nell’Europa centrale. Queste persone furono guidate dai Centri dei Misteri, il cui compito era quello di preparare l’Occidente a ricevere la Luce del Cristo che sarebbe poi arrivata. Bisognava allevare una razza umana forte, con forti poteri fisici: il coraggio, l’audacia, lo sviluppo delle forze del cuore, questo era il loro obiettivo.

 

Grandi Guide spirituali, invisibili agli uomini, guidavano questa umanità e i suoi centri misteriosi dalle altezze spirituali. Uno di questi era la cosiddetta Tavola Rotonda di re Artú, gli altri erano i siti druidici, i Misteri dei Trotti, i siti misterici degli Ingaewonen [popolazioni germaniche del Nord Europa, ndt]. Una grande individualità spirituale operò sull’Europa e sui suoi siti dei Misteri dai Mondi Spirituali, soprattutto durante questo periodo di preparazione. Veniva chiamata Titurel. Titurel usava delle Guide spirituali o mondane dell’umanità come suoi strumenti, e la loro opera può essere compresa solo in questa luce. Questi fatti sono accennati in leggende e miti. La leggenda del Santo Graal dice che la coppa con il sangue raccolto sul Golgotha viene portata in Europa dagli angeli. Titurel riceve questa coppa. La riceve mentre aleggia sulle terre europee, e solo dopo secoli Titurel discese con essa dalle altezze spirituali sulla Terra e stabilí il luogo dei Misteri del Santo Graal sul Monte della Salvezza (Montsalvatsch). Poté farlo solo dopo che alcune persone furono pronte a ricevere il segreto del Graal. Chi era pronto per questa Iniziazione era chiamato Parsifal.

 

Casper Scheuren «Carlo Magno»

Casper Scheuren «Carlo Magno»

 

Carlo Magno, proveniente dall’Oriente – era la reincarnazione di un alto adepto indiano – era uno strumento dell’individua­lità spirituale simboleggiata dal nome Titurel. Flora e Biancofiore, chiamati Rosa e Giglio, sono considerati i genitori spirituali di Carlo Magno. Di fatto, si trovavano al di sopra di questo mistero (un’altra testimonianza annota qui: «Essi presiedevano ai Misteri nei quali Parsifal penetrò in seguito»).

 

Un “Parsifal” aveva purificato la sua anima da tutti i desideri terreni e dall’egoismo attraverso lunghe meditazioni e concentrazioni. Era un cataro, e come tale si presentò al re Titurel. Esercitando tutte le forze che aveva acquisito attraverso i lunghi esercizi, riuscí a far emergere il suo Io superiore. Si trovò di fronte a se stesso. Dovette prima sacrificare il suo intelletto; poi sperimentò ciò che è riportato nel seguente scritto occulto.

 

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Vedeva il suo essere fisico come in un simbolo. Anche l’intero mondo fisico svaní dalla sua mente. Al suo posto, vide un grande albero germogliante, grande come tutta la Terra. E in cima vide un grande giglio bianco, che cresceva dall’Albero della Vita. E una voce dietro di lui, la voce di Biancofiore, disse: «Quello sei tu». E vide la sua anima, purificata dalle passioni e dai desideri. Il giglio era davvero di una forma splendida e pura, ma era circondato da un’atmosfera odorosa che addolorava Parsifal. Egli apprende che questo aroma è tutto ciò che aveva espulso da sé durante la sua catarsi. Tutto questo ora lo circonda. Impara che deve riprendere tutto dentro di sé e trasformare questo doloroso odore del giglio. Deve trasformarlo nella pura, sacra fragranza della rosa. Poi il simbolo scomparve. Si fece scuro. E dopo qualche tempo, un secondo simbolo sorse per Parsifal nell’oscurità: una croce nera, intrecciata con rose rosse. L’Albero della Vita si era trasformato nel legno nero della croce e nelle rose profumate che vi erano spuntate grazie alla devozione assoluta della vita del giglio bianco a quell’albero. E la voce di Flora parlò dietro di lui: «Diventa cosí». L’odore del giglio era scomparso. Le rose rosse lo avevano assorbito. Ma Parsifal capí che questa purificazione da sola non era sufficiente, che doveva inchiodare il suo Io inferiore contro la croce nera e rivivere la vita del Cristo, accoglierla in sé, affinché le rose rosse fiorissero.

 

Parsifal si ritirò quindi in solitudine e lasciò che questi simboli lavorassero in lui giorno e notte. I simboli gradualmente svanirono, ma l’effetto delle loro forze rimase e operò in lui, come la forza che sviluppa un seme. Nella profonda solitudine in cui si trovava, si guardò intorno. Guardò in avanti, indietro, in alto e in basso, a destra e a sinistra. E sentí la grande unità di tutto. Sentí l’Avvolgente, l’Onnicomprensivo. E sentí come l’Onnicompren­sivo stesse inviando le sue forze verso di lui da tutti i lati, e sperimentò se stesso come un punto, come il centro di queste forze.

 

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Colui che avvolge,

colui che tutto comprende,

dietro il quale

egli presente l’unità

 

Sentiva che questo punto dentro di sé era una parte del grande Involucro. E allora sentí una corrente che lo attraversava da un lato, spingendolo a dissolversi completamente nella Divinità, in queste forze dell’Involucro. Ma dal­l’altro lato giungeva una forza che voleva condurlo alla conservazione del sé. E si aggiunse una terza forza, che uní entrambe le correnti e fece sí che i due percorsi divergenti si fondessero in un unico cerchio.

 

I È una forza che si estende dentro di noi, alla quale dobbiamo imparare ad abbandonarci completamente, una forza che usiamo anche, seppur inconsciamente, quando ci concentriamo su un oggetto. Dobbiamo trovare questa forza nella contemplazione.

 

II È la forza che ci spinge a essere completamente noi stessi, a mantenere il nostro Io, di cui abbiamo bisogno anche per avere l’entusiasmo, l’iniziativa per la nostra vita nel mondo esterno.

 

III È in realtà una linea circolare, una forza che viene dal basso, la forza di colui che circonda. Questa forza ci spinge a vedere tutte le esperienze gioiose e tristi della vita come se fossero intorno a noi, non dentro di noi. Riconosciamo in essa la forza che agisce nel cosmo in modo tale da guidare anche le stelle intorno a noi, che a loro volta ci influenzano dall’esterno del cosmo. Questa linea circolare viene solitamente disegnata come una terza linea retta. Se impariamo a conoscere questa forza, allora possiamo guardare con serenità a ciò che la vita ci porta nella gioia e nella sofferenza. Sappiamo che tutto nasce dalla necessità, che è la legge motrice del karma.

 

Parsifal aveva acquisito queste tre forze. Si abbandonò ad esse. Allora qualcosa di simile ad ali calde e fredde gli arrivò da sinistra e da destra, come sostegni sotto le braccia. Da sinistra sentí una forza di sostegno sotto il braccio, che fluí nel fianco sinistro, producendo calore, fuoco spirituale, e da destra una forza che era fredda, raffreddante. Poi sperimentò correnti da entrambi i lati nella regione della laringe. Queste provenivano dagli angeli della luce, che portano la luce spirituale della saggezza agli uomini. Assorbí questa luce spirituale dentro di sé. Poi, con orecchie spirituali, udí suoni dal mondo dell’armonia delle sfere, che gli chiarirono lo scopo e il destino dell’uomo e del mondo.

 

Di nuovo attese per un po’. Poi qualcosa penetrò nella sua testa dall’alto e una somma di forze fluí attraverso di lui, riversandosi in lui. Lí sperimentò, riversandosi in tutto il suo essere, la forza che ci fa sperimentare il Creatore come potenza del Padre in modo tale da sentirci creatura di questo Creatore. E con l’impressione persistente di questa esperienza, l’essere stesso di Parsifal, nella forma di un pentagramma, cresce su tutto l’insieme. Si sente figlio di questo Padre. Sperimenta la verità del detto rosicruciano:

 

Ex Deo nascimur

in Christo monimur

per Spiritum Sanctum reviviscimus.

 

 

Parsifal davanti al castello del Graal

Parsifal davanti al castello del Graal

 

Parsifal davanti a Titurel re del Graal

Parsifal davanti a Titurel re del Graal

 

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Parsifal visse tutte queste esperienze quando si trovò da solo davanti a Titurel.

 

 

Rudolf Steiner (1. continua)

 


 

Conferenza tenuta ad Amburgo il 27 agosto 1909.

O.O. N° 266/a – Traduzione di Marco Allasia.