«Marzo pazzerello: se c’è il sole porta l’ombrello!». Ecco il detto piú conosciuto proveniente dalla saggezza popolare. Dopo un mese di Febbraio eccezionalmente piovoso, ci attende un Marzo in cui le piogge sono imprevedibili e pazzerelle, ma importanti per coloro che coltivano il proprio cibo, in orti e frutteti familiari o comunitari.
Durante questo primo mese primaverile si mettono a dimora molti ortaggi e legumi, e anche i cereali delle varietà a ciclo breve (marzuoli); e in generale le piante “macroterme”, quelle che necessitano di calore nella terra per svilupparsi.
Secondo la concezione antroposofica, ai processi di crescita e sviluppo delle piante, anche quelle riservate all’alimentazione umana, intervengono esseri elementari di varia natura, con il loro prezioso lavoro, e forze cosmiche angeliche, ma anche luciferiche ed ahrimaniche. Rudolf Steiner ci parla di sette cereali per sette giorni, con l’indicazione di consumare preferibilmente nei giorni previsti i cereali corrispondenti, in modo da armonizzare le nostre forze eteriche ed astrali. Secondo Rudolf Steiner, le forze luciferiche, in particolare quelle del riso, ci possono rendere sognanti e distaccati dalla materia; invece le forze ahrimaniche, ad esempio quelle del mais, hanno effetto opposto: ci tengono legati alla terra, alla materia, alla logica asettica.
L’equilibrio nella nostra alimentazione si può ottenere alternando i vari cereali in modo che queste polarità si riescano a compensare.

Lunedí, giorno della Luna, è legato al Riso: rappresenta la Purificazione, ma apporta influssi luciferici di distacco dalla realtà.

Martedí, giorno di Marte, è il giorno dell’Orzo, che concede all’uomo Forza di volontà.

Mercoledí, giorno di Mercurio, ci sono Miglio e Mais, che portano forze di guarigione e Pensiero logico, legato alla concretezza.

Giovedí, giorno di Giove, protagonista è la Segale: saggezza, vitalità.

Venerdí, giorno di Venere, è legato all’Avena: bellezza soave, ma anche nutrizione di eterico ed astrale; amore materno.

Sabato è il giorno di Saturno e del Grano Saraceno, che è un simil-cereale: rappresenta introspezione e cura del proprio sé.

Domenica è finalmente la giornata del Sole, ossia del Frumento, o Grano: è il cereale del Sole ed è l’unico perfettamente equilibrato. Non ha influssi luciferici né arimanici, favorisce la centratura dell’essere umano in un perfetto equilibrio di spinte verso l’alto e verso il basso.

Il Farro si aggiunge agli altri cereali, ed è solare come il Frumento ma parzialmente legato alla Terra come la Segale.
Nella vita quotidiana dovremmo inserire quotidianamente il Frumento, ed accompagnarlo o alternarlo con gli altri cereali, i cui benefici si amplificano se assunti nei giorni della settimana ad essi dedicati.
Nel Mondo Orientale invece, nella vita quotidiana è centrale il riso, che viene assunto ogni giorno anche tre o piú volte, essendo la base dell’alimentazione. Questo comporta però l’esposizione massiccia agli influssi delle entità luciferiche.
Quando viene la notte e sorge la Luna infatti, i raggi lunari si specchiano nell’acqua in cui le piante di riso affondano le radici; in questo modo gli esseri di natura luciferica impregnano il cereale con i loro impulsi.

Noi sappiamo che anche queste entità hanno la loro funzione e che non possiamo restare immuni del tutto dalla loro influenza, ma occorre preservare il piú possibile l’equilibrio.
Il grande e compianto Masanobu Fukuoka, autore del libro La rivoluzione del filo di paglia – che ha ispirato tutta la coltivazione naturale, dalla permacultura fino alla Coltivazione Elementare di Gian Carlo Cappello, a cui ho dedicato alcuni miei articoli – aveva trovato un modo per coltivare il riso rendendolo figlio del Sole, come il Grano, piú che figlio della Luna, e riducendo cosí gli effetti luciferici sugli esseri umani.
Ovviamente non partiva da conoscenze antroposofiche, anche se conosceva la biodinamica di Rudolf Steiner. Lo scopo è quello di coltivare a secco il riso come gli altri cereali.
Molti coltivatori moderni hanno in seguito scoperto i benefíci anche per la salute di simile tecnica di coltivazione a secco del riso: oltre al risparmio di acqua in effetti, che non è cosa da poco, c’è il vantaggio della drastica riduzione della presenza di cadmio nel chicco di riso, che risulta dunque meno tossico e piú salutare.
Anche il rischio di funghi e parassiti viene ridotto.
Il riso Loto e alcune varietà di Carnaroli vengono già coltivati a secco, e ciò rende questo cereale meno legato agli influssi luciferici.
Certamente però, la differenza tra il Sol Levante di Fukuoka e la zona mediterranea dove viviamo noi è evidente: in Giappone non esiste alcuna necessità di irrigare i campi di riso a secco come non c’è per gli orti e i frutteti, dato che piove abbondantemente tutto l’anno!

La coltivazione elementare di Gian Carlo Cappello
Da noi viceversa, il problema siccità costringe i coltivatori a predisporre un sistema di irrigazione a goccia che tiene in vita le piantine di riso come gli ortaggi. Ecco dunque i vantaggi di una coltivazione di tipo elementare: non lavorando la terra e coprendola con una pacciamatura adeguata, come fa Gian Carlo Cappello col fieno e come faceva Fukuoka con la paglia, la necessità di irrigare solitamente viene meno, o comunque non è quotidiana.
In realtà le piante che non vengono irrigate e che crescono solamente grazie al lavoro combinato degli esseri elementari del suolo, dell’aria e dell’acqua, sono il nostro cibo ideale, infinitamente superiore a livello di nutrimento eterico, animico e spirituale!
Il motivo per cui gli ortaggi elementari – come mostra chiaramente l’analisi della cristallizzazione – sono ottimi per noi e con una biodisponibilità analoga a quella delle piante spontanee, è la mancanza di irrigazione, di lavorazione del suolo e di concimazione, pratiche che interferiscono con l’opera del Regno Elementare e delle Gerarchie Angeliche che presiedono alla crescita ed alla cura del Regno Vegetale.
Se prendiamo gli studi straordinari e ancora poco conosciuti nella loro portata rivoluzionaria, di Masaru Emotu in Giappone sulle proprietà dell’acqua, ci dovremmo rendere conto che le acque provenienti dagli acquedotti, contenenti cloro ed altri prodotti chimici, e traumatizzate dalla permanenza in serbatoi oscuri, non hanno le stesse proprietà nella vita delle piante di cui ci nutriamo, di quelle della pioggia, dono delle Ondine e delle Silfidi, acque eteree che benedicono i campi ed ogni forma di vita, dono divino della Madre come lacrime d’amore.

Masaru Emotu
Masaru Emotu ha dimostrato con le sue analisi al microscopio, che l’acqua è viva, e reagisce a benedizioni e parole piene di amore e dolcezza, con cristalli armonici e bellissimi. Mentre odio, disprezzo ed indifferenza creano nell’acqua cristalli distorti e deformati.
Anche noi esseri viventi siamo composti principalmente da acqua; in realtà l’acqua contenuta dentro umani, animali e vegetali ha una purezza particolare, una composizione biologica perfetta per noi, quasi divina, aurea, in cui risuona l’eco di pensieri e parole, sia positivi che negativi: dunque nella nostra esistenza dovrebbero abbondare benedizioni e parole piene di amore e armonia, verso tutti e tutto, per la nostra stessa salute fisica, eterica ed astrale e per il nostro benessere spirituale.
Anche seguire una Via interiore come la Via della Volontà Solare di Rudolf Steiner e Massimo Scaligero, può solo trarre beneficio da questa consapevolezza e dal nostro agire quotidiano che tenga presente queste verità.
Quando saremo benedetti e bagnati dalle preziose piogge marzoline dunque, invece di sentircene infastiditi, ringraziamo quel dono celeste e gli Esseri Elementari che lo inviano, e ricambiamo con pensieri e parole pieni di amore e benedizione!
I custodi della Natura siamo noi, che abbiamo il Sacro compito di affiancare le Gerarchie nel proteggere il lavoro del Regno Elementare e tutte le forme di vita che compongono i Regni Animale, Vegetale e Minerale (anche lí c’è la vita!).
In fondo, nasciamo tutti dalle stesse Acque Auree!
Shanti Di Lieto Uchiyama
