Liriche e arti figurative

Il vostro spazio

Liriche e arti figurative

Carmelo Nino Trovato «La torre»

Carmelo Nino Trovato «La torre»

 




 

Luce in fronte

 

Nel pensare

non entro:

mi desto.

È uno spazio

senza peso

dove il tempo

si ritrae.

Il pensiero puro

non afferra,

illumina.

Non corre:

sostiene.

Quando taccio

interiormente

le immagini cadono

come veli stanchi,

e resta

la forma vivente

del comprendere.

Qui non c’è

opinione,

ma presenza.

Non memoria,

ma atto.

Il pensare

diventa organo,

occhio silenzioso

che vede

senza separare.

In questa sfera

l’io non si perde,

si fonda.

E ciò che penso

non mi appartiene:

mi attraversa

per diventare

mondo.

 

 

Raffaele Sganga

 




 

SPIRITO DEL VENTO 

 

Spirito del vento

 

Silenzio d’intorno,

vibrano i fili d’erba

nel primo raggio di luna

e le argentee foglie

s’inchinano

al rinnovato mistero.

O Spirito del vento,

tu che ascolti

i sussurri della notte,

che conosci

le paure del buio

e le speranze dell’alba!

Va, vola e racconta

ad ogni dormiente

creatura

la verità delle stelle,

tu che vieni

dalle remote regioni

dove nasce l’infinito.

 

 

Giordana Canti

 




 

IL PRIMO DI GIORNI

nebbia

 

 

Il primo di giorni

che la nebbia riveste

di umida polvere marmorea

gli alberi secchi e le case

e le chiese affollate

di aureole gialle e opache,

di cristi votati

all’umano calvario

di ciottoli sfatti

di silenzi ripidi

e di croci portate

mute sul capo.

Il primo di un mese

che ricorda schiene

spezzate da fardelli

impossibili e sorrisi

mozzati su volti straziati

dalle ingiuriose calunnie

del tempo che chiede

piú forte la spalla su cui

gravare sventura

affidata tra molte

dal destino crudele

nel ghigno.

Il primo giorno

che celebra

la sorte subíta non scelta

per gloria e passione

ma accettata

con lacrime amare,

da sonni irrequieti

e impossibili

che Anima accoglie

ferita e straziata

e nessuna preghiera

inventata per essa

sopisce nell’urlo

o solleva nel peso

buio e di piombo.

Il primo di tanti giorni

comuni al mortale

di carne, di una madre

schiacciata dal muro

di pietra gelata,

di una lapide grigia

con un nome

d’amore e di sangue

a martirio di idea,

di fede, di colpa

di pelle e di cuore,

di umili santi

abbracciati

in un giorno,

il primo fra tanti.

 

 

Marcello Sebastiani

 




 

MARZO

Mimosa

 

Cerco il fulgente

giallo della mimosa

e un pigolío esterno

mi annoda

una nostalgia

nel cuore

di cosa non so.

La fretta oggi

è messa al bando.

Tempo che allaga

lo spazio

del vivere:

la casa, la strada

il bosco, tutto

senza la spinta

del dopo.

Amo ancora

e ancora di piú

questo sacro

silenzio

che circonda

i giorni,

mette forza

ai germogli.

Il punto fermo

del pensiero

santo è alto

in me, e fuori

il pigolío continua

il suo breve canto.

 

 

Marina Coli