
Molti dei lettori dell’Archetipo immagino non conoscano né l’Autore né tanto meno questo suo libro. Dopotutto io pure ho avuto occasione di leggerlo grazie all’amica Marina, che ringrazio, a cui ho proposto di farne una presentazione sulla Rivista e lei ha cortesemente accettato.
Un libro letto nello spazio di poche ore, la sera. Questo mi capita quando leggo qualcosa che non puoi lasciare, devi andare alla fine, fino in fondo. Mi capitava a volte con gli scritti di Fulvio di Lieto, di cui questo libro riecheggia la prosa accattivante, ma non è delle mie impressioni che voglio scrivere, bensí un invito alla lettura di questo libro.
L’Autore, scozzese, fu uno dei “Ragazzi del ’99”, giovani poco piú che diciottenni che furono gettati, negli ultimi mesi di guerra, nel carnaio del primo conflitto mondiale. Anche il Regno d’Italia ricorse a questo e si impoverirono intere generazioni di allora, che finirono la loro vita in quell’immane massacro. Bruce ebbe piú fortuna, se la cavò con l’amputazione di una gamba persa in battaglia, ma tornò a casa.
Il miracolo di padre Malachia è quindi frutto di uno scrittore che ha vissuto su di sé prove pesanti, ma tutto il testo è imperniato sulla possibilità del miracolo, miracolo che ancor oggi è possibile, ed è la storia di questo monaco benedettino, Malachia, che si batte per affermare ciò. Lui, fervente cristiano, cattolico, vede già il miracolo nell’esistenza del Cristo Gesú, nelle Sue opere, nell’averci lasciato, con l’Ultima Cena, la possibilità di averlo presente nella Transustanziazione, poi con la Pentecoste e i tanti Santi che testimoniarono con la loro opera e i loro miracoli.
Malachia chiede un miracolo perché la gente vi creda, creda che esiste il sovrannaturale, un Ordine Divino che vada oltre il materialismo dei suoi tempi (siamo nella Scozia dei primi decenni del ’900), quando l’unico vero valore era dato dal successo, dal denaro, dal lusso delle apparenze e dagli incarichi di prestigio, poi l’ossequio alla scienza, la scienza del determinismo, materialista come non lo era stata un tempo, infine la caduta della fede nell’uomo. Poi l’ostilità delle gerarchie ecclesiastiche dei Riformati, la Chiesa Anglicana, ma ancor piú dolorosa l’incomprensione delle gerarchie della Chiesa Cattolica.
Il miracolo avviene, anzi alla fine saranno due, ma gli Ostacolatori ormai imperanti rendono ciechi chi dovrebbe vedere l’evidenza, anzi ancora piú ostili, e il buon monaco Malachia comprende che il Disegno Divino ha i suoi tempi, i suoi modi, il suo manifestarsi, che non è quello dell’uomo.
Termino, lascio ai lettori interessati di procurarsi il libro e leggerlo, può far bene a tutti, credenti e dubbiosi, scientisti e naturalisti. Un inciso, sembra che il libro piacesse molto a Massimo.
Davide Testa
Autore: Bruce Marshall, Il miracolo di padre Malachia
Traduttore. Gilberto Forti
Editore: Jaca Book – Anno di pubblicazione 2021 – Pagine 250 – € 14,25 =
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