Mi piace molto ballare, tanto che mi sono segnato a una scuola di ballo, che seguo con molto interesse e partecipazione. Mi sorge però un dubbio, sarà un’attività indicata per chi vuole seguire l’antroposofia?
Franco R.
Ballare fa bene al corpo e anche all’anima! È stato un antichissimo modo di mettersi in contatto con il divino, e viene tuttora utilizzato da popolazioni che ancora conservano un atavismo semplice e diretto con l’Alto. Muovere il corpo all’unisono con la musica rende piú percepibile il contatto tra fisico ed eterico. Steiner l’ha spiritualizzato con l’euritmia, sostituendo la musica con la parola in metrica della poesia, che è musicale. Poesia e versi metrici che poi nel tempo, da chi pratica o insegna l’euritmia, sono stati sostituiti dalla musica, perché piace di piú, è piú assimilabile alla danza vera e propria ed impegna di meno. Perché occorrerebbe anche studiare, per chi recita i versi, la “Sprachgestaltung”, o Arte della parola, cosa che fanno in pochi, dato che è uno studio alquanto complesso. Però ricordiamoci che il “sottotitolo” esplicativo dell’euritmia è “Parola visibile” non musica visibile. In ogni caso il ballo, o la danza, se è libera da una istintività che richiama i sensi, è un esercizio molto positivo.
Da un viandante in cammino e in ricerca e che ha trovato chiarezza nei vostri articoli, specie quelli dove mi sono soffermato dedicati all’opera di Massimo Scaligero. Detto ciò, ci tenevo a farvi delle domande su cui riflettevo. Allora, mi sento “attratto” dalla Scienza dello Spirito, e provo “avversione politica” verso la Chiesa cattolica, pur tuttavia negli ultimi tempi amo la mistica cristiana e l’Evangelo, in tal senso esiste contraddizione dunque tra essere discepoli dell’insegnamento antroposofico/Scienza dello Spirito e l’essere quasi anticlericali? E poi, la Preghiera tradizionale può essere eseguita pur facendo i 5 esercizi? Quindi, riesaminando il tutto, pur avvertendomi cristiano nel sentimento, politicamente sono schierato contro la Chiesa cattolica, e in parallelo perseguo un cammino di ricerca esoterico. Credo dipanerete i miei dubbi/riflessioni.
Eugenio L.
Riguardo all’avversione per la Chiesa cattolica, in genere piú spesso si sente avversione per i suoi ministri, alcuni dei quali non brillano in quest’epoca, e in altre epoche, bisogna riconoscerlo, ancora meno. Ma hanno anche loro un senso nella società, come tanti altri aspetti che possono infastidirci ma hanno una loro ragione d’essere. Si può essere fortemente disturbati da alcuni aspetti della modernità, come quello woke o la falsa libertà che sconfina in arbitrio, ma sappiamo che ci sono persone che hanno bisogno di affermarsi attraverso la contrapposizione. Alcuni dichiarano il loro ateismo per sembrare piú forti, anche se quando hanno un dramma familiare serio e la Scienza in cui credono non può fare nulla, molto spesso si ritrovano a pregare lo Sconosciuto lassú, dal quale sperano di ricevere un miracolo. Arrivare alla Scienza dello Spirito può essere un cambiamento radicale nella nostra vita. Essere discepoli dell’Antroposofia rende piú comprensibile le finalità delle persone intorno a noi e in generale nella società in cui viviamo. Finalità che hanno anche i sacerdoti, soprattutto quelli che fanno bene il proprio mestiere, e ancora ce ne sono, ma anche i bancari o i burocrati hanno un loro compito, e spesso lo svolgono bene. Diceva Massimo che se una donna è una brava massaia, riesce a far quadrare i conti nonostante una certa penuria di soldi e rende serena l’atmosfera della propria casa per il marito e per i figli, quella donna è molto piú avanti spiritualmente di tanti pseudo-scienziati o filosofi presi dalla propria importanza e dalla dialettica a vuoto di cui riempiono l’etere e i libri. Dunque, noi dobbiamo diventare come quella massaia, nel senso che dobbiamo creare intorno a noi un ambiente sano e piacevole per chi ci è vicino, non solo in casa ma anche nell’ambiente di lavoro. Naturalmente, se si eseguono i cinque esercizi, la preghiera non può che rafforzare il loro effetto benefico. La preghiera non è appannaggio della Chiesa, è l’incontro naturale e spontaneo tra l’uomo e la Divinità, fra noi e il Cristo, fra noi e la Madre. Pregare la Madonna, la Iside Sophia, è quanto lo stesso Cristo dalla croce ci ha indicato di fare, quando rivolto a Giovanni gli dice che quella è sua Madre, e in quel caso Giovanni rappresenta tutta l’umanità. Il fatto di essere cristiano nel sentimento è molto positivo. Il Cristo ci insegna l’accettazione e la comprensione verso tutti i nostri fratelli, non solo quelli carnali o quelli che si riconoscono in un gruppo, in un’associazione o nella stessa Antroposofia. Proseguendo il cammino nella Scienza dello Spirito, con il tempo si rivedono le proprie posizioni dettate da una eventuale mancata comprensione del Karma e della sua legge. Ogni aspetto sociale è governato dal Karma, quindi se esiste una Chiesa cristiana, o musulmana o induista o animista o sincretista, quel popolo ha ancora bisogno di un appoggio esterno, di un tramite verso il Divino, come il bastone per il viandante. Noi cerchiamo di camminare lungo la nostra Via senza il bastone – anche se ci sono momenti in cui sembra mancarci – però non possiamo giudicare chi ne ha ancora necessità. L’esercizio della spregiudicatezza, ovvero dell’assenza di giudizio, ci insegna proprio questo. E dunque, buon cammino!
Gradirei due/tre parole sull’idea, mia, del Karma del Cristo Gesú. So bene che l’Essere macrocosmico giunto sulla nostra Terra due millenni fa non aveva nessun Karma passato: e quello futuro? Ha parlato con noi, ci ha guardati, toccati, ci ha guariti, ha sofferto con e per noi, ha provato sentimenti umani, molto umani, ha intriso la morta materia di forze di resurrezione e si è unito etericamente a noi e al corpo terrestre. Ma la vera evoluzione in un certo (nuovo) senso, comincia adesso. Per i tempi futuri come sarà la sua azione proprio nel senso delle leggi del Karma, di cui Lui adesso è il nuovo Signore?
Francesco V.
È vero, il Cristo è il Signore del Karma, ce lo dice Rudolf Steiner. Quindi lui il Karma lo domina, non lo subisce. Ed è quello che anche ognuno di noi dovrà fare. Ora noi subiamo il Karma e non lo indirizziamo volontariamente, tranne in casi molto sporadici. Ma ognuno di noi dovrà diventare signore del proprio Karma, questo è uno dei lavori piú importanti che dovremo fare. Gli esercizi attraverso i quali ci alleniamo – come se fossimo in una palestra per sviluppare non i muscoli fisici ma quelli interiori – sono la disciplina che ci permetterà di svincolarci gradatamente dal cieco rispondere a un Karma che arriva come ospite sgradito. Capiremo quale insegnamento vuole darci, quale necessario pareggio significa. Il Cristo non può accumulare Karma come pareggio per mancanze o incomprensioni, è al di fuori e al di sopra della Legge del Karma, e dominandolo può, se vede che lo meritiamo, aiutarci a uscire da una situazione in cui subiamo un Karma che ci appare troppo pesante. Sempre che legga nel nostro cuore la volontà di vero cambiamento e l’intento di operare per il bene delle persone intorno a noi e della società in cui viviamo.
Nella Rubrica “I Libri dell’Archetipo” che trovate nella casella in alto a destra sulla copertina, abbiamo inserito il libro di Giovanni Bartoloni
FONDAMENTI PER UNA FISIOLOGIA SPIRITUALE DEL CUORE
L’argomento è stato trattato anche nel Convegno di Natale del 13 e 14 dicembre 2025.
Il libro, dotato di una interessante Presentazione di Fabio Burigana, potete trovarlo al link:
https://www.larchetipo.com/wp-content/uploads/2026/02/Fondamenti-per-una-fisiologia-spirituale-del-cuore.pdf