
L’individuo è guidato nella vita da due forze fondamentali: quella luciferica e quella arimanica.
Nel suo stato evolutivo normale, non è pensabile che possa essere guidato, spontaneamente, da altre forze.
Lo stesso Dottore ci dice come quello che, culturalmente chiamiamo bene, paradiso, ma anche Dio, si riferisca in realtà sempre a Lucifero.

Quindi anche quando l’individuo pensa di essere buono, invero si affida sempre a forze contro l’evoluzione dell’uomo.
Ci si può accorgere di questo, però, solo a partire dal quindicesimo secolo, in cui sono accadute alcune cose che il nostro Maestro, Rudolf Steiner, ci spiega molto meglio di quanto potrei fare io.
Fino a quell’epoca, quindi, anche molto oltre l’evento del Golgotha, questa suddivisione di forze a guida umana non riguardava tanto l’individuo, quanto la vita comune di un popolo.
Si nasceva con spiccate qualità in senso luciferico oppure arimanico, e se ne seguivano le orme tutta la vita. Un popolo, cosí, aveva il suo equilibrio tra artisti, soldati, amministrativi ecc.
Si era comunque uomini di buona volontà, perché le forze delle grandi entità a protezione dei popoli sapevano come ispirare e guidare i singoli individui.

Nella divisione tra uomini e donne, queste grandi entità affidavano la prevalenza luciferica alla donna e quella arimanica all’uomo.
Detto ovviamente per grandi linee e con tutte le dovute eccezioni, il compito di chi nasceva donna era quello d’ispirazione e guida attraverso le forze luciferiche che in essa si palesavano; chi nasceva maschio aveva il compito di realizzare umanamente, attraverso le sue forze arimaniche, quello che la donna aveva ispirato.
La coppia, in questo senso, trovava il suo equilibrio cosmico, che trascendeva le singole anime, tra le due forze.
Oggi è chiesto che la singola anima si faccia carico contemporaneamente di entrambe, sviluppando un equilibrio interiore tra le due, che dovrebbero essere di ugual peso su un’ipotetica bilancia dove su ogni piatto ne pesa una e sul cui fulcro regna l’Io-sono, il Logos.
Ogni atto d’equilibrio tra passionalità e freddezza calcolatrice è di fatto un atto importantissimo di affermazione dell’Io-sono.
Questo riguarda sia le figure maschili che femminili. L’affermazione femminile, in quello che è chiamato mondo maschile, riguarda proprio il fatto che al di là del sesso con cui si nasce, bisogna raggiungere tale equilibrio, quindi la donna deve aprirsi al mondo di Arimane e l’uomo a quello di Lucifero.
Anche se è molto riduttivo chiudere in questi argini tutto il problema dell’affermazione della donna nella società civile, rimane il fatto che oggi l’individuo, è chiamato a tutto ciò.
È chiaro che una donna può avere una prevalenza luciferica ed un maschio invece arimanica, ma questo è sempre meno detto e sempre meno importante.
In passato quest’equilibrio veniva vissuto come famiglia, inteso anche come connubio tra elemento maschile e femminile che assieme, in una stadera, il fulcro era un Logos solare non incarnato nel singolo.
Il risultato era una vita di famiglia che era di per se stessa appannaggio di armonia, amore, vita; cioè del Christo.
Questo sfaldarsi della famiglia tradizionale, ma anche dell’affermarsi del femminismo, se guardato sotto questa luce assume argini evolutivi completamente diversi.
Se da un lato la famiglia classica sta sparendo attraverso l’ondata di divorzi e separazioni, dall’altra è richiesto un nuovo modo di vivere la famiglia, che è di coppia.

Oggi è necessario capire che l’unico vero ruolo dei protagonisti della coppia, cioè uomo e donna, è il loro evolversi in quanto equilibrio di forze arimaniche e luciferiche. Dove ognuno dei due deve riempirsi della parte che gli manca. Se la donna deve imparare ad affermarsi e farsi rispettare nel mondo del lavoro e della società, in pari tempo l’uomo deve aprirsi al mondo del sentire, imparare ad ascoltare la propria intimità, rispettare il mondo interiore.
Sono esigenze che si affacciano all’anima dei singoli e che chiedono di essere coltivate per tutta la vita. La donna s’impegna in un senso e l’uomo nell’altro, cioè la donna a diventare piú “maschile”, l’uomo piú “femminile”.
Di questo gli uomini di tutta la terra sentono la profonda esigenza, ognuno allo stato di coscienza che ha, rispetto al proprio grado evolutivo.
Il grosso rischio è quello che in parte sta inevitabilmente accadendo: cioè la strumentalizzazione demoniaca di queste forze verso la degenerazione civile che stiamo vivendo in quest’epoca.
La risposta non è aprire una guerra di forze contrapposte, ma accettare questa evoluzione e seguirla per quello che deve essere: il risveglio spirituale del Logos nella propria anima, che è la coscienza dell’Io-sono nell’equilibrio delle forze degli Ostacolatori in noi.
Massimo Danza
