La Pasqua di Resurrezione

Esoterismo

La Pasqua di resurrezione

E LE SUE SIMBOLOGIE INIZIATICHE

 

Il Graal

 

La Pasqua di Resurrezione rappresenta un ricco crogiolo di simbologie iniziatiche che si rinnovano ogni anno dopo l’equi­nozio di primavera. I richiami profondi all’esoterismo cristiano, all’alchimia e alle tradizioni templare e rosicruciana son ben evidenti. Questi elementi soteriologici collegano l’ultima Cena, la crocifissione e la resurrezione a processi di trasformazione interiore e conoscenze iniziatiche.

 

Ad esempio la coppa usata da Cristo nell’ultima Cena diventa, nei romanzi cavallereschi medievali, il Graal portato da Giuseppe d’Arimatea per raccogliere il sangue dalla ferita al costato. Simbolicamente, equivale al cuore di Cristo come ricettacolo del sangue divino, prefigurando l’eu­carestia e bevande immortali come il Soma vedico o l’Haoma iraniano, simbologie legate all’im­mortalità dell’Albero della Vita (Il concetto di Sacro Amore di Massimo Scaligero – L’Archetipo )

 

Ultima Cena

 

Nel contesto esoterico templare, rappresentano una conoscenza sacra elargita come mistero del Graal dalle Gerarchie Superiori, un portale per l’accesso a segreti di ordine superiore. E come non considerare il vino simbolo vivificante dell’ultima Cena che assume un profondo significato soteriologico, simboleggiando il sangue di Cristo versato per la redenzione dell’uma­nità, instaurando la Nuova Alleanza ed offrendo salvezza eterna. Esotericamente, evoca la trasformazione alchemica da elemento inferiore o lunare ad “Acqua di Vita”, veicolo di comunione spirituale e resurrezione interiore (Il vino nelle antiche e moderne ritualità – L’Archetipo). Il vino deriva dal succo d’uva fermentato che spiritualizzandosi nel rito della Cena Domini si trasmuta prima in bevanda rigenerante e successivamente in linfa trasparente adamantina fonte di vita eterna, nutrimento stellare.

 

Rosacroce

 

Nelle ritualità rosicruciana, vi è un mutamento in acqua vitale tramite magismo solare, simboleggiando la metamorfosi dell’anima verso i piani superiori. Il pane eucaristico, corpo di Cristo, è un potente simbolo alchemico di trasformazione: dalla farina grezza (materia inerte) al pane lievitato (componente animica), passando per le tre fasi fondamentali della Grande Opera: nigredo, albedo e rubedo. Rappresenta nutrimento spirituale eterno, legato al banchetto escatologico e alla Pasqua che evoca rinascita iniziatica.

 

La Croce simboleggia la quadratura della materia umana (quadrato) che aspira al divino (cerchio), un sacrificio per la purificazione e resurrezione interiore. Nei riferimenti templari, la croce rossa patente a otto punte evoca le otto beatitudini o sottofasi alchemiche, unendo cielo e terra in un sacro mandala iniziatico.

 

Nella simbologia rosicruciana, indica la crocifissione come rinascita, con la rosa che sboccia al centro della croce simboleggiando segreti iniziatici che si svelano a chi è pronto a riceverli e che uniscono de facto tradizioni orientali ed occidentali.

 

Centri eterici

 

La Via Crucis è un percorso iniziatico di dodici tappe principali legate alla passione del Cristo, relazionate al loto a dodici petali del chakra cardiaco. Rappresenta una potente prova alchemica di eterizzazione nel centro del Cuore, dominio dei quattro elementi (terra, acqua, aria, fuoco) dove le correnti eteriche orizzontali operanti sulla terra si intersecano con le correnti eteriche superiori verticali che discendono dall’alto (La preghiera continua nel cuore – L’Archetipo). La liturgia pasquale, evoca riti misterici di morte-rinascita, riti di acquisizione della shakti michaelita e riti di Iniziazione alla pietra cubica grezza (SALOM) pronta per essere alchemicamente levigata (SATOR) (Il riconoscimento dell’azione degli Ostacolatori nella genesi del Sacro Amore – L’Archetipo ).

 

I Misteri del Cristo insiti nel suo nome ebraico Joshuae vanno interpretati oltre il profilo evangelico ed ecumenico con la figura del Cristo guida ed essenza di una Iniziazione solare che conduce l’Iniziato al Corpo di Luce, o Merkabah, tramite quella che Massimo Scaligero chiama l’Operatio Solis (Operatio Solis: Ascesi del cuore e delle correnti eteriche della testa – L’Archetipo). Quindi vengono a delinearsi percorsi che uniscono i diversi elementi misterici: dalla coppa al sangue alla lancia che ferisce il costato, dal pane al corpo, dalla croce alla rosa simboleggiando unione tra cielo e terra.

 

I temi rosicruciani e scaligeriani legati alla Pasqua enfatizzano la resurrezione come processo iniziatico interiore di morte e rinascita spirituale, con la croce pasquale trasformata in simbolo di elevazione dell’anima oltre la materia. Queste tradizioni interpretano la Pasqua non solo come evento storico-cristiano, ma come archetipo universale di trasmutazione alchemica (Rosicrucianesimo scaligeriano – L’Archetipo). La rosa sulla croce simboleggia l’elemento eterico-animico che sboccia al centro della croce (centro cuore), attraverso purificazione alchemica che supera la morte fisica. Tali tematiche fondono cabala ebraica, esicasmo cristiano e tantra orientale, aprendo il “centro del Cuore” eco della vittoria pasquale sulla morte.

 

Nella Grande Opera, la Pasqua si inserisce come rinascita dallo Spirito, come trasfigurazione, con gli eterei superiori dei quattro elementi : acqua, aria, terra e fuoco che rigenerano l’uomo.

 

Scaligero descrive la Pasqua come via del “pensiero solare” vivente, che trascende il pensiero “lunare” riflesso, rinnovando i misteri della Tradizione. In questa prospettiva la resurrezione pasquale attiva il pensiero puro per quella che possiamo definire la “terza prova” dell’uomo sul sentiero della trasformazione cristica. Questo è un concetto radicato nell’esoterismo rosicruciano, riferito alla fase culminante del percorso iniziatico individuale, che integra le prime due prove (fisico ed eterico) in una sintesi trascendente per la realizzazione del Sé animico divino inteso come terza prova. Nei testi rosicruciani le prove iniziatiche si strutturano in cicli alchemici: la prima (nigredo – opera al nero) dissolve l’ego inferiore e la mineralità; la seconda (albedo – opera al bianco) purifica l’anima attraverso l’acquisizione del corpo eterico permanentemente fissato attraverso gli elementi alchemici zolfo, mercurio e sale, mentre la terza (rubedo – opera al rosso) è la “prova del Fuoco” o resurrezione autocosciente, che dissolve le dualità per la pienezza dell’essere animico-pasquale.

 

Secondo Massimo Scaligero, la terza prova è la “libertà del pensiero puro” oltre il velo mayavico, eco della resurrezione cristica.

 

due figure

 

In un precedente articolo (La saggezza dei Rosacroce – L’Archetipo )  le due prove preliminari alla terza sono strutturate come tappe alchemico-iniziatiche che preparano l’elevazione finale, fondendo nigredo e albedo in un processo di purificazione progressiva che agisce come forza eterica coinvolgendo tre centri : testa, cuore e ventre.

 

 

La Prima Prova corrisponde all’acquisizione delle correnti eteriche orizzontali che agiscono sulle scapole. Rappresenta la nigredo, fase di immanenza sensibile e disciplina interiore: l’Iniziato acquisisce queste correnti orizzontali tramite studio esegetico dei testi blibici (Vangelo di Giovanni), sviluppo delle virtú cristiche e purezza d’intenti, sconfiggendo il Serpente interiore (paura, ego inferiore, brame e spirito di avversione). Si manifesta come dominio eterico sui quattro elementi.

 

La Seconda Prova corrisponde alla verticalizzazione delle correnti discendenti dal piano animico-astrale superiore e corrisponde all’albedo, elevazione verticale della forza interiore: un’Iniziazione dall’alto agisce sui tre centri principali (testa, cuore, ventre), verticalizzando la forza-shakti michaelita sulla colonna vertebrale. È il passaggio dalla purificazione inferiore alla connessione con le Gerarchie superiori che possono manifestarsi sul piano della realtà oggettiva, preparando l’Iniziato alla conoscenza dei mondi superiori: è questa la sintesi della terza prova. Le due fasi preliminari aprono quindi al roseto centrale del Cuore superfisico, eco pasquale della resurrezione, intesa come eterizzazione del sangue.(Sintesi dell’ascesi scaligeriana – L’Archetipo)

 

La Terza Prova è lo stadio culminante del percorso rosicruciano, la rubedo alchemica che risolve il dualismo della mineralità mediante sacrificio volontario e trascendenza immanente. Tale prova attiva un centro ben preciso localizzato tra ghiandola pinelale e ghiandola pituitaria.

 

 

Vitriol

 

Come dicevamo si giunge alla terza prova dopo nigredo (correnti orizzontali) e albedo (elevazione verticale), sconfiggendo il drago-serpente interiore, ovvero spirito di avversione, brame, paure, superbia.

 

In altre parole la prova centrale è la sintesi cruciforme tra trascendenza verticale ed immanenza orizzontale, elevando lo Spirito dal Fuoco kundalini che culmina nella resurrezione autocosciente: l’Iniziato, umile e amoroso, verticalizza la forza interiore (testa-cuore-ventre), contemplando la Luce divina come VITRIOL (VISITA INTERIORA TERRAE RECTIFICANDO INVENIES OCCULTUM LAPIDEM) che  rappresenta l’apertura cosmica al Cristo interiore, eco pasquale della pienezza dell’essere.

 

 

Kether